di Alessandro Tettamanti
Al primo bivio decisivo della stagione L’Aquila sbanda ancora, ma questa volta in un derby, quello del Gran Sasso contro il Teramo, prendendo una cinquina dalla squadra di Pomante che rimarrà come uno stigma negli annali e che la porta a meno undici punti dalla vetta, con tanto di contestazione dei tifosi.
Finisce 5-2 con la squadra di Fucili che al 4’ era passata in vantaggio con un super gol di Di Renzo (ottava rete per lui). Ciò che sconforta però è stata proprio l’incapacità dell’Aquila di difendere l’1-0, con la difesa, schierata a quattro, che si lascia ancora una volta sorprendere troppo facilmente.
Inutile addossare le colpe al nuovo allenatore Fucili che obiettivamente eredita una situazione difficile, con un progetto tecnico, impostato dalla scorsa stagione, impantanatosi malamente a Sora e oggi naufragato sotto la pioggia battente di Teramo per quella che è valsa la terza sconfitta consecutiva in trasferta contando anche quella di Macerata.
Tolto capitan Brunetti, con Tavcar arrivato in città non al meglio della forma, non sembrano esserci gli interpreti necessari per riproporre una fase difensiva (centrocampo incluso) come quella fatta nelle precedenti stagioni, anche perché uno come Alessandretti quest’anno gioca col Teramo ed è lui a fare l’1-1.
E mentre un altro che a centrocampo sapeva difendere come Del Pinto siede in tribuna da spettatore, sempre dalla parte teramana ci gioca anche un top player della serie D chiamato Marcello Sereni, sfilato quest’estate dal DS di grande esperienza Francesco Micciola ai rossoblù e che oggi di gol alla sua ex squadra ne ha fatti due. Mettendoci anche la rete di Persano allo scadere, alla fine i gol degli ex (tutti della scorsa stagione) saranno ben quattro su cinque, forse un record.
Una L’Aquila che batte sé stessa insomma, intendendo quella con Alessandretti e Sereni che potenzialmente sarebbe potuta essere, se nel capoluogo ci fosse stato per esempio a fare il DS uno come Micciola, pur dato vicinissimo al capoluogo all’inizio della scorsa stagione, ma poi mai arrivato.
Insomma chi è causa del suo mal pianga sé stesso viene da dire.
Nel 4-4-2 varato dall’ex Fossombrone con Carella mezz’ala e Banegas in panchina per tutta la partita , il match è compromesso già alla fine dei 45’, quando, dopo aver preso anche il 3-1 da Carpai, negli ultimi secondi Zampa prende il secondo giallo e si fa espellere.
Capitolo a parte nella debacle odierna aquilana, arrivata senza giustificazioni, per il signor Gallorini di Arezzo che non segnala un fallo su Trifelli nell’azione che porterà al 2-1 di Sereni, non fischia un rigore ancora su Trifelli a fine primo tempo e decide di cacciare il secondo giallo su Zampa apparso eccessivo e che ha condizionato in maniera pesante la partita.
L’Aquila nel secondo tempo tutto sommato regge anche botta provando generosamente a limitare i danni, ma imbarcando comunque altri due gol e facendo fare minutaggio ai giovani con l’esordio assoluto del centrocampista Grassetti (2006). Il gol del momentaneo 4-2 arriverà grazie a un rigore procurato da Di Renzo e realizzato da Sparacello. Sparacello che sfiorerà anche il 3-4 con Ndoje, subentrato, che pure prova a dare il massimo, poi Persano però fisserà il risultato sul 5-2.
Molti tifosi, anche teramani, oggi si sono chiesti perche non giocasse uno come Banegas. La stessa domanda in realtà sarebbe valsa per l’esclusione di Sparacello di domenica scorsa. La risposta sta in una squadra costruita male, in cui alcuni buoni giocatori non possono coesistere, mentre ci sono defezioni importanti in difesa e a centrocampo, reparto dove pure nessuno oggi ha fatto bene: Zampa ha concluso anzitempo, Buchel dopo un buon inizio è sceso sotto terra a livello di prestazione, Carella non ha reso in quella posizione, come neppure Corigliano che ha sbagliato troppo.
Risultato, dopo undici gare la distanza dalla capolista Ostia è abissale.
La terza stagione di serie D dell’Aquila 1927 potrebbe rivelarsi insomma la peggiore disputata. C’è da chiedersi allora dove si sia sbagliato per non commettere nuovi errori e ricominciare terminando dignitosamente quest’anno.
FUCILI: IN DIFESA UNA VOLTA COMMESSO UN ERRORE NON RIUSCIAMO AD INTEROMPERE LA CATENA
E’ un Fucili rammaricato quello che entra nella sala stampa del Bonolis e che inevitabilmente è chiamato a rispondere dei gol presi: “Siamo partiti bene ma sui ribaltamenti di fronte non siamo stati bravi a porre rimedio agli errori commessi. A livello mentale non siamo lucidi nel capire il momento della partita e il pericolo e quando commettiamo un errore non riusciamo ad interrompere la catena. Facciamo fatica nelle transizioni, non riusciamo ad essere compatti nella fase difensiva, abbiamo lavorato in tal senso in settimana, ma non deve esser bastato, non è facile passare dalla difesa a tre a una a quattro”,
Sintetizzando, per Fucili il tutto è dovuto a “un atteggiamento che al momento non abbiamo e per cui dobbiamo lavorare”.
Su Banegas in panchina: “scelta tecnica, poi l’inerzia della partita con l’espulsione non mi ha dato modo di farlo entrare”.
Sull’espulsione di Zampa: “In undici certo avremmo potuto giocarcela meglio, in dieci è stato più difficile. Zampa ha fatto un fallo che mi e’ parso veniale, ingiusto il secondo giallo”.
Al vertice della classifica, ormai distante, il Mister Ex Fossombrone non vuole neanche pensare, anzi farlo sarebbe sbagliato: “dobbiamo essere realisti e non possiamo guardare oltre domenica prossima. Dobbiamo ripartire dalla realtà e la la realtà è che abbiamo perso male un derby fuori casa”.
TABELLINO TERAMO – L’AQUILA: 5 – 2
Marcatori: 5’pt Di Renzo, 13′ pt Alessandretti, 26′ pt Sereni, 30′ pt Carpani, 24′ st Sereni, 32′ st rig. Sparacello, 44′ st Persano
Teramo: Torreggiani, Bruni, Alessandretti (29’st Cipolletti), Costanzi (38′ Kunze), Botrini, Angiulli, Carpani (25′ st Borgarello), Pietrantonio, Sereni (38′ st Della Quercia), Fall (25′ st Persano), Pavone.
A disp. Barbacani, Maiga, Seck, Vitali, Nanapere.
All. Pomante
L’Aquila 1927: Michielin, Trifelli (40’st Lombardi), Brunetti, Scognamiglio, Astemio (25′ st Grassetti), Zampa, Buchel (25′ st Bellardinelli), Corigliano (6’st Mantini), Sparacello, Di Renzo, Carella (13′ st Ndoye).
A disp: Pareiko, Cioffredi, Banegas, Grassetti, Tomaš.
All. Fucili
Arbitro: Juri Gallorini, della sezione di Arezzo
1° Assistente: Jonas Blondon Nkenkeu Teulem della sezione di Parma
2° Assistente: Gabriele Elisino della sezione di Ostia Lido
Note:
Ammoniti: Zampa, Alessandretti,
Espulsi: Zampa per doppia ammonizione
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