Abruzzo capofila del vaping in Italia: boom di sigarette elettroniche, numeri raddoppiati in due anni

Abruzzo capofila del vaping in Italia: boom di sigarette elettroniche, numeri raddoppiati in due anni
20 Dic 2025

di M. A.

L’Abruzzo sale in testa a una classifica che racconta un cambiamento profondo nelle abitudini degli italiani: è la regione con la più alta diffusione di sigarette elettroniche, con il 6,2% della popolazione sopra i 14 anni che dichiara di farne uso. Un dato che colpisce non solo per il primato, ma soprattutto per la velocità con cui è cresciuto: rispetto al 2021, la quota di utilizzatori è praticamente raddoppiata.

Il quadro emerge dalla 22esima edizione del Rapporto Osservasalute, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune e presentato a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un’analisi che fotografa un Paese in cui il fumo elettronico non è più un fenomeno di nicchia, ma una pratica sempre più diffusa e trasversale.

Subito dietro l’Abruzzo si collocano il Molise (6,1%) e il Lazio (5,9%), a conferma di una forte concentrazione del fenomeno nel Centro Italia. Ed è proprio questa ripartizione geografica a superare la media nazionale: nel 2023 l’uso dell’e-cig raggiunge infatti il 5,3% nel Centro, contro un dato complessivo italiano pari al 4,8%. In termini assoluti, significa che circa due milioni e mezzo di persone sopra i 14 anni utilizzano la sigaretta elettronica.

I numeri provengono dall’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” condotta nel 2023 dall’Istat su un campione di circa 25 mila famiglie. Un osservatorio privilegiato che consente anche di leggere l’evoluzione nel tempo: nel 2014, primo anno di rilevazione, gli utilizzatori erano poco più di 800 mila. In meno di dieci anni, il bacino è quindi più che triplicato.

Come già accade per il fumo tradizionale, anche nel caso delle sigarette elettroniche il divario di genere resta evidente. Gli uomini risultano più propensi all’uso: il 5,4% contro il 4,2% delle donne. Ma è l’età a raccontare il cuore del fenomeno. Le percentuali più alte si registrano tra gli adulti in piena età lavorativa: tra i 25 e i 44 anni utilizza l’e-cig il 9,5% degli uomini, quota che sale addirittura all’11% nella fascia 45-64 anni. Tra le donne, i valori massimi si osservano nelle stesse classi: 7,3% tra i 25-44 anni e 9,1% tra i 45-64.

Diverso, ma non irrilevante, il quadro tra i più giovani e gli anziani. Sotto i 24 anni l’uso della sigaretta elettronica è presente in misura simile tra maschi e femmine, mentre tra gli over 65 la diffusione è più contenuta, pur restando un dato stabile e non trascurabile.

Anche il contesto urbano fa la differenza. Il vaping è più frequente nei grandi centri metropolitani, dove la quota di utilizzatori arriva al 6,1%, e nelle periferie (5,1%). Nei piccoli comuni sotto i duemila abitanti, invece, la percentuale scende al 3,8%, segnalando un legame stretto tra stili di vita urbani, accessibilità dei prodotti e nuove forme di consumo.

Il primato dell’Abruzzo, letto insieme alla crescita generale del fenomeno, apre interrogativi importanti sul fronte della prevenzione e della salute pubblica. Se la sigaretta elettronica continua a essere percepita da molti come un’alternativa “meno dannosa” al fumo tradizionale, i dati raccontano una realtà complessa e in rapida trasformazione, che richiede attenzione, informazione e politiche mirate. Perché il fumo cambia forma, ma resta una delle grandi sfide sanitarie del nostro tempo


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