di Melania Aio
Colonnella. Nel 2022, una semplice scritta sulla porta d’ingresso del Cinema Arcobaleno, “Chiuso”, ha segnato la fine di un’era per la Val Vibrata. Nonostante il sito web parlasse di una chiusura “temporanea”, a distanza di tre anni nessuna data è stata comunicata per una possibile riapertura. Con le sue 11 sale e oltre 2.500 posti, il Cineplex rappresentava un punto di riferimento culturale e sociale per l’intera zona. La sua chiusura non è stata solo il riflesso delle difficoltà che il settore cinematografico ha affrontato a livello nazionale a causa delle restrizioni pandemiche, ma anche il frutto di una complicata vicenda legata alla proprietà dell’immobile.
Il problema principale riguardava infatti la struttura che ospitava il cinema: inizialmente di proprietà di una banca poi fallita, è passata nelle mani di una società di cartolarizzazione. Quest’ultima ha manifestato l’intenzione di venderla, ma le richieste economiche sono risultate troppo elevate per rendere fattibile l’acquisto da parte dei gestori, la famiglia Calabresi, presente sin dall’apertura del multiplex nel 2012.
L’Arcobaleno è stato molto più di un luogo dove vedere film. È stato un rifugio, un punto di riferimento, una casa per gli amanti del cinema e non solo. Generazioni si sono date appuntamento lì: dai bambini con il loro primo film d’animazione, agli studenti delle scuole superiori accompagnati dai professori per progetti didattici, fino ai veri appassionati che non perdevano un film.
Indimenticabili le sale piene per eventi memorabili: l’energia collettiva durante le anteprime di Avengers: Endgame, le lunghe file per Star Wars: Il risveglio della forza, l’atmosfera sospesa di Bohemian Rhapsody, dove molti spettatori hanno finito a cantare “We are the Champions” durante i titoli di coda. Senza dimenticare i successi del cinema italiano come Perfetti sconosciuti o La grande bellezza.
Il Cineplex ha ospitato anche rassegne d’autore, festival scolastici, matinée per bambini, eventi speciali per associazioni del territorio e proiezioni solidali. È stato un presidio culturale in un’area dove l’offerta di spazi simili è sempre stata limitata. Dieci anni di luci spente e accese, di risate, di film visti, rivisti e vissuti. E ora, quel luogo pieno di storie è fermo, in silenzio.
In passato, anche grazie alla mediazione del Comune di Colonnella, situazioni simili erano state superate. Sia l’ex sindaco Pollastrelli, che l’attuale primo cittadino Biagio Massi, sono intervenuti per cercare di ottenere una proroga dell’affitto per evitare la chiusura.
Nonostante il passare del tempo, la situazione del multisala non ha subito evoluzioni significative. Secondo quanto riportato da Val Vibrata Life lo scorso settembre, l’immobile è ancora di proprietà della stessa società, che continua a perseguire la via della vendita piuttosto che una rinegoziazione dell’affitto.
Nel frattempo, la famiglia Calabresi ha concentrato le proprie energie sulla riqualificazione del Cinema Palariviera di San Benedetto del Tronto, che ha riaperto le sue porte al pubblico il 30 novembre del 2024 e che dispone di sei sale attive, offrendo una programmazione variegata che spazia dai blockbuster internazionali alle produzioni italiane. A Colonnella, invece, l’ex cinema è avvolto da un’atmosfera di desolazione. L’ingresso, un tempo frequentata da file di spettatori entusiasti, ora è immobile. Il pavimento è segnato da qualche carta sparsa qua e là. Le pareti, prima piene di poster luminosi e inviti alla magia del grande schermo, sono vuote: nessuna immagine a richiamare l’attenzione. E’ un luogo deserto, fermo nel tempo.
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