“Il programma operativo triennale della sanità della Regione Abruzzo suscita la nostra preoccupazione per gli effetti che ci saranno sui territori, in particolare nelle aree interne e più fragili”: lo dichiara Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo.
Radica prosegue: “Abbiamo più volte segnalato in passato l’opportunità di risparmiare la sanità territoriale dai tagli e dalle misure di contenimento della spesa, una sorta di tregua da attuare a beneficio dei territori più vulnerabili della nostra regione. Se non si vuole, come abbiamo auspicato, adottare una strategia strutturale per le aree interne invece di misure spot o episodiche, si risparmiassero ad esse almeno i tagli dei servizi essenziali. Nemmeno questo sta purtroppo accadendo: 12 milioni di euro in meno alla sanità territoriale sono un colpo durissimo per la frontiera di assistenza alla popolazione, a cominciare dai medici di famiglia. Sono destinate a scontarne gli effetti le aree che già soffrono della distanza dai presidi. Serve davvero a poco prevedere qualche fondo una tantum per lo spostamento delle residenze, se poi servizi essenziali come la sanità e la scuola vengono depauperati. Sarebbe invece il loro rafforzamento l’unico efficace antidoto alla piaga dello spopolamento”.
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