CITTÀ SANT’ANGELO – Stop immediato ai lavori alla foce del fiume Saline e ripristino ambientale dell’area. È la richiesta avanzata dalla SOA – Stazione Ornitologica Abruzzese aps, che interviene dopo l’esposto presentato dall’associazione Acqua Bene Comune sulla situazione del canneto presente nell’area, classificata come Oasi di Protezione della Fauna.
La SOA ha trasmesso una richiesta di intervento urgente al Servizio VIA e al Comitato VIA della Regione Abruzzo, all’Ufficio Caccia regionale, al Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, al direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente, al Comando Provinciale dei Carabinieri Forestali di Pescara e ad ARPA Abruzzo.
Secondo l’associazione, i lavori in corso nella zona della foce starebbero “completamente distruggendo” uno dei pochi tratti di canneto fluviale presenti alla foce lungo la costa abruzzese. La SOA evidenzia inoltre che l’area è tutelata come Oasi di Protezione della Fauna dal Piano Faunistico Regionale e che la sua importanza naturalistica sarebbe stata evidenziata in passato anche dall’allora INFS, oggi ISPRA.
Particolare attenzione viene posta sul periodo in cui sono in corso gli interventi. La SOA sostiene infatti che la foce del Saline rappresenti un importante punto di sosta per l’avifauna migratrice e che proprio in questi giorni l’area sia interessata dal flusso migratorio autunnale. L’associazione richiama in questo senso anche le segnalazioni relative alla presenza di uccelli migratori.
Nel mirino della SOA c’è anche l’iter autorizzativo seguito per gli interventi. Secondo quanto ricostruito dall’associazione, i lavori deriverebbero da un progetto del Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, esaminato dal Comitato VIA nel 2022 nell’ambito di una procedura di Verifica di assoggettabilità a VIA per la realizzazione di arginature lungo il fiume Saline.
L’associazione spiega di non aver presentato osservazioni all’epoca, sostenendo che il tratto di maggiore interesse naturalistico, costituito dal canneto alla foce, non fosse interessato dagli interventi previsti.
La situazione sarebbe cambiata nel 2025, quando il Commissario avrebbe depositato una variante chiedendo al Comitato VIA una Verifica Preliminare per escludere la modifica dalla procedura di VIA. Secondo la SOA, proprio attraverso questa variante l’area del canneto sarebbe entrata nel progetto.
L’associazione contesta quindi la decisione del Comitato VIA di escludere la necessità di una nuova procedura di valutazione, ritenendo che non siano stati considerati adeguatamente i possibili impatti ambientali delle modifiche progettuali.
A sostegno delle proprie osservazioni, la SOA richiama anche la vicenda legata alla realizzazione dell’attuale Ponte Delli Castelli. Secondo quanto ricostruito dall’associazione, in occasione della procedura di VIA relativa al ponte, la posizione dell’infrastruttura sarebbe stata modificata rispetto al progetto originario proprio per evitare conseguenze sul canneto della foce del Saline.
L’area, spiega la SOA, era stata oggetto di studi ornitologici che avevano evidenziato anche la presenza di un dormitorio di decine di migliaia di rondini. Le ricerche, secondo l’associazione, avrebbero inoltre documentato la presenza di esemplari in migrazione provenienti da altri Paesi europei.
La SOA ricorda infine che anche il Piano d’Area del Comune di Città Sant’Angelo relativo alla zona compresa tra il Piomba e il Saline avrebbe individuato l’area come di interesse naturalistico.
Alla luce di queste considerazioni, l’associazione chiede il blocco dei lavori e il riesame della pratica sulla base dell’articolo 28, comma 2, del decreto legislativo 152/2006. La richiesta comprende anche l’eventuale modifica degli interventi progettuali, con opere per il ripristino del canneto e ulteriori misure di mitigazione, compensazione o miglioramento ambientale.
Alla luce delle modalità con cui sarebbe stata esaminata la variante, la SOA chiede inoltre ai Carabinieri Forestali di valutare l’eventuale sussistenza di un danno ambientale.
“Con riferimento all’esposto recante pari oggetto recentemente inoltrato dalla associazione Acqua Bene Comune si comunica la piena condivisione di quanto contenuto nello stesso e si chiede un intervento urgente per il fermo dei lavori e la relativa messa in pristino dell’area”, scrive il presidente della SOA aps, Massimo Pellegrini.
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