di Fabio Pelini
Era importante vincere, questa sera, per il Nuovo Basket Aquilano, dopo la brutta sconfitta della scorsa settimana con il fanalino di coda Sennori. Lo era per capire se l’inaspettata battuta d’arresto in terra sarda avesse lasciato strascichi dal punto di vista psicologico. Ma i due punti erano oltremodo essenziali per restare agganciati all’ottavo posto, ultima piazza utile per la qualificazione ai playoff.
E la vittoria è arrivata. Convincente, netta, anche se tutt’altro che scontata. Sì, perché a metà gara, la Step Back Caiazzo era avanti di tre lunghezze, 33-36, e soprattutto si era mostrata capace di rintuzzare ogni fuga in avanti del Nuovo Basket Aquilano. Nell’alternanza tra la difesa a uomo e quella a zona si sono sovrapposti bei duelli, come quello tra Edoardo Ronca e Linton Johnson, l’ala grande di origini statunitensi con un passato nella Nba.
I primi due quarti sono scivolati via su un canovaccio di equilibrio, frutto anche di un confronto falloso e dunque di un gioco molto spezzettato. I primi due quarti non sono stati certamente entusiasmanti, con pochi canestri all’attivo e molta spigolosa fisicità. Un plot che ha finito per favorire la squadra ospite che, rimasta ad un’incollatura dagli aquilani per gran parte del tempo, ha addirittura firmato il sorpasso sul finire del secondo quarto.
Al rientro dagli spogliatoi, la musica è apparsa tutt’altra. Un Nuovo Basket completamente trasformato ha ripreso la narrazione della sua stagione dal momento più convincente del passato più recente: con il medesimo piglio che lo portò alla rimonta tutto cuore nell’ultimo quarto della precedente gara casalinga con Angri, i biancoblù hanno cominciato a tambureggiare la malcapitata squadra campana. Quando a 3:25 dal termine della terza frazione L’Aquila portava a +10 il vantaggio, è parso chiaro a tutti non solo che la partita avesse preso la curvatura definitiva, ma anche che di lì a poco l’inerzia della gara avrebbe accentuato sempre più le distanze tra le due squadre.
A prendere la squadra per mano, questa sera, ci ha pensato capitan Leo Cecchi, autore di 28 punti e di una gara impeccabile. Il merito va però condiviso con tutto il roster, che ha giocato con intensità crescente l’intera seconda parte della partita. Va anche detto che è stato un match a tratti molto aspro, con una gradazione di proteste forse oltre la media, e con diversi episodi di nervosismo sul parquet, in particolar modo nel terzo tempo, quando la squadra aquilana è stata sanzionata con due falli tecnici ravvicinati di Ronca e Compagnoni.
Il finale di gara, in un PalaAngeli tornato entusiasta, è stata una cavalcata trionfale, nella quale hanno trovato spazio e punti anche i giovani prodotti del prolifico vivaio aquilano Alessandro Bologna e Pietro Alfonsetti. Insomma, un’altra bella serata per la squadra di coach Federico D’Addio, alla quale i sostenitori biancoblù ora chiedono di credere ai playoff fino in fondo. Restano gli irrisolti problemi mostrati nelle gare fuori casa (solo due le vittorie stagionali su sette incontri lontano dal PalaAngeli) e un doppio confronto nelle prossime due giornate da far tremare le vene ai polsi: l’8 febbraio L’Aquila farà visita alla capolista Carver, la settimana successiva si torna al PalaAngeli, questa volta contro la seconda in graduatoria, la Stella Ebk Roma, che oggi in casa della Tiber ha colto la nova vittoria consecutiva.
Sarà forse solo dopo questo doppio entusiasmante confronto che si potrà dire qualcosa in più sulle reali ambizioni di questa squadra.
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