ABRUZZO – Mancano poco più di 20 giorni alla scadenza del termine fissato dal TAR Abruzzo per dare finalmente attuazione all’iter istitutivo del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina.
A lanciare l’allarme è il WWF Italia, dopo la sentenza n. 335/2026 del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara che, accogliendo il ricorso presentato dall’associazione, ha riconosciuto l’obbligo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concludere la fase procedimentale.
Entro i 90 giorni stabiliti dal giudice amministrativo dovranno essere definiti la delimitazione provvisoria del Parco, le misure di salvaguardia e la costituzione del soggetto incaricato della gestione provvisoria dell’area protetta.
In caso di mancato rispetto della scadenza, il WWF potrà chiedere la nomina di un commissario ad acta incaricato di provvedere al posto dell’amministrazione inadempiente.
Regione e Comuni al lavoro sul perimetro
Nel frattempo, Regione Abruzzo e i 19 Comuni interessati dal perimetro individuato dall’ISPRA stanno predisponendo le proprie osservazioni sulla delimitazione e sulle misure provvisorie di salvaguardia proposte dal Ministero.
Il WWF lamenta però di non essere stato coinvolto, insieme alle altre associazioni ambientaliste, nel confronto istituzionale.
«Spiace vedere come, ancora una volta, si sia rinunciato a coinvolgere i soggetti portatori di interessi generali come il WWF e le altre associazioni ambientaliste», afferma Filomena Ricci, delegata per l’Abruzzo del WWF Italia, ringraziando invece il Comune di Tollo per aver invitato l’associazione a un confronto e il Comune di Frisa per averne richiesto la partecipazione a un’assemblea sull’eventuale annessione del territorio al Parco.
Secondo Ricci, nella fase attuale gli enti locali possono proporre aggiustamenti e rettifiche, ma non modificare sostanzialmente il perimetro individuato dall’ISPRA e dal Ministero né le misure di salvaguardia previste dalla normativa nazionale. Eventuali modifiche più significative potranno essere valutate nella fase di perimetrazione definitiva e di approvazione del Piano del Parco, garantendo comunque la tutela di specie e habitat.
Dopo oltre vent’anni, il WWF chiede di superare gli ostacoli
Per l’associazione ambientalista, la scadenza rappresenta un passaggio decisivo dopo oltre vent’anni di rinvii e contrapposizioni.
Il WWF accusa in particolare parte della politica regionale abruzzese di aver ostacolato a lungo l’istituzione del Parco e ricorda anche i tentativi compiuti negli anni per bloccare l’iter, compreso il ricorso alla Corte Costituzionale e, più recentemente, un emendamento presentato dal senatore Etelwardo Sigismondi durante l’esame della legge di bilancio.
Secondo il WWF, l’ultima modifica normativa ha portato soprattutto al cambiamento della denominazione dell’area protetta in “Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina” e all’ampliamento del perimetro: dagli originari 10 Comuni e 10.528 ettari indicati nel 2015 si è arrivati a 19 Comuni e 11.591 ettari.
L’associazione contesta inoltre le posizioni di alcune organizzazioni agricole che negli anni avrebbero alimentato timori circa presunti divieti generalizzati alle attività agricole all’interno dei Parchi, sostenendo che tali interpretazioni non troverebbero riscontro nelle norme di salvaguardia né nell’esperienza delle altre aree protette abruzzesi.
«Serve una nuova fase di collaborazione»
Il WWF chiede ora di superare le contrapposizioni e di aprire una nuova fase istituzionale.
«Speriamo veramente che ora si apra una fase nuova di collaborazione tra Istituzioni per la tutela e la valorizzazione dello splendido territorio della Costa Teatina», afferma Francesco Cerasoli, presidente del WWF Abruzzo.
Tra le richieste dell’associazione c’è anche quella di garantire da subito la sospensione del rilascio e dell’efficacia di autorizzazioni, concessioni e altri titoli incompatibili con le finalità di tutela del Parco nascente.
Il WWF guarda inoltre alla futura composizione del Comitato di gestione, chiedendo che vengano individuate persone dotate di competenze tecniche e gestionali, evitando, secondo Cerasoli, «investiture di carattere puramente politico».
Ora il conto alla rovescia è iniziato: tra poco più di 20 giorni il termine fissato dal TAR arriverà a scadenza e, dopo più di vent’anni di attesa, l’iter del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina è chiamato a compiere il passaggio decisivo.
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