Barriere al Comune di Pescara, Piccirilli (Disability Pride): “Servono soluzioni, non scorciatoie”

Barriere al Comune di Pescara, Piccirilli (Disability Pride): “Servono soluzioni, non scorciatoie”
11 Feb 2026

di Melania Aio

A Pescara la campagna elettorale entra nel vivo tra programmi e visioni contrapposte di città. C’è una questione che, più delle altre, continua a restare ferma davanti al portone del Comune: l’accessibilità. A riportarla al centro del dibattito è stato l’attivista Simone Maria Piccirilli, referente del Disability Pride Pescara e Abruzzo, che il 4 febbraio ha avuto modo di rivolgere direttamente la sua domanda alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, in visita in città per aprire la campagna per il NO al referendum sulla giustizia.

La domanda è semplice, ma pesa come un macigno:
“È accettabile che nel 2026 un cittadino, in particolare con disabilità -ma anche un anziano, una donna incinta- per entrare nel Comune debba ancora essere indirizzato verso un ingresso secondario perché unico accessibile?”

Dalle piazze comunali medievali fino ai palazzi civici contemporanei, l’accesso al Municipio ha sempre rappresentato  il confine tra chi è parte della comunità e chi ne resta fuori. Per questo il tema sollevato a Pescara non è solo tecnico, ma anche culturale. Una città che discute di sicurezza, socialità e decoro non può prescindere dal principio che gli spazi pubblici debbano essere realmente condivisibili. La storia urbana insegna che l’inclusione è, prima di tutto, un processo di evoluzione civile.

Una questione che Piccirilli porta avanti da anni e che, nei giorni precedenti, aveva già sottoposto a diversi candidati sindaci e rappresentanti delle amministrazioni locali. Secondo il referente del Disability Pride, il problema non è solo simbolico. Gli interventi effettuati finora, come le strisce antiscivolo, hanno attenuato, ma non risolto una criticità strutturale. “Ricevo segnalazioni di cittadini che non riescono a partecipare alla vita democratica in Comune, nonostante la presenza dell’ingresso laterale a norma. In alcuni casi l’ausilio elettrico non consente il passaggio, in altri non si trova in tempo una sedia adeguata”, spiega.

Durante l’incontro con Schlein, racconta a noi di Abruzzo sera, c’è stata attenzione e interesse. La segretaria avrebbe preso nota del tema, riconoscendone l’urgenza. Un segnale importante, ma che per Piccirilli non può restare solo formale.

Nei giorni successivi, l’attivista ha partecipato anche a un confronto con i Giovani Democratici Abruzzo e i candidati del centrosinistra. In quella sede si è parlato di sicurezza, legalità, ambiente, decoro e socialità. Proprio sul concetto di sicurezza si innesta la riflessione di Piccirilli. “Si è detto che la sicurezza si costruisce occupando gli spazi e favorendo la socialità. Condivido pienamente. Ma di quale socialità parliamo se quegli spazi oggi non sono accessibili a tutti?” Un edificio accessibile è un edificio più sicuro per tutti: anziani, genitori con passeggini, persone con disabilità e persino soccorritori in caso di emergenza. Al contrario, uno spazio che esclude diventa uno spazio sottratto alla comunità.

Piccirilli rivendica inoltre l’indipendenza del proprio impegno, che negli anni lo ha portato a dialogare con esponenti di schieramenti diversi, da Giorgia Meloni a Alessandro Zan, passando per Giovanni Donzelli, Nicola Fratoianni ed Elisabetta Piccolotti. “L’abbattimento delle barriere non ha colore politico”, ribadisce.

Nel pieno della campagna elettorale, l’appello è rivolto a tutti i candidati: “È incoraggiante sentire parlare di inclusione, ma mentre i programmi si riempiono di buone intenzioni, le istanze dal 2024 sono ancora in attesa di una risposta definitiva. La politica prende nota, ma la vita di chi aspetta non può più permettersi ritardi”. Il nodo resta quello dell’ingresso principale del Comune, che – secondo l’attivista – continua a presentare criticità legate alla sicurezza e all’accessibilità, spesso giustificate con il vincolo della Soprintendenza. “Le soluzioni, nel rispetto della legge, esistono”, sostiene.

Il dialogo avviato il 4 febbraio con Schlein e proseguito con i giovani del territorio è un segnale di sensibilità crescente. Ma ora, conclude Piccirilli, servono scelte concrete perché il Palazzo di Città torni a essere davvero la casa di tutti i pescaresi: senza differenze e senza gradini.


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