Discarica e amianto a Teramo: Ad Alta Voce diffida il Comune

Discarica e amianto a Teramo: Ad Alta Voce diffida il Comune
16 Set 2026

TERAMO — Una discarica abusiva a cielo aperto, frammenti di eternit e rifiuti pericolosi nascosti sotto cumuli di terra e vegetazione. È lo scenario denunciato dall’Associazione “Ad Alta Voce”, guidata dalla presidente pro tempore Anna Capponi, che ha presentato una formale diffida nei confronti del Comune di Teramo e del Sindaco, puntando il dito contro una gestione dell’area di via Marcozzi ritenuta gravemente irregolare e potenzialmente pericolosa per la salute pubblica.

Al centro della polemica c’è l’intervento compiuto dal Comune, che ha provveduto a transennare soltanto una porzione marginale del sito. Secondo l’associazione, l’operazione — basata su barriere metalliche, nastro bicolore e un superficiale sfalcio dell’erba — non solo ignorerebbe la reale estensione della discarica, ma violerebbe in modo palese le normative ambientali e sanitarie. Nel mirino dell’associazione ci sono diverse violazioni di carattere normativo e tecnico, a partire dalla gestione illecita e dall’assenza di bonifica. La presenza di amianto frantumato e rifiuti interrati imporrebbe infatti, per legge, una perimetrazione ermetica, un piano di lavoro approvato dalla Asl e l’intervento esclusivo di ditte certificate, requisiti che, stando alla denuncia, l’attuale intervento non possiederebbe.

L’azione comunale viene definita maldestra e improvvisata, riconducibile verosimilmente a un ordinario lavoro di manutenzione stradale o pulizia verde, del tutto inapplicabile in presenza di materiali pericolosi. Inoltre, la transennatura parziale, oltre a non isolare le fibre di amianto libere nell’aria, risulterebbe priva di illuminazione adeguata e non conforme alle norme del Codice della Strada, esponendo gli automobilisti al pericolo di collisioni. Richiamando diverse pronunce della Corte di Cassazione, l’associazione ricorda che la mera apposizione di nastri non costituisce una messa in sicurezza e che la dispersione di fibre d’amianto rappresenta un pericolo concreto e penalmente rilevante per la collettività.

Tramite la diffida formale, “Ad Alta Voce” chiede al Comune di adottare entro quarantotto ore un’ordinanza contingibile e urgente che preveda l’interdizione totale e la perimetrazione ermetica dell’area, l’attivazione degli enti di controllo come Asl e Arta e l’affidamento della bonifica integrale a operatori specializzati, oltre al ripristino della sicurezza stradale. In caso di inottemperanza, l’associazione è pronta a depositare un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Teramo. Le ipotesi di reato paventate vanno dall’inquinamento e disastro ambientale all’omissione di atti d’ufficio, fino alla gestione illecita di rifiuti pericolosi e al danno erariale.


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