L’AQUILA – L’assestamento al Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Abruzzo finisce al centro di un acceso confronto politico dopo le osservazioni formulate dal Collegio dei Revisori dei Conti. Il giudizio espresso sull’attuale impostazione della manovra ha aperto lo scontro tra opposizioni e maggioranza, chiamata ora a intervenire sul testo prima del passaggio definitivo in Consiglio regionale.
La questione principale riguarda oltre 56 milioni di euro complessivamente collegati a rischi di contenzioso e passività potenziali. Dalla ricognizione dell’Avvocatura regionale emerge infatti un fabbisogno di circa 45,2 milioni di euro per il rischio di soccombenza nelle cause in corso. A questa cifra si aggiungono quasi 10,9 milioni di passività potenziali segnalate dal Dipartimento Agricoltura.
Proprio la necessità di adeguare gli accantonamenti rappresenta uno dei punti centrali delle osservazioni dei Revisori, che hanno chiesto di intervenire sul Fondo rischi e di garantire le coperture necessarie. Il parere potrà essere nuovamente valutato qualora la proposta venga modificata recependo le indicazioni formulate.
La vicenda ha immediatamente acceso il dibattito politico. Il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, considera il pronunciamento dei Revisori un segnale che impone alla maggioranza di rivedere la manovra prima di procedere alla sua approvazione. Nel mirino dell’esponente dem finiscono anche i tempi scelti per portare l’assestamento all’esame dell’assemblea regionale.
Paolucci distingue inoltre i 56 milioni oggetto delle osservazioni dai 16,9 milioni destinati al riconoscimento dei debiti fuori bilancio arretrati, per i quali risulta già prevista una copertura. Tra gli elementi evidenziati dall’opposizione ci sono anche le percentuali di riscossione dei residui degli esercizi precedenti, indicate nel parere al 10,18% per il Titolo 2 e al 3,62% per il Titolo 4.
Sulla stessa linea critica intervengono Vincenzo Menna e Giovanni Cavallari, consiglieri regionali di Abruzzo Insieme. I due sottolineano la necessità di distinguere le criticità rilevate dai Revisori da uno scenario di dissesto finanziario: il parere, osservano, non afferma che la Regione sia in dissesto, ma pone il problema della possibilità di attestare, nelle condizioni attuali, la permanenza degli equilibri generali di bilancio.
Menna e Cavallari chiedono quindi spiegazioni alla maggioranza sull’iter seguito e sulla mancata previsione, nella proposta iniziale, di accantonamenti sufficienti a fronteggiare i rischi individuati dall’Avvocatura e le passività segnalate dal Dipartimento Agricoltura.
Di segno opposto la posizione del capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, che respinge la lettura politica delle opposizioni e riconduce le osservazioni del Collegio alla necessità di aggiornare la situazione dei contenziosi maturata successivamente alla chiusura dell’esercizio 2025.
Verrecchia assicura che l’iter proseguirà e annuncia l’intervento della maggioranza attraverso un maxi emendamento destinato a recepire le indicazioni dei Revisori e ad adeguare gli accantonamenti. Il capogruppo di FdI richiama inoltre l’origine risalente nel tempo di alcune posizioni debitorie, citando anche i contenziosi relativi ai danni provocati dalla fauna selvatica.
La partita, dunque, resta aperta. Da una parte le opposizioni chiedono di intervenire in maniera sostanziale sulla manovra alla luce del parere dei Revisori; dall’altra la maggioranza sostiene che le criticità possano essere superate attraverso le modifiche già predisposte. Sarà il passaggio in Consiglio regionale a determinare la versione definitiva dell’assestamento e le modalità con cui verranno garantite le coperture richieste.
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