Riserva Borsacchio, 19mila partecipazioni nel 2026. Le Guide: «Ora servono risposte dalla Regione»

Riserva Borsacchio, 19mila partecipazioni nel 2026. Le Guide: «Ora servono risposte dalla Regione»
29 Ott 2026

Circa 19mila partecipazioni complessive, 83 attività organizzate tra aprile e ottobre e migliaia di cittadini, turisti, studenti e volontari coinvolti. Sono i numeri della stagione 2026 della Riserva naturale del Borsacchio, resi noti dalle Guide del Borsacchio APS, che tracciano un bilancio positivo delle iniziative realizzate, ma tornano a chiedere alle istituzioni risposte definitive sul futuro dell’area protetta.

A ventuno anni dalla sua istituzione, infatti, la Riserva continua a vivere una situazione di incertezza amministrativa, nonostante il recente ripristino delle norme transitorie di salvaguardia sull’intero perimetro storico.

Una stagione da 19mila partecipazioni

Il rendiconto dell’associazione racconta una stagione particolarmente intensa, caratterizzata da attività naturalistiche, culturali, educative e di sensibilizzazione ambientale, realizzate soprattutto grazie all’impegno gratuito dei volontari.

Dalle escursioni tra le dune e i sentieri collinari alle visite all’antica Fontana d’Accolle, dalle passeggiate in bicicletta ed e-bike alle iniziative dedicate alla tutela del fratino, fino ai laboratori per bambini e ai progetti di mobilità sostenibile.

Grande partecipazione anche agli appuntamenti di osservazione astronomica sulla spiaggia, agli incontri dedicati allo yoga e alla meditazione, alle iniziative sulla memoria storica e sulle tradizioni contadine.

La Riserva si è confermata inoltre un luogo di incontro internazionale, grazie ai progetti Erasmus che hanno portato sul territorio giovani provenienti da diversi Paesi europei.

Particolarmente significativa l’esperienza legata alla protezione di un nido di tartaruga marina Caretta caretta: tredici giorni e tredici notti di presidio continuativo, con oltre quaranta volontari impegnati a turno, a supporto del Centro Studi Cetacei. Un’attività culminata nella nascita di 75 tartarughine da 83 uova.

Numeri che, secondo le Guide, dimostrano le potenzialità della Riserva come risorsa ambientale, culturale e turistica per Roseto degli Abruzzi e per l’intera costa teramana.

Il ritorno delle tutele dopo il ridimensionamento del 2023

Il 2026 ha segnato anche un passaggio importante sul piano normativo.

Dopo il drastico ridimensionamento disposto alla fine del 2023, che aveva ridotto l’estensione della Riserva dagli oltre 1.100 ettari originari a soli 24,7 ettari, la Regione Abruzzo, con la legge regionale n. 13 del 3 luglio 2026, ha ripristinato le norme transitorie di salvaguardia sull’intero perimetro storico.

Un risultato arrivato dopo oltre due anni di mobilitazione, 32mila firme, iniziative giudiziarie e l’impegno di numerose associazioni e cittadini.

Per le Guide del Borsacchio, tuttavia, si tratta soltanto di un primo passo.

A ventuno anni dall’istituzione della Riserva, avvenuta nel febbraio 2005, mancano ancora una definizione stabile dell’assetto dell’area protetta, l’approvazione definitiva del Piano di Assetto Naturalistico e una gestione ordinaria capace di garantire continuità alle attività di tutela e valorizzazione.

«Abbiamo salvato la possibilità di avere una grande Riserva. Adesso dobbiamo finalmente costruirla», sottolinea l’associazione.

Il Piano di Assetto Naturalistico attende la Regione

Uno dei punti centrali della richiesta riguarda il Piano di Assetto Naturalistico, già predisposto e adottato dal Comune di Roseto degli Abruzzi, ma ancora in attesa del completamento dell’iter regionale.

Secondo le Guide, proprio questo strumento potrebbe consentire di superare le contrapposizioni che negli anni hanno accompagnato il dibattito sulla Riserva, individuando regole condivise per conciliare la conservazione della biodiversità con le esigenze di residenti, agricoltori, proprietari dei terreni e operatori economici.

L’associazione propone per questo l’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga Regione Abruzzo, amministrazione comunale, cittadini e tutte le realtà interessate.

«Non vogliamo una Riserva contro qualcuno. Vogliamo una Riserva con tutti», ribadiscono le Guide, chiedendo di superare una stagione di scontri per costruire un progetto comune.

L’obiettivo è arrivare a una gestione stabile, accompagnata da risorse e opportunità di sviluppo sostenibile, che permetta di valorizzare il patrimonio naturale senza penalizzare chi vive e lavora sul territorio.

Borgatti: «La generosità dei volontari non può sostituire le istituzioni»

A richiamare le responsabilità della politica è Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio APS, che sottolinea come l’impegno dell’associazione abbia permesso negli anni di mantenere viva la Riserva, pur in assenza di una gestione ordinaria strutturata.

«Non possiamo però pensare che la generosità dei volontari debba sostituire per sempre le responsabilità delle istituzioni», afferma Borgatti.

Da qui l’appello alla Regione affinché proceda alla definizione definitiva del perimetro storico, all’approvazione del Piano di Assetto Naturalistico e all’avvio di una gestione stabile dell’area protetta.

Il presidente insiste inoltre sulla necessità di coinvolgere tutte le componenti della comunità locale, evitando che la tutela ambientale venga percepita come un elemento di contrapposizione.

«Non chiediamo nuovi annunci. Chiediamo di sederci finalmente intorno a un tavolo, ascoltarci e trovare soluzioni che consentano a tutti di guardare avanti».

La sfida, secondo l’associazione, è trasformare il Borsacchio in un modello di convivenza tra tutela della natura, attività economiche compatibili e partecipazione dei cittadini.

Le circa 19mila partecipazioni registrate nel 2026 rappresentano, in questa prospettiva, una dimostrazione dell’interesse che il territorio è capace di suscitare.

«La Riserva Borsacchio è stata difesa. Adesso è il momento di farla vivere davvero, tutti insieme», conclude Borgatti.


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