L’Aquila spreca, l’Atletico Ascoli resta tabù: 0-0 al Gran Sasso

L’Aquila spreca, l’Atletico Ascoli resta tabù: 0-0 al Gran Sasso
16 Set 2026

di Alessandro Tettamanti  

L’Atletico Ascoli si conferma un tabù per L’Aquila. Al Gran Sasso finisce 0-0, terzo pareggio interno negli ultimi anni contro i marchigiani, a cui si aggiunge anche la sconfitta della passata stagione.

Un punto, quello di oggi, che porta L’Aquila a quota 7 dopo tre giornate, alle spalle della Vigor Senigallia a punteggio pieno e insieme al Teramo. Resta soprattutto un dato: zero gol subiti nelle prime tre giornate. Ma la partita di oggi indica anche con una certa chiarezza dove la squadra di Andreucci deve crescere: nella precisione e nella cattiveria nella parte finale del campo.

Perché se il secondo tempo è stato più confuso, nervoso e spezzettato, nel primo L’Aquila ha fatto decisamente meglio dell’Atletico Ascoli. Ha aggredito alto, recuperato palloni, costruito occasioni e concesso pochissimo. È mancato il gol.

Una difficoltà che, con sfumature diverse, si era intravista anche contro il Termoli e per una parte della gara di Fossombrone, prima che la tripletta di Curatolo dilatasse il risultato. L’Aquila arriva, ma non sempre concretizza quanto produce.

Lo ha riconosciuto a fine gara lo stesso Andreucci: “Quando arrivi tre volte davanti al portiere speri di portare a casa il risultato pieno”.

Andreucci cambia, ma L’Aquila risponde

Il turno infrasettimanale porta diverse rotazioni. Andreucci lascia inizialmente in panchina Brunetti e Zini, rilancia Magnani al centro della difesa e premia Curatolo dopo la tripletta di Fossombrone. La novità più interessante è però Pomposo, autore di un’ottima gara, mentre Lisi – anche per lui prestazione positiva – viene utilizzato in mediana accanto a Gori per sostituire l’infortunato Sforza.

Ancora positivo anche Gasperoni, confermato dopo il gol di Fossombrone.

Sono ulteriori segnali delle possibilità a disposizione dell’allenatore rossoblù. Andreucci nel dopogara ha voluto però precisare il concetto: più che di una rosa semplicemente profonda, si tratta di un gruppo nel quale dovranno essere coinvolti tutti. “Non ho mai visto una squadra di vertice giocare con 11-12 giocatori. Ne abbiamo più di venti e li utilizzeremo tutti”.

Un primo tempo quasi tutto rossoblù

Prima del calcio d’inizio il Gran Sasso osserva un minuto di silenzio in memoria del giovane rugbista Ruggero Canocchi. L’Aquila gioca con la terza maglia gialla e il lutto al braccio.

La squadra di Andreucci parte subito aggressiva. Al 2’ un rimpallo in area favorisce Curatolo, che da posizione defilata calcia fuori.

Al 10’ Gasperoni si rende protagonista di una grande giocata e prova ad andarsene: Pesoli lo ferma fallosamente e viene ammonito.

Al 18’ Campagna serve Curatolo sulla sinistra: discesa dell’ex Sora e conclusione facile per Casadei. Due minuti più tardi arriva una delle poche risposte dell’Atletico Ascoli, con Invernizzi che si mette in proprio e trova la parata di Inturri.

La grande occasione rossoblù arriva al 21’. Sparacello entra in area e si presenta davanti a Casadei, ma calcia sul portiere. Il pallone torna allo stesso centravanti, che lo rimette al centro per Curatolo: mezza girata e palla di pochissimo fuori.

L’Aquila continua a fare la partita e al 37’ è Magnani a sganciarsi sulla sinistra e crossare al centro: Sparacello stacca di testa ma manda sopra la traversa. Al 40’ viene ammonito Gori.

Si va negli spogliatoi sullo 0-0, con la sensazione che L’Aquila abbia costruito abbastanza per essere avanti.

Ripresa nervosa, l’Atletico Ascoli porta la partita sul suo terreno

Il secondo tempo racconta invece una gara differente.

L’Atletico Ascoli parte meglio e al 49’ Guadalupi, direttamente su calcio di punizione, impegna Inturri, bravo a deviare in angolo con un ottimo riflesso. Al 56’ De Amicis ha un’altra possibilità da distanza ravvicinata, ma calcia largamente fuori.

Andreucci prova a cambiare: al 57’ Zini prende il posto di Gasperoni.

Al 64’ arriva probabilmente la più grande occasione della partita. Gori batte un calcio d’angolo, Sparacello colpisce di testa e sembra aver trovato finalmente il vantaggio, ma Vechiarello salva sulla linea a Casadei battuto.

Due minuti dopo cambia anche l’equilibrio numerico: Curatolo viene fermato da Nonni mentre è lanciato a rete e l’arbitro espelle il difensore dell’Atletico Ascoli.

Andreucci reagisce immediatamente: Chiarella per Campagna e L’Aquila passa praticamente a un offensivo 4-2-4.

È proprio qui, paradossalmente, che i rossoblù perdono qualcosa. L’Aquila aumenta gli uomini offensivi ma diventa più disordinata e meno lucida rispetto al primo tempo. L’Atletico Ascoli in dieci si compatta, spezza continuamente il ritmo e riesce a portare la partita sul terreno più favorevole.

Si gioca poco. Aumentano interruzioni, contrasti e nervosismo. Gli ospiti difendono con ordine e la superiorità numerica non produce l’assedio che il Gran Sasso si aspettava.

All’81’ Andreucci cambia ancora, inserendo Binotto per Pomposo e Barnabà per Gori. All’86’ Chiarella trova spazio per la conclusione, ma colpisce soltanto l’esterno della rete a causa di una deviazione. Nel finale arrivano anche i gialli a Caiazza, Magnani e Minicucci.

Finisce così. 0-0, con qualche rimpianto soprattutto per ciò che L’Aquila aveva costruito nella prima frazione e per l’occasione enorme capitata sulla testa di Sparacello nella ripresa.

Andreucci: «La prestazione mi soddisfa»

Nel dopogara Antonio Andreucci parte da un pensiero per Ruggero Canocchi, ricordato prima del calcio d’inizio: «Voglio ricordare il ragazzo scomparso e portare le condoglianze della squadra alla famiglia. Quando uno sportivo ci lascia rimane l’amaro in bocca».

Poi l’analisi della gara: «Abbiamo approcciato nel modo giusto, abbiamo aggredito l’avversario e preparato bene la partita nonostante avessimo pochi giorni. Quando arrivi tre volte davanti al portiere speri di portare a casa il risultato pieno. Così non è stato e dobbiamo accettarlo».

Il tecnico resta soddisfatto: «Un pareggio con questa prestazione davanti ai nostri tifosi va accettato. Sapevamo di affrontare una squadra forte e molto tecnica, che è riuscita a portare a casa un punto su un campo difficile».

Andreucci difende anche Sparacello, ancora senza gol in campionato ma importante nel lavoro per la squadra: «Non è il classico centravanti che fa da boa, ma i suoi movimenti danno possibilità agli altri giocatori. A lui dico di avere pazienza».

E sulle rotazioni, anche in vista della prossima impegnativa trasferta di Ancona: «Non ho mai visto una squadra di vertice giocare con 11-12 giocatori. Ne abbiamo più di venti e li utilizzeremo tutti. Spesso abbiamo risolto le partite con chi è entrato».

Seccardini: «Un pareggio da partita di novembre»

Soddisfatto del punto anche il tecnico dell’Atletico Ascoli Simone Seccardini: «Il campo ha detto questo. Siamo venuti qui contro una squadra esperta. Non ci aspettavamo di restare in dieci, ma non è la prima volta che riusciamo a finire senza subire gol con un uomo in meno».

Seccardini riconosce anche i meriti dell’Aquila nella prima frazione: «Nel primo tempo L’Aquila è stata brava ad aggredirci in mezzo, poi si alzava Lisi a bloccarci le giocate. Nel secondo tempo era normale che gli spazi si allungassero. Noi sapevamo quello che dovevamo fare e lo abbiamo fatto bene».

Poi una frase che sintetizza perfettamente soprattutto la ripresa: «Non è uscita una partita bellissima: questa è stata una partita non di settembre, ma da novembre inoltrato».


IL TABELLINO

L’AQUILA 1927-ATLETICO ASCOLI 0-0

L’AQUILA 1927 (4-2-3-1): Inturri; Pomposo (36’ st Binotto), Magnani, Bondioli, Saia; Gori (36’ st Barnabà), Lisi; Gasperoni (12’ st Zini), Campagna (22’ st Chiarella), Curatolo; Sparacello.
All. Andreucci.

ATLETICO ASCOLI: Casadei; Pesoli (12’ st Alidori), Nonni, Muro; Coppola (22’ st Caiazza), Minicucci, Vecchiarello, Invernizzi (17’ st Arioli), Guadalupi; Mazzarani, De Amicis.
All. Seccardini.

ARBITRO: Adis Kurti di Mestre.

AMMONITI: 10’ pt Pesoli (AA), 40’ pt Gori (LA), 42’ st Caiazza (AA), 42’ st Magnani (LA), 45’ st Minicucci (AA).

ESPULSO: 21’ st Nonni (AA), per fallo su Curatolo lanciato a rete.

NOTE: prima della gara osservato un minuto di silenzio in memoria di Ruggero Canocchi. L’Aquila in campo con il lutto al braccio.


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