Per il clima Fuori dal fossile, contestato a Pescara l’Abruzzo Economy Summit

Per il clima Fuori dal fossile, contestato a Pescara l’Abruzzo Economy Summit
25 Set 2025

Questa mattina gli attivisti della Campagna Per il clima Fuori dal fossile hanno contestato a Pescara gli Stati generali dell’economia indetti dalla Regione sotto la sigla “Abruzzo Economy Summit”. Al convegno hanno preso la parola anche esponenti delle multinazionali del settore fossile, tra cui l’amministratore delegato di Snam Agostino Scornajenchi.

Davanti all’Aurum, mentre erano in corso i lavori, gli ambientalisti hanno mostrato striscioni che mettevano in evidenza le grandi ambiguità di un summit che pretende di parlare di transizione energetica ma che in realtà basa le prospettive di sviluppo per i prossimi decenni ancora sull’uso dei combustibili fossili.

Uno striscione recava la scritta “fuori la Snam dal nostro territorio”, con chiaro riferimento alla costruzione in atto a Sulmona della centrale di compressione Snam. “Quello della centrale e del metanodotto Linea Adriatica è un progetto che risale a 20 anni fa, quando si pensava che il consumo di metano dovesse crescere – ha detto Mario Pizzola – ma le cose sono andate diversamente perché i consumi sono nel frattempo crollati arrivando ai minimi storici. Costruire oggi nuovi impianti metaniferi è del tutto inutile e nello stesso tempo è un crimine economico perché i due miliardi e mezzo dell’opera potevano essere utilizzati per combattere il cambiamento climatico, sviluppare le energie rinnovabili e mettere in sicurezza il territorio. Per costruire la centrale la Snam ha distrutto un’area verde di dodici ettari, contigua al Parco nazionale della Maiella, ha abbattuto illegalmente oltre 300 alberi di ulivo, ha devastato un grande sito archeologico cancellando le testimonianze di un insediamento umano risalente a 4200 anni fa ed ha eliminato una parte importante del corridoio faunistico dell’Orso bruno marsicano simbolo dell’Abruzzo”.

“Tra i principali responsabili – ha aggiunto Pizzola – c’è il presidente della Regione Marco Marsilio che ha avallato un progetto così scellerato. Lui si riempie la bocca di “sviluppo sostenibile” ma in realtà fa di tutto per asservire il territorio alle lobby del fossile, vedi anche il progetto per lo sfruttamento del gas nel lago di Bomba”.

“Hanno costituito il ministero della “sicurezza energetica” che in realtà si dovrebbe chiamare della “sudditanza energetica” perché l’Italia ha solo cambiato spacciatore, passando dalla dipendenza dalla Russia a quella degli Stati Uniti che ci vendono a prezzi molto più alti il loro gas liquido GNL e in più ci impongono di acquistare i loro armamenti, altra follia nella quale si è imbarcata l’Italia e l’Europa – ha dichiarato Renato Di Nicola -. Il governo nazionale e quello regionale, in linea con il negazionista e super bullo Trump, in realtà sono impegnati a demolire il green deal varato dall’Europa e a spingere ancora di più il nostro pianeta verso il collasso climatico.  Un convegno come l’”Abruzzo Economy Summit” è in realtà un grande spot per continuare a sponsorizzare e a sostenere gli interessi delle grandi compagnie del fossile. Ma è anche uno schiaffo alla democrazia perché si riuniscono a porte chiuse e a pagamento; lo fanno per autocelebrarsi, come un club esclusivo, come un corpo separato dal resto della comunità regionale, senza alcun confronto con le organizzazioni della società civile”.


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