Pescara tra ordinanze, aumenti del canone e degrado: gestori sul piede di guerra e Sola (M5S) incalza la giunta

Pescara tra ordinanze, aumenti del canone e degrado: gestori sul piede di guerra e Sola (M5S) incalza la giunta
28 Nov 2025

di M. A. 

Pescara. La proroga per altri 90 giorni dell’ormai nota ordinanza Cenerentola, che impone la chiusura della movida di piazza Muzii e delle vie vicine a mezzanotte, ha riacceso un malcontento che da mesi attraversa gestori, residenti e opposizioni. Nonostante l’imminente periodo natalizio, i locali non potranno continuare a svolgere l’asporto nelle ore serali né utilizzare i tavolini all’esterno. Una scelta che l’amministrazione Masci giustifica con le rilevazioni acustiche dell’Arta e con il pronunciamento del Tar che ha respinto la sospensiva richiesta dagli esercenti. Molti operatori, però, non nascondono la frustrazione. Alcuni hanno già ridotto l’attività, mentre altri resistono nonostante l’ennesimo periodo difficile. A pesare non c’è solo il taglio degli orari, ma anche la sensazione – diffusa tra i commercianti – che le misure colpiscano chi lavora rispettando le regole, senza affrontare le vere criticità della zona. A questo si aggiunge un’altra decisione contestata: la proposta dell’amministrazione di aggiornare il canone unico patrimoniale, che comporterebbe un aumento del costo per l’occupazione del suolo pubblico. Una delibera finita nel mirino delle opposizioni, in particolare della lista Pettinari. “L’adeguamento Istat è una facoltà, non un obbligo”, ha ricordato Domenico Pettinari, sottolineando come l’amministrazione potrebbe scegliere di non aumentare il canone “in un momento in cui il settore commercio è già oberato da restrizioni e rincari”.

Il malcontento dei gestori: “Paghiamo un servizio che non possiamo usare”

Il malcontento degli esercenti nasce soprattutto da un paradosso economico: con l’ordinanza “Cenerentola”, nelle ultime tre ore della serata i locali non possono fare asporto né utilizzare i tavolini esterni, ma sono comunque obbligati a pagare il canone di occupazione del suolo pubblico anche per quella fascia oraria in cui l’attività esterna è di fatto vietata. Da qui la richiesta, avanzata in Consiglio attraverso una mozione del gruppo pentastellato, di escludere dal pagamento le ore non utilizzabili. Una proposta che, però, non è stata accolta. I gestori denunciano così una situazione che ritengono ingiusta: “se il Comune ci impedisce di lavorare in quelle ore, è nostro diritto che le somme versate vengano restituite, invece di essere incassate senza offrirci il servizio”.

Sicurezza, degrado e mancanza di controlli: l’interrogazione di Sola (M5S)

Sul fronte politico, nell’ultima seduta del Consiglio comunale è intervenuto anche il consigliere del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola, con una lunga interrogazione su corso Manthonè e l’area del centro storico.

Il consigliere ha letto integralmente in aula il seguente testo:

“Vi è il radicarsi di fenomeni di illegalità diffusa e invivibilità tanto per i residenti quanto per diverse attività commerciali. Queste ultime sono spesso ingiustamente criminalizzate a causa dell’assenza di controlli mirati e dell’incapacità dell’amministrazione di isolare e sanzionare soltanto le poche realtà che operano al di fuori delle regole. Numerosi operatori hanno più volte chiesto interventi di riqualificazione urbana, pulizia e valorizzazione culturale dell’area, senza ottenere risposte concrete da parte della giunta comunale.

Tutto ciò premesso, si interrogano il sindaco e la giunta per sapere:
– se l’amministrazione abbia già disposto accertamenti in merito ai recenti episodi verificati in corso Manthonè;
– quali iniziative immediate si intendano adottare per garantire una maggiore sicurezza e vivibilità dell’area, sia sotto il profilo del presidio che della manutenzione del decoro;
– se siano previsti, e con quali tempistiche, interventi di riqualificazione e valorizzazione del quartiere;
– se l’amministrazione intenda promuovere un patto di sicurezza partecipata con residenti, commercianti e forze dell’ordine, finalizzato a costruire un modello di controllo civico e di collaborazione stabile sul territorio;
– se siano in programma controlli mirati sulle attività commerciali della zona, finalizzati a colpire le situazioni di irregolarità evitando però generalizzazioni e penalizzazioni nei confronti della maggioranza dei locali che rispettano le regole e rappresentano una risorsa per la città, e che spesso sono i primi a segnalare e denunciare irregolarità specifiche;
– se sia intenzione della giunta elaborare un piano di rigenerazione urbana e culturale per l’area del centro storico, che restituisca identità, sicurezza e attrattività a questa parte della città. Grazie”.

Ora la giunta dovrà rispondere sia ai dubbi tecnici sollevati da Sola, sia alle richieste di equità economica avanzate dai gestori. Intanto, la sensazione diffusa è che il centro storico abbia bisogno di una strategia complessiva -urbana, culturale e sociale- capace di andare oltre le proroghe e gli aumenti, restituendo a quest’area identità e vivibilità.


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