Gran Sasso, all’Aquila un’assemblea pubblica per ripensare il turismo tra tutela ambientale e sviluppo sostenibile

Gran Sasso, all’Aquila un’assemblea pubblica per ripensare il turismo tra tutela ambientale e sviluppo sostenibile
10 Apr 2026

Sabato 11 aprile, a partire dalle ore 16, si terrà all’Aquila, presso la sede del Club Alpino Italiano in via Sassa 34, un’assemblea pubblica dedicata alla discussione degli interventi necessari per garantire uno sviluppo turistico del Gran Sasso fondato sulla tutela e valorizzazione dei valori ecologici. L’iniziativa è promossa dalla sezione abruzzese del Forum Ambientalista, con l’adesione e la partecipazione di altre otto associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente: Touring Club Italiano L’Aquila, Club Alpino Italiano L’Aquila, Appennino Ecosistema, WWF Abruzzo, Salviamo l’Orso, Rewilding Apennines, Lega Italiana Protezione Uccelli Abruzzo e Stazione Ornitologica Abruzzese.

Durante l’assemblea, aperta a tutti i cittadini, si discuteranno le azioni necessarie per la diversificazione, rinaturalizzazione e progressiva conversione dei complessi sciistici di Campo Imperatore e Monte Cristo, oltre che per una gestione più efficace delle attività turistiche nella zona di Campo Imperatore. Sarà inoltre affrontato il progetto della nuova cabinovia prevista da Fossa di Paganica al Monte della Scindarella, ritenuto critico perché comporterebbe la distruzione di habitat di interesse europeo, anche prioritari, e metterebbe a rischio la conservazione di numerose specie animali, in contrasto con normative europee e nazionali e con il Piano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’iniziativa parte dall’idea che siano necessarie scelte nuove e moderne per valorizzare davvero la montagna, guardando al futuro invece che al passato. Si sottolinea la necessità di abbandonare investimenti pesanti legati al turismo invernale, già in crisi e destinato a ridursi ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici, considerati ormai una realtà concreta. Al contrario, si propone di puntare su un’alternativa verde, basata su piccoli interventi diffusi sul territorio, capaci di sostenere un turismo più moderno e di qualità, in crescita e fondato sui valori ecologici del cosiddetto “cuore verde d’Europa”.

Attraverso la riconversione ecologica dei comprensori turistico-sciistici, interventi di risanamento e rinaturalizzazione e numerose iniziative locali, si potrebbe sviluppare un turismo non dipendente dalla neve, capace di rilanciare in modo duraturo l’economia dell’area, creare occupazione per lungo tempo e migliorare la qualità del patrimonio naturale. L’obiettivo è evitare la distruzione irreversibile di ambienti preziosi nel tentativo di imitare le grandi località sciistiche alpine e, invece, valorizzarli, affinché il Gran Sasso diventi un punto di riferimento nazionale e internazionale all’interno di una nuova visione della montagna, del turismo e dell’identità abruzzese.


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