di Fabio Pelini
Nel day after del pauroso incendio che ha coinvolto il deposito dell’Aquilana società multiservizi, si fanno le prime stime sull’entità dei danni. Un capannone devastato, ventisei mezzi distrutti su un parco macchine che ne poteva vantare un’ottantina, il danneggiamento dell’impianto di separazione delle plastiche, solo per citare le perdite più evidenti, sono senza dubbio un brutto colpo per le casse dell’Asm, ma anche per quelle pubbliche di Comune e Regione (e quindi per i cittadini tutti), che dovranno inevitabilmente mettere mano ai propri già risicati bilanci per sostenere un’azienda in difficoltà, peraltro strategica nell’organizzazione dei servizi sul territorio. Si stimano circa dieci milioni di danni, che se in parte verranno compensati dall’assicurazione, imporranno in ogni caso nuovi investimenti nel breve periodo e, dunque, risorse da reperire nell’immediato.
Per non parlare del servizio di raccolta dei rifiuti, che sarà garantito dalle altre due sedi dell’Asm (Pile e Centro di raccolta) ma che, in un città tra le più estese d’Italia (nona per superficie, con cinquantadue frazioni da Arischia a S. Gregorio), rischia di creare non pochi disservizi, anche se l’azienda si sta muovendo celermente per poter disporre di mezzi a noleggio nel giro di due-tre giorni.
C’è poi l’aspetto ambientale, tutt’altro che trascurabile. Bisognerà attendere giovedì per l’esito delle analisi sui campioni d’aria prelevati nell’area interessata dall’incendio – così come ha ufficialmente reso noto Asm – ma è altamente improbabile che il risultato possa rassicurare, come lasciato trapelare da più parti. Un rogo di quelle proporzioni, con una combustione impetuosa che ha ingurgitato plastiche e materiali vari, ha sviluppato con ogni probabilità una notevole presenza di benzene, tale da consigliare quantomeno accortezza e precauzioni almeno nell’area est della città, soprattutto per i prodotti delle campagne circostanti e per gli stili di vita in generale.
Insomma, una pagina nerissima per la comunità aquilana, che diverrebbe ancora più buia se fosse confermata la pista sulla quale la Procura sta indagando e che individua nel dolo la natura del rogo consumatosi. Un aspetto a dir poco inquietante, che aprirebbe scenari imprevedibili sull’intero ciclo di gestione dei rifiuti. Staremo a vedere come evolverà la vicenda.
ARTICOLI CORRELLATI:
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[…] Abbiamo già avuto modo di scrivere, a seguito del terribile incendio che il 23 ottobre scorso ha devastato il deposito dell’Asm, dei danni stimati in oltre dieci milioni di Euro per l’Aquilana società multiservizi, azienda partecipata del Comune di L’Aquila affidataria del servizio di igiene urbana. (Incendio all’ASM, il giorno dopo si fanno i conti: la stima dei danni è di 10 milioni di euro…). […]