INI Canistro, ortopedici spagnoli a lezione sulle nuove protesi d’anca: primo corso mondiale

INI Canistro, ortopedici spagnoli a lezione sulle nuove protesi d’anca: primo corso mondiale
23 Feb 2026

IL 25 E 26 FEBBRAIO PRIMO CORSO DI FORMAZIONE A LIVELLO MONDIALE NELL’AMBITO DELLA COLLABORAZIONE CON  UNA MULTINAZIONALE STATUNITENSE, “SOLUZIONI RIVOLUZIONARIE CHE MASSIMINIZZANO L’ELASTICITÀ, L’INTEGRAZIONE CON L’OSSO E LA FUNZIONALITÀ DELL’ARTO NEL LUNGO PERIODO”

CANISTRO – Primari ortopedici dalla Spagna in Abruzzo per apprendere le tecniche più avanzate nella chirurgia delle innovative protesi d’anca a conservazione di collo del femore.

La clinica Ini di Canistro, si conferma polo di formazione a livello internazionale, con le lezioni, le prime a livello mondiale, che si terranno il 25 e il 26 febbraio, con docenza affidata a Fernando Marcucci, primario di Ortopedia dell’eccellenza in provincia dell’Aquila, convenzionata nella mono specialistica in ortopedia e traumatologia con il sistema sanitario nazionale, facente parte del gruppo nazionale da oltre 70 anni operante in Abruzzo, Lazio e nel centro-sud Italia, con dieci strutture sanitarie, oltre 1.200 posti letto e circa 2mila dipendenti.

L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione con una multinazionale statunitense, leader nello sviluppo e nella produzione di impianti ortopedici e tecnologie chirurgiche integrate, che ha portato lo stesso dottor Marcucci a progettare e disegnare anche una nuova protesi del ginocchio, che a breve andrà in produzione.

Già in fase di organizzazione ulteriori momenti formativi sempre a Canistro, per medici chirurghi provenienti da vari Paesi dell’Europa, Medio Oriente e Africa, dove la nuova protesi d’anca  è già utilizzata, e presto lo sarà anche quella del ginocchio.

“I colleghi spagnoli  – spiega il dottor Marcucci – verranno da noi ad apprendere le tecniche maturate in anni di esperienza grazie a centinaia e centinaia di interventi, in particolare condivideremo con loro gli accorgimenti, i ‘trucchi del mestiere’ e le soluzioni che vanno adottate in casi specifici, davanti ad eventuali imprevisti, che sempre possono accadere, e che solo la pratica sul campo, più della teoria, ti può consentire di mettere a punto”.

Entrando nel merito tecnico delle nuove protesi, spiega il dottor Marcucci, “la vera novità non è data tanto dai materiali oramai all’avanguardia, in termini di resistenza e durata, ma per l’essere state concepite per massimizzare il benessere e la soddisfazione del paziente, garantendo la piena funzionalità dell’arto, consentendo anche di poter fare attività sportiva in piena tranquillità e sicurezza, in particolare da parte dei pazienti più giovani”.

Per quanto riguarda la protesi d’anca a conservazione di collo del femore, prosegue Marcucci, “questo risultato si è ottenuto applicando il principio di Hooke dell’ingegneria meccanica, al fine di garantire l’elasticità all’arto, la sua capacità di restituire ad ogni spinta, come fa qualsiasi molla, una spinta uguale e contraria, per un lungo periodo di tempo. Questo favorisce l’integrazione della protesi all’osso, minimizza i problemi di metria, ovvero di lunghezza della protesi, elimina il cosiddetto ‘dolore di barriera’, garantisce insomma la massima performance della protesi”.

Stesso principio è stato adottato anche per le nuove protesi al ginocchio, disegnate dallo stesso Marcucci, tenuto conto tiene a sottolineare il primario, che “il ginocchio ha una cinematica di flesso ed estensione molto più articolata, ha la partecipazione di un terzo spazio che è la rotula, occorre garantire la piena funzionalità per movimenti più complessi, come possono essere, per fare un esempio, il salire e scendere le scale”.


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