Chieti, progetto per riqualificare la palestra del carcere

Chieti, progetto per riqualificare la palestra del carcere
19 Ott 2026

Un progetto per migliorare gli spazi dedicati allo sport nella Casa circondariale di Chieti, grazie alla collaborazione tra istituzioni e mondo imprenditoriale. È stato avviato il percorso per il ripristino e la riqualificazione della palestra dell’istituto penitenziario, con il primo contributo concreto arrivato dall’imprenditore Altin Tarri, titolare della Posatec Srl, con sede a Chieti.

A renderlo noto è il Garante dei detenuti, che ha rivolto un ringraziamento pubblico all’imprenditore per aver risposto al suo appello, mettendosi a disposizione del progetto.

«La sua disponibilità rappresenta un esempio significativo di sensibilità e responsabilità sociale d’impresa», sottolinea il Garante, evidenziando il ruolo che le realtà economiche del territorio possono svolgere nel miglioramento delle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari.

Sport e rieducazione: l’obiettivo del progetto

L’iniziativa punta a rendere gli spazi dedicati all’attività fisica più adeguati e funzionali. La palestra rappresenta infatti un luogo importante per il benessere delle persone detenute, favorendo la socialità e contribuendo ai percorsi di rieducazione.

Il progetto è soltanto all’inizio e proseguirà con l’obiettivo di coinvolgere altre persone e realtà del territorio, affinché possano contribuire concretamente al miglioramento degli ambienti dell’istituto.

Il Garante sottolinea soprattutto il valore della collaborazione spontanea, nata dalla disponibilità di chi ha scelto di raccogliere un appello e trasformarlo in un aiuto concreto.

Il carcere come parte della comunità

L’iniziativa vuole rafforzare il legame tra il carcere e il territorio, promuovendo una partecipazione più attiva della società civile. «Il carcere non è una realtà estranea al territorio, ma una parte della comunità stessa: una comunità nella comunità», afferma il Garante.

L’obiettivo è costruire un rapporto più stretto tra il dentro e il fuori, affinché la dignità delle persone detenute e le prospettive del loro futuro siano considerate una responsabilità condivisa.

Il ringraziamento ad Altin Tarri segna dunque il primo passo di un percorso che punta a coinvolgere nuove realtà locali. «Il percorso è iniziato. Continueremo a lavorare perché sempre più persone e realtà del territorio scelgano di sentirsi parte di questa sfida», conclude il Garante, ribadendo il valore della solidarietà e della collaborazione per una comunità più forte e inclusiva.


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