Abruzzo, 29 varietà antiche da salvare con il progetto ACA 16

Abruzzo, 29 varietà antiche da salvare con il progetto ACA 16
24 Ago 2026

Viti, olivi e alberi da frutto al centro di un progetto per tutelare la biodiversità agricola abruzzese. Coinvolti Bio Cantina Sociale Orsogna, Parco della Maiella, università e CREA

MONTENERODOMO, 24 agosto 2026 – Sono 29 le risorse genetiche agricole abruzzesi al centro di un nuovo progetto di caratterizzazione, conservazione e valorizzazione finanziato attraverso l’intervento ACA 16 della Politica agricola comune 2023-2027. L’iniziativa punta a salvaguardare varietà ed ecotipi tradizionali a rischio di scomparsa, tra cui 11 varietà viticole, 7 olivicole, oltre a meli, peri, castagne, mandorli, agrumi e gelsi.

Capofila del progetto è la Bio Cantina Sociale Orsogna, con la collaborazione del Parco Nazionale della Maiella e della sua Banca del germoplasma, delle Università di Teramo e Perugia e del CREA.

Il progetto è stato presentato a Montenerodomo, nell’area archeologica di Iuvanum, durante il seminario annuale della dodicesima edizione di “Saperi e sapori antichi di Iuvanum”. A illustrare obiettivi e prospettive dell’iniziativa è stato l’enologo Camillo Zulli, direttore della cooperativa abruzzese specializzata nella viticoltura biologica e biodinamica.

Settanta nuovi agricoltori custodi

Tra gli aspetti centrali dell’iniziativa c’è la conservazione delle varietà direttamente nei territori di origine e presso la Banca del germoplasma del Parco Nazionale della Maiella. Prevista inoltre l’iscrizione di 70 nuovi agricoltori custodi, chiamati a svolgere un ruolo diretto nella tutela della biodiversità agricola.

Il progetto nasce dalla necessità di contrastare il rischio di erosione genetica, legato alla progressiva diffusione di cultivar moderne caratterizzate da una maggiore produttività e alla conseguente riduzione della presenza delle varietà tradizionali.

«La caratterizzazione e la salvaguardia delle antiche varietà ed ecotipi viticoli e frutticoli rappresenta oggi una risposta concreta e urgente al rischio di erosione genetica», ha spiegato Zulli, sottolineando come la tutela delle varietà locali rappresenti non soltanto un intervento agricolo, ma anche uno strumento di conservazione della cultura e del paesaggio rurale.

Bio Cantina Sociale Orsogna è già impegnata da anni nel recupero della biodiversità viticola abruzzese e custodisce dieci risorse genetiche viticole, alcune delle quali inserite nel nuovo progetto ACA 16.

La “patata sessanta” torna protagonista

Uno degli esempi più significativi arriva proprio dal territorio di Montenerodomo con la “patata sessanta”, caratterizzata da forma oblunga, buccia rossa e pasta bianca e soda.

Una varietà tradizionale che ha rischiato di scomparire e che negli ultimi anni è tornata a essere coltivata grazie alla costituzione di un’associazione di agricoltori custodi. La produzione resta ancora contenuta, ma la patata sta diventando un elemento distintivo del territorio e un potenziale prodotto di valorizzazione gastronomica ed economica.

«Siamo riusciti a moltiplicare la produzione, che rimane ancora modesta, ma la nostra patata sta diventando già un valore del territorio», ha sottolineato il sindaco di Montenerodomo Angelo Piccoli, ricordando come il percorso sia iniziato circa sette anni fa grazie a una contadina che aveva continuato a coltivare la varietà per tradizione familiare.

Dal Sangiovese alla “Ghiuppitt de Mundeneire”

Un altro esempio di recupero della biodiversità è rappresentato dalla Ghiuppitt de Mundeneire, ecotipo locale di Sangiovese coltivato e selezionato proprio nel territorio di Montenerodomo.

La Bio Cantina Sociale Orsogna lo segue da circa cinque anni e lo ha riportato al centro della produzione attraverso il marchio “Pé nin perde la sumente”, espressione di un progetto orientato alla conservazione delle varietà locali e alla loro trasformazione in nuove opportunità economiche.

Per il direttore del Parco della Maiella Luciano Di Martino, il coinvolgimento degli agricoltori come custodi rappresenta uno degli elementi fondamentali del progetto, capace di unire tutela della biodiversità e sviluppo delle comunità locali.

Biodiversità e cambiamenti climatici

Nel corso del seminario è stato evidenziato anche il possibile ruolo strategico delle varietà tradizionali nell’adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici.

L’etnobotanico Aurelio Manzi ha sottolineato come le coltivazioni potrebbero progressivamente spostarsi verso quote più elevate con l’aumento delle temperature. In questo scenario, le varietà agricole ancora presenti nelle aree montane potrebbero rappresentare una risorsa importante, grazie alla loro capacità di adattamento alle caratteristiche dei terreni e alle condizioni climatiche locali.

«La riscoperta e messa in produzione delle antiche cultivar è dunque un investimento per il futuro», ha affermato Manzi, evidenziando il valore della collaborazione tra enti pubblici, mondo scientifico e agricoltori.

Al seminario hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti del Parco Nazionale della Maiella, amministratori dei Comuni dell’area e studiosi dell’Università “Gabriele d’Annunzio” e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Chieti e Pescara.

Il progetto ACA 16 punta quindi a trasformare la conservazione della biodiversità agricola in una concreta opportunità di tutela ambientale, valorizzazione culturale e sviluppo economico, riportando al centro del territorio abruzzese varietà che rischiano di essere dimenticate.


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