Teramo, Marco Di Antonio: dall’Alessandrini alla ricerca mondiale

Teramo, Marco Di Antonio: dall’Alessandrini alla ricerca mondiale
28 Ott 2026

TERAMO – Dai banchi dell’Istituto “Alessandrini” di Teramo ai laboratori dell’Imperial College di Londra, dove la ricerca sul DNA apre nuove prospettive nella lotta contro il cancro e le malattie neurodegenerative. È il percorso del professor Marco Di Antonio, scienziato di fama internazionale, tornato martedì 27 ottobre nella scuola in cui ha mosso i primi passi della propria formazione.

L’incontro si è svolto nell’Auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alessandrini-Marino”, alla presenza degli studenti degli indirizzi Chimica e Odontotecnico, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali. Una giornata di divulgazione scientifica e di emozione, che ha permesso ai ragazzi di conoscere da vicino l’esperienza di un ricercatore capace di portare il proprio lavoro in uno dei principali centri accademici internazionali, mantenendo vivo il legame con la città d’origine.

Particolarmente significativo il momento che ha preceduto l’evento ufficiale, quando Di Antonio ha riabbracciato i suoi storici insegnanti, la professoressa di chimica organica Graziella D’Ambrosio e il professor di inglese Luigi Lupacchini. Un incontro che ha riportato al centro il ruolo della scuola nella crescita personale e professionale.

Il DNA come mattoncino per nuove terapie

Al centro della giornata la lectio dal titolo “DNA o LEGO? Come costruire materiali funzionali utilizzando piccoli mattoncini di DNA”. Con un linguaggio accessibile, il ricercatore ha illustrato come la progettazione delle strutture molecolari possa aprire nuove possibilità nel campo delle biotecnologie e delle applicazioni terapeutiche.

Nel ripercorrere la propria carriera, dagli studi a Teramo all’attività di docente e ricercatore all’Imperial College di Londra, Di Antonio ha condiviso anche i risultati più recenti del suo gruppo di ricerca.

Tra i filoni di studio illustrati figurano le strutture molecolari chiamate G-quadruplex, coinvolte in un meccanismo che contribuisce a comprendere la resistenza alla chemioterapia nel tumore ovarico. Una linea di ricerca che potrebbe aiutare a individuare nuove strategie per contrastare le recidive e migliorare la prognosi delle pazienti.

Il gruppo londinese è inoltre impegnato nello studio di possibili approcci terapeutici per la Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa. Temi complessi che, presentati agli studenti, hanno mostrato come la ricerca scientifica possa contribuire ad affrontare alcune delle sfide più importanti della medicina contemporanea.

Il riconoscimento della comunità scolastica

L’iniziativa è stata aperta dalla dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati, che ha sottolineato il valore formativo dell’incontro, organizzato in collaborazione con il professor Angelo Di Carlo, referente della comunicazione del Polo Tecnologico Economico. Sono intervenuti anche Monia Isolani, in rappresentanza della dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Clara Moschella, e Giuseppe Marziani, vicepresidente della Provincia di Teramo.

Presenti, tra gli altri, il maresciallo maggiore Pasquale Grasso, comandante della Stazione dei Carabinieri di Teramo, in rappresentanza del comandante provinciale, colonnello Massimo Corradetti, e Vincenzo Di Antonio, zio paterno dello scienziato ed esponente dell’associazione “Amici del calcio teramano”.

A conclusione della giornata, la dirigente Fatigati ha consegnato al ricercatore una medaglia d’onore a nome dell’intero Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti”. Il riconoscimento celebra le sue scoperte in campo biologico e il contributo al progresso scientifico, esprimendo l’orgoglio della comunità scolastica per il percorso di un ex studente diventato protagonista della ricerca internazionale.

L’incontro, realizzato anche grazie alla collaborazione del professor Alfredo Centinaro, è stato trasmesso in diretta streaming. Un’occasione per avvicinare i giovani alla scienza e ricordare come il percorso verso traguardi internazionali possa iniziare proprio tra i banchi di una scuola del territorio.


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