di Sara Ramzi
“La catastrofe non è un rischio: è già in atto. Nel 2018 vennero prodotti ad Atessa 297.007 veicoli. L’anno scorso, 192.000. Nel primo semestre del 2025 siamo scesi a 97.980: mai così pochi, nemmeno durante il Covid”. A denunciare la situazione dello stabilimento Stellantis (ex Sevel) di Atessa è la Fiom Cgil della provincia di Chieti, che, dati alla mano, commenta la situazione senza precedenti in cui versa il sito teatino. Una crisi che si inserisce in un quadro nazionale – ed europeo – in peggioramento e che, in Abruzzo, colpisce uno dei settori trainanti dell’economia della regione.
“Lo stabilimento ex Sevel rappresenta circa il 50% della produzione italiana di Stellantis ed è l’unico sito dedicato ai Veicoli Commerciali Leggeri”, sottolinea Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom Cgil della provincia di Chieti. Da 1981, anno in cui la fabbrica di Atessa ha aperto i cancelli, la situazione non è mai stata così grave.
Fino al 2018, anno in cui Stellantis ha aperto lo stabilimento polacco a Gliwice, la produzione in Abruzzo andava avanti grazie al lavoro di oltre 6mila persone. In sette anni ne ha perse 2mila. Secondo il sindacato, la scelta di investire in Polonia avrebbe inciso, tra gli altri fattori, nel tracollo del complesso di Atessa: “Nel 2019 mettevamo in guardia sul fatto che la nascita dello stabilimento Stellantis a Gliwice, in Polonia, non avrebbe portato ad aumenti di produzione ma anzi avrebbe sottratto volumi ad Atessa.Venivamo accusati di esagerare. Oggi la realtà ci sta dando ragione”, afferma Fiom Cgil Chieti.
In Italia ogni giorno Stellantis produce 450 veicoli in meno tra auto e furgoni, ovvero 81mila mezzi persi all’anno. Nessuno stabilimento della penisola sfugge alla crisi, già preventivata dai vertici di Stellantis, ma la situazione attuale risulta essere più grave delle previsioni.
L’assessora regionale alle attività produttive Tiziana Magnacca rassicura circa le sorti dell’azienda, rispondendo a chi ha espresso preoccupazione sulle sorti dello stabilimento abruzzese, definendoli “cassandre di sventure”: “Avverto la preoccupazione della comunità abruzzese, alimentata da volute e imprudenti interpretazioni catastrofiche, nei confronti di un’azienda che, tra lavoratori diretti e indiretti, garantisce occupazione e dignità a migliaia di persone. I problemi non mancano e il tempo in cui viviamo è un tempo difficilissimo, di rottura dei vecchi schemi e di cambiamenti radicali che di certo disorientano e spaventano, ma che vanno affrontati lucidamente sia nell’analisi delle cause che delle soluzioni cui concorrono fattori eterogenei e persino le condizioni geopolitiche europee. Giocare a chi la dice più grossa non aiuta i nostri lavoratori, né le aziende dell’indotto”. E afferma che ci sarebbe un piano: “Voglio ribadire, a dispetto delle cassandre di sventure che non mancano mai, che Stellantis con questo annuncio spegne ogni speculazione su un’eventuale chiusura dello stabilimento italiano di Atessa. Annuncia di puntare sull’Italia e rilancia proprio lo stabilimento di Atessa con due importanti novità sull’elettrico”.
“Qui non si sta giocando a chi la spara più grossa”, risponde Fegatelli. “Qui si parla del destino industriale dell’Abruzzo e di migliaia di famiglie. Se davvero vuole capire la situazione, la invitiamo a confrontarsi con noi. I numeri non possono essere un’opinione e la Fiom Cgil espone ciò che i numeri dicono. Fino a quando non arriveranno risposte vere e impegni concreti continueremo a farlo, perché crediamo che un Abruzzo industriale, solido e occupato sia un interesse di tutti e per tutti vada difeso”, conclude.
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