L’AQUILA – È ancora scontro sulla gestione del servizio di Emergenza-Urgenza-118 della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. A intervenire nuovamente è il Nursind, che contesta le scelte della Direzione generale sul ricorso alle associazioni di volontariato e pone al centro della discussione costi e disponibilità di personale infermieristico. Secondo i calcoli del sindacato, le risorse complessivamente destinate alle associazioni arriverebbero a oltre 3,4 milioni di euro l’anno, una cifra che, sostiene la sigla, consentirebbe invece di assumere più di cento infermieri.
La nuova presa di posizione della segreteria provinciale Nursind dell’Aquila arriva dopo la pubblicazione della deliberazione n. 2127 del 13 agosto 2026, richiamata espressamente nel comunicato sindacale del 19 agosto.
Il nodo riguarda il reperimento di personale infermieristico da destinare alle ambulanze del 118. Il Nursind ricorda, a questo proposito, l’esistenza di una graduatoria composta da 820 candidati idonei, approvata dalla stessa azienda con deliberazione n. 664 del 17 marzo 2026.
Nursind: «Compenso da 4.600 a 8.600 euro»
Secondo quanto sostiene il sindacato, con la nuova disposizione il compenso destinato alle associazioni di volontariato per la copertura infermieristica sarebbe stato portato da 4.600 a 8.600 euro mensili per ciascun turno di dodici ore.
Il Nursind ha quindi elaborato una propria stima dell’impatto economico della decisione. Nel comunicato si legge che i turni di dodici ore sarebbero riferibili a sette postazioni del 118, mentre quelli di ventiquattro ore riguarderebbero tredici postazioni.
Sulla base di questi dati, il sindacato quantifica in 1.821.600 euro l’anno la somma precedentemente assegnata alle associazioni, alla quale si aggiungerebbero, dopo la nuova disposizione, 1.584.000 euro, portando così l’importo complessivo a 3.405.600 euro annui.
È su questa differenza, superiore a un milione e mezzo di euro, che il Nursind chiede spiegazioni alla Direzione generale, contestando la scelta di incrementare le risorse destinate ai soggetti esterni anziché procedere attraverso nuove assunzioni.
«Con la stessa cifra oltre cento assunzioni»
Il secondo punto sollevato dal sindacato riguarda proprio il confronto tra il costo del ricorso alle associazioni e quello delle assunzioni dirette.
Secondo i calcoli riportati nel comunicato, considerando lo stipendio di un infermiere neoassunto e le relative indennità per il servizio notturno, con le stesse risorse sarebbe possibile assumere in ruolo oltre cento infermieri.
Un numero che, sostiene il Nursind, permetterebbe non soltanto di coprire tutte le postazioni dell’Emergenza, ma anche di destinare ulteriori unità ai reparti ospedalieri.
Da qui la contestazione rivolta al direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, sulla scelta di ricorrere a soggetti esterni anziché utilizzare personale assunto attraverso concorso pubblico e attingendo alla graduatoria disponibile.
Nel documento il Nursind sostiene inoltre che l’assunzione diretta di infermieri da parte delle associazioni avverrebbe «in violazione delle direttive regionali» e chiede perché, per un servizio definito «salva-vita», non si scelga invece personale selezionato mediante concorso pubblico.
Nursind chiama in causa anche la Regione
Le critiche della sigla sindacale si estendono infine all’Assessorato regionale alla Sanità.
Il Nursind esprime infatti «stupore» per quello che definisce il «silenzio e l’inerzia» dell’assessorato, che, secondo quanto affermato nel comunicato, sarebbe stato informato della vicenda.
La questione torna così a riaccendere il confronto sulla gestione del personale del 118 nella provincia dell’Aquila, tra la necessità di garantire la copertura delle postazioni dell’emergenza-urgenza, il ricorso alle associazioni di volontariato e la richiesta sindacale di utilizzare le graduatorie disponibili per procedere con nuove assunzioni.
Il comunicato del 19 agosto è firmato dal segretario provinciale Nursind L’Aquila, Antonio Santilli.
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