27 gennaio: l’Abruzzo ricorda attraverso storia, archivi e luoghi della Memoria

27 gennaio: l’Abruzzo ricorda attraverso storia, archivi e luoghi della Memoria
27 Gen 2026

di Alessandra Prospero

 

«Benedetto il fiammifero consumato nell’accendere la fiamma.
Benedetta la fiamma che arde nel segreto rifugio del cuore.
Benedetto il cuore che ha la forza di fermare il suo battito per onore.
Benedetto il fiammifero consumato nell’accendere la fiamma.»

– Hannah Szenes (poetessa ebrea ungherese, paracadutista della resistenza; catturata e fucilata dai nazisti a 23 anni), 1944

Oggi, martedì 27 gennaio 2026, in tutto il mondo si celebra la Giornata della Memoria, istituita per ricordare le vittime della Shoah e di tutti i genocidi e per riaffermare l’impegno collettivo contro l’odio e l’indifferenza. La data, che coincide con la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau nel 1945, invita ogni anno alla riflessione attraverso cerimonie, incontri, testimonianze e iniziative culturali.

La poesia di Hannah Szenes, giovane poetessa ebrea ungherese uccisa dai nazisti nel 1944, apre simbolicamente questa giornata: è un invito a custodire la fiamma della memoria, a trasformare il ricordo in coraggio civile e responsabilità.

Il 27 gennaio non è una ricorrenza neutra: è una data che pesa perché ricorda un punto di rottura della civiltà europea. La liberazione di Auschwitz, nel 1945, non “chiuse” l’orrore: lo rese visibile. Da allora, ogni Giornata della Memoria è un patto rinnovato tra generazioni—un modo per impedire che il tempo, con la sua abitudine a smussare tutto, trasformi lo sterminio in una pagina lontana, e quindi più facile da banalizzare.

Primo Levi lo scrisse con la chiarezza dura di chi ha visto e poi ha scelto la parola come testimonianza: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario».
Dentro quella frase c’è il senso profondo di oggi: non ci viene chiesto di “capire” l’abisso come se fosse un enigma risolvibile; ci viene chiesto di riconoscerne i meccanismi, perché “ciò che è accaduto può ritornare”—non identico, ma riconoscibile nei suoi segnali: disumanizzazione, propaganda, indifferenza.

Accanto a Levi, altre parole celebri tornano ogni 27 gennaio perché sono diventate bussola civile. George Santayana ammoniva: «Those who cannot remember the past are condemned to repeat it» (“Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”).
E Elie Wiesel, sopravvissuto e poi voce morale del dopoguerra, ha insistito sul pericolo più sottile: l’indifferenza—quella che non urla, non si sporca le mani, ma lascia che il male proceda indisturbato.

L’Abruzzo tra storia e testimonianza

L’Abruzzo, apparentemente lontano dai grandi centri dello sterminio europeo, custodisce nei suoi archivi, nei suoi paesi e nelle storie delle famiglie un patrimonio di memoria tutt’altro che marginale.

La Maiella, ad esempio, non è soltanto un simbolo naturalistico: è stata teatro della resistenza partigiana, dove si intrecciarono le vicende di ebrei in fuga, militari alleati evasi dai campi di prigionia e civili che rischiarono la vita per offrire riparo. Storie di salvezza e di tradimento, di solidarietà e di paura, che gli storici regionali – dallo Iasric all’Archivio di Stato – continuano a ricostruire con pazienza e rigore.

Molti abruzzesi, inoltre, conobbero la deportazione: operai, contadini, oppositori politici prelevati dalle loro case e inviati nei lager nazisti. I loro nomi emergono dalle liste dei trasporti, dalle lettere spedite prima della scomparsa, dalle testimonianze raccolte nel dopoguerra.
Mettere insieme questi frammenti ha significato, per l’Abruzzo, non soltanto ricostruire una storia locale, ma inserirsi in un discorso più ampio sulla responsabilità e sulla dignità umana.

L’Abruzzo oggi: una mappa di appuntamenti, tra scuole, archivi e luoghi della memoria

In Abruzzo, la memoria non si concentra in un solo evento “ufficiale”: si diffonde. E questa diffusione non è un dettaglio organizzativo, è un messaggio: la Shoah non riguarda solo i grandi centri della storia, ma ogni comunità che sceglie di interrogarsi su responsabilità, scelte, silenzi.

L’Aquila: la memoria come educazione pubblica, con gli studenti al centro

Nel capoluogo, la giornata è costruita come una commemorazione “diffusa”, con appuntamenti in parallelo che mettono al centro le scuole e il confronto pubblico.

Alle 9.30, a Palazzo Margherita, si svolge l’incontro “Alle radici dell’odio”, inserito nel cartellone del Premio Paolo Borsellino, con la premiazione del concorso “Il viaggio della Memoria”: un progetto vincitore riceverà un sostegno per un viaggio di istruzione nei luoghi della Shoah (Auschwitz oppure Amsterdam, sui luoghi di Anna Frank).

Alle 10.00, nella sala Ipogea del Consiglio regionale a Palazzo dell’Emiciclo, è in programma un convegno di approfondimento con lo Iasric, con testimonianze e letture dedicate al significato storico e civile della Memoria.

Alle 10.30, nell’aula magna dell’Istituto superiore “Amedeo D’Aosta”, la Regione Abruzzo promuove un ulteriore momento di riflessione pubblica: un confronto con ospiti e moderazione giornalistica, con la premiazione degli elaborati del concorso regionale “La Shoah, il dovere di ricordare per combattere ogni discriminazione”.

Qui la memoria diventa esplicitamente ciò che dovrebbe essere: formazione civile, non rituale. Perché il “mai più” non è una formula: è un lavoro culturale quotidiano.

Pescara: la memoria come lettura, parole e coscienze giovani

A Pescara, il taglio è fortemente educativo e passa attraverso scuola e libri: il 27 gennaio sono previsti tre appuntamenti tra due scuole e una libreria, con la collaborazione tra Libreria San Paolo, Comune, istituti scolastici e editoria locale. In particolare, alle 10.00 alla scuola media Antonelli l’incontro “Educhiamo le coscienze… perché non sia mai più!”, con letture e dialogo con gli studenti.

La scelta è significativa: leggere oggi non è evasione, ma esercizio di empatia e responsabilità—un modo per rimettere un volto dove la storia rischia di lasciare solo numeri.

Non mancherà, a livello istituzionale, la cerimonia organizzata dal Comune in Largo Chiola. Appuntamento davanti a Palazzo di città alle ore 11:30, quando sarà deposta una corona di alloro sulla targa in ricordo delle vittime della Shoah.

Teramo: arte, città e “pietre” che obbligano a fermarsi

A Teramo la memoria assume una forma urbana e culturale, intrecciando arte, luoghi e cammino.

La mattina, alle 9.30 al Castello della Monica, l’evento “Arte e Memoria / arte e museologia” apre le iniziative con il coinvolgimento di studenti e un percorso che lega patrimonio e storia.

Poi, alle 11.00, raduno in via Cavour presso la pietra d’inciampo dedicata ad Alberto Pepe, e alle 11.30 passeggiata verso la Villa Comunale “Stefano Bandini” per l’omaggio alla lapide in sua memoria.

E nel pomeriggio (all’interno del calendario cittadino che prosegue anche oltre oggi), la Biblioteca Delfico ospita appuntamenti di approfondimento come presentazioni di libri legati alla persecuzione e alla razzia nazista.

Teramo, in altre parole, fa una cosa preziosa: mette la memoria sotto i piedi, costringendo lo sguardo a scendere a livello strada, dove la vita quotidiana incontra la storia.

Chieti: l’Archivio come luogo vivo di memoria

A Chieti, il 27 gennaio diventa anche un appuntamento “da archivio” — nel senso migliore: la memoria come documento, come traccia, come ricostruzione rigorosa. L’Archivio di Stato di Chieti annuncia l’evento “Dietro il sipario. Un viaggio nella memoria” con Gianni Orecchioni, alle 17.00.

È un richiamo importante: senza archivi, la memoria pubblica rischia di vivere solo di emozioni. Con gli archivi, la memoria si ancora ai fatti.

Casoli: la ricerca storica sui campi fascisti in Abruzzo

A Casoli, la Giornata della Memoria si lega direttamente a un nodo storico spesso meno conosciuto: l’internamento fascista in Abruzzo (1940–1943). È segnalata la visita del Prefetto e la valorizzazione della mostra permanente “I campi di concentramento fascisti in Abruzzo dal 1940 al 1943”, curata dallo storico Giuseppe Lorentini, costruita su fascicoli personali conservati nell’archivio comunale.

Questo punto è decisivo per un articolo “di ricerca”: ricordare la Shoah in Italia significa anche ricordare il contesto italiano, le responsabilità, le strutture di persecuzione e internamento che precedono e accompagnano la tragedia europea.

Sulmona: “Memorie dell’Abbazia” nell’ex carcere di Santo Spirito al Morrone

A Sulmona, la memoria passa attraverso un luogo che conserva strati di storia: l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, legata anche alla funzione carceraria. Per oggi sono previste visite guidate (con prenotazione) alle 10.00, 12.00 e 15.00, dedicate al percorso nell’ex carcere e alle vicende umane che lo attraversano.

Vasto: il campo di internamento di Istonio Marina

A Vasto, il programma porta l’attenzione su una memoria locale concreta: alle 10.00 in Piazza Rodi a Vasto Marina è prevista la deposizione di una corona d’alloro al cippo commemorativo del campo di internamento di Istonio Marina; inoltre sono segnalate iniziative con le scuole e un appuntamento teatrale in mattinata.

San Salvo: corteo cittadino e cinema serale

A San Salvo la giornata è scandita con precisione: ore 10.00 raduno in Piazza Papa Giovanni XXIII, 10.15 corteo e deposizione di fiori al monumento con riferimento alla pietra dedicata a Settimia Spizzichino, 10.30 interventi istituzionali e degli studenti; la sera, ore 21.00, proiezione del film “Le assaggiatrici” al Centro Culturale Aldo Moro.

Città Sant’Angelo: teatro e storia degli internati

Tra gli appuntamenti segnalati c’è anche Città Sant’Angelo: ore 10.00 al Teatro Comunale, incontro con le scuole e la partecipazione del giornalista Luca Pompei, autore di un libro sugli internati in Abruzzo.


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