Mercoledì 5 agosto alle ore 19.00, al Castello Medievale di Beffi ad Acciano, e venerdì 7 agosto, sempre alle ore 19.00, in Piazza Centrale a Tione degli Abruzzi, andrà in scena “Le avventure di Collodi”, produzione dell’Ensemble Concertando inserita nel cartellone della seconda edizione di “Note tra le Torri – Percorso musicale itinerante 2026”.
Non si tratta soltanto di uno spettacolo, ma di un raffinato omaggio a uno dei più grandi protagonisti della letteratura italiana: Carlo Collodi, al secolo Carlo Lorenzini, celebrato nel bicentenario della sua nascita attraverso un progetto che vede, per la prima volta, l’importante collaborazione di due affermati professionisti abruzzesi. La direzione artistica è affidata al violoncellista aquilano di fama internazionale Pierluigi Ruggiero, che firma anche la selezione musicale, mentre i testi sono della scrittrice marsicana e docente di lettere Roberta Placida, autrice del recente romanzo Il fotografo dei sogni dipinti a mano (Daimon Edizioni). Sul palco, accanto al maestro Ruggiero, sarà protagonista anche il chitarrista Luca Trabucchi, completando un ensemble che farà dialogare musica, parola e teatro in un’unica esperienza artistica.
L’appuntamento rappresenta l’evoluzione di un percorso culturale avviato già nei mesi scorsi. Proprio in un’intervista rilasciata ad AbruzzoSera lo scorso febbraio, Pierluigi Ruggiero aveva infatti presentato “Il Carnevale di Pinocchio”, il progetto ideato per celebrare nel mondo il bicentenario di Carlo Collodi attraverso una rete di iniziative artistiche e musicali ispirate all’universo del padre di Pinocchio.
“Le avventure di Collodi” rappresenta oggi una naturale prosecuzione di quel cammino: un nuovo tassello di un più ampio progetto dedicato a Carlo Lorenzini, in cui la musica scelta da Pierluigi Ruggiero incontra i testi originali di Roberta Placida, dando vita a uno spettacolo capace di restituire tutta l’attualità dell’opera collodiana. Un racconto che non si limita a ricordare uno dei più grandi classici della letteratura italiana, ma lo rinnova attraverso un linguaggio contemporaneo, accessibile e coinvolgente, pensato per bambini, ragazzi e adulti.
Abbiamo incontrato Pierluigi Ruggiero e Roberta Placida per farci raccontare la genesi di questo progetto, il dialogo tra musica e scrittura e il significato di un tributo che, nell’anno del bicentenario di Carlo Collodi, restituisce nuova vita a un patrimonio culturale che continua a emozionare e a parlare alle nuove generazioni.
Roberta Placida
Professoressa Placida, lei è l’autrice dei testi de Le avventure di Collodi. Come ha lavorato per dare una nuova voce all’universo di Collodi, mantenendone intatto lo spirito ma rendendolo vicino al pubblico di oggi?
Prima di tutto ho riletto il romanzo. Lo avevo letto da bambina – fu il primo libro che mio padre mi regalò appena imparai a leggere -. La lettura da adulta mi ha dato nuove chiavi di interpretazione e ho capito che Pinocchio è molto di più di una fiaba per bambini. È metafora profonda della complessità dell’essere umano. Poi ho letto alcuni episodi della vita di Collodi e ho cercato di far dialogare Carlo e il burattino mettendo in evidenza anche la matrice autobiografica delle avventure di Pinocchio.
Dopo il recente romanzo Il fotografo dei sogni dipinti a mano, torna a confrontarsi con un’altra forma di scrittura, quella destinata al palcoscenico. Quali sono le principali differenze tra scrivere un romanzo e scrivere un testo teatrale?
Di base parto dallo stesso principio: costruire Storie e creare nuovi mondi per fare luce su ciò che è l’uomo in tutta la sua complessità. Ovviamente la scrittura teatrale predilige l’azione scenica, quindi ho cercato di far vivere i personaggi in 3D, facendoli uscire fuori dalla parola scritta. Ma la magia creativa è la stessa: una forza interiore che erompe e cerca di comunicare
In questo spettacolo parole e musica si fondono continuamente. Com’è stato il dialogo artistico con Pierluigi Ruggiero per costruire un racconto in cui testo e musica si sostengono a vicenda?
La musica è un elemento fondamentale dello spettacolo, sia come momento a sé, sia come commento all’azione scenica e alle parole. Credo che parola e musica debbano Dialogare costantemente per darsi forza e significato reciprocamente. È per questo che è stato importante lavorare con due professionisti come Pierluigi Ruggiero e Luca Trabucchi.
La ritengo un’esperienza profonda e formativa per il mio percorso artistico
Pierluigi Ruggiero
Maestro Ruggiero, per Le avventure di Collodi ha selezionato un repertorio che spazia da Vivaldi a Saint-Saëns, da Fauré a Burgmüller. Qual è stato il criterio nella scelta delle musiche e in che modo dialogano con la narrazione?
Lo spettacolo, nato dalla immediata e vincente sintonia artistica tra me e Roberta Placida voluta dall’editrice Alessandra Prospero, è di recente creazione e pertanto si è scelta la strada delle musiche del grande repertorio. La scelta è dovuta sia all’organico strumentale formato da violoncello e chitarra ma soprattutto dalla stesura drammaturgica di Roberta. Le musiche semplicemente sottolineano, evidenziano e rafforzano il testo, accompagnando il fraseggio naturale e le emozioni delle parole.
Lei ha costruito una carriera internazionale. Cosa rappresenta per lei portare un progetto come questo nei borghi dell’Abruzzo, trasformando luoghi storici in un palcoscenico a cielo aperto?
Ho sempre dedicato una parte della mia carriera al mantenimento delle mie radici. Difficile essere riconosciuti nella mia terra proprio perché sono una mente libera ed internazionale assolutamente non legata a sistemi e dinamiche locali che prevedono certi protocolli. La mia sfida è stata sempre quella, dopo aver girato il mondo ed essere stato riconosciuto in molti stati portare qualcosa di me nella mia regione. Qualche Sindaco o amministratore illuminato e senza altri interessi c’è! Devo dire che pochi luoghi come il nostro Abruzzo si presta al matrimonio perfetto tra suoni e storia, parole e natura.
Questo spettacolo nasce dall’incontro tra musica e teatro. Quanto è importante, secondo lei, educare i più giovani all’ascolto della musica classica attraverso una formula coinvolgente e narrativa?
Da anni mi occupo, anche in Ungheria, in Brasile e a Berlino di rendere la musica e gli strumenti classici pane quotidiano per i piccoli. La parola aiuta questo processo in modo decisivo perché può presentare un mondo, visto spesso come lontano e noioso, come un gioco e come un divertimento.
A Berlino abbiamo presentato le nostre attività su Tik Tok e molti ragazzi ci hanno seguito scoprendo come vicino un mondo che sembrava a loro lontano.
Tutto deve essere fatto per avvicinare chiunque alle espressioni culturali di qualità. Bisogna coccolare l’anima per sperare in una umanità migliore. È dura ma il sapere di fare la mia piccola infinitesima parte mi fà semplicemente sentire un uomo migliore, con tutti i miei limiti e difetti ovviamente.

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