Unioni civili, Pezzopane, Due sindaci di destra si sposano. I diritti servono a tutte e tutti

Unioni civili, Pezzopane, Due sindaci di destra si sposano. I diritti servono a tutte e tutti
11 Mar 2026
“Due sindaci di destra con oleranno a giusta unione civile. Auguri a loro. Utilizzano una legge fortemente voluta  dal centrosinistra e  dalla destra ostacolata in ogni modo.
I diritti infatti servono a tutte e tutti. E le battaglie ideologiche di retroguardia vengono smentite dalla vita reale.
Lo dicevamo in Parlamento e nel paese  in quei lunghi mesi di dibattito per dare al nostro paese più diritti e più libertà. Ricordo interventi di esponenti della destra che evocavano mostruosità e perversioni, ricordo parlamentari di destra esprimersi con parole assurde e volgari, usando il peggio della omofobia e del sessismo. Avevano torto marcio. Governava il Centrosinistra, Presidente del Consiglio era Matteo Renzi e la legge si chiama in gergo “Legge Cirinnà” perché Monica Cirinnà del Pd era la prima firma ed io ero con lei firmataria e  sostenitrice di quella legge in decine di riunioni della Commissione Giustizia. Ho celebrato dopo l’approvazione della legge diverse unioni civili di coppie innamorate e quella di Filippo Flocco e Carmine Pavone fu la prima  in Abruzzo. Ora due sindaci di destra si sposano grazie ad una legge fatta dalla sinistra. E va bene così. Buona vita a loro e tanta felicità.
Alessandro Basso, sindaco di Pordenone, Fratelli d’Italia. Loris Bazzo, sindaco di Carlino, Lega. Il 27 giugno si diranno sì. È la prima unione civile tra due sindaci nella storia d’Italia. Stanno insieme da cinque anni.
E si sposano grazie a quella legge che nel 2016 la destra ha provato a bloccare in ogni modo, tanto che dovemmo apporre il voto di fiducia per farla passare. Basso oggi dice che “la destra ha superato la sinistra sui diritti.” No. La destra usa un diritto che altri hanno conquistato per lei. Sui diritti siamo fermi lì. Purtroppo nemmeno un passo avanti, la destra ha bloccato la legge contro l’omofobia ed ora quella sul consenso con un approccio  ideologico reazionario ed illiberale. La verità è che  i diritti servono a tutte e tutti. E questa vicenda lo dimostra.
I diritti non sono favori. Non sono proprietà di partito. Non chiedono la tessera. Non controllano per chi voti.
Quella legge del 2016 oggi protegge anche chi l’ha combattuta ed avversata con bieco oscurantismo . Sono passati 10 anni e possiamo dire di aver fatto una cosa giusta. Ne sono felice e ed orgogliosa.  “

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