Valle Peligna in crisi: sindacati chiamano alla mobilitazione il 31 dicembre

Valle Peligna in crisi: sindacati chiamano alla mobilitazione il 31 dicembre
19 Dic 2025

La Valle Peligna si trova oggi sull’orlo di un precipizio, scivolata quasi nel silenzio e nell’indifferenza. Crisi industriali, impoverimento progressivo e spopolamento stanno delineando uno scenario drammatico che rischia di compromettere in modo irreversibile il tessuto economico e sociale dell’intero territorio.

Le vertenze che coinvolgono aziende come Marelli, Albasan, Sodecia, Coop, 3G e Cogesa rappresentano il segnale evidente di un sistema vicino al collasso. Una situazione che non può essere affrontata con rassegnazione né con l’accettazione passiva di un destino che sembra già scritto.

A lanciare l’appello sono le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, per voce dei rispettivi segretari Francesco Marrelli, Pietro Di Natale, Maurizio Sacchetta e Roberto Bussolotti, che invitano l’intera comunità a un sussulto collettivo. L’obiettivo è dare forza a un’azione condivisa, coordinata e partecipata, capace di coinvolgere non solo i decisori politici ma tutta la Società Peligna: movimenti, associazioni, studentesse e studenti, partiti, istituzioni e cittadinanza.

«Se non ora, quando?» è la domanda che accompagna l’appello, diventando il filo conduttore di una mobilitazione ritenuta ormai indispensabile.

Per rompere l’abitudine al peggio e contrastare la rassegnazione, le organizzazioni sindacali hanno indetto una manifestazione pubblica con corteo per il 31 dicembre 2025, alle ore 10.00, nella città di Sulmona.

Secondo i segretari sindacali, è urgente individuare soluzioni adeguate, sia ordinarie sia emergenziali, di fronte a una crisi che genera forte preoccupazione tra cittadine e cittadini e le loro famiglie, alimentando l’incertezza sul futuro di centinaia di giovani donne e uomini che vivono in Valle Peligna e desiderano continuare a farlo.

La richiesta è quella di far prevalere la difesa degli interessi generali dell’intera comunità, unendo le forze per costruire un nuovo patto territoriale incentrato su lavoro, sanità, istruzione, infrastrutture e mobilità. Un percorso condiviso ritenuto essenziale per fermare l’inesorabile impoverimento sociale ed economico di un territorio che, sottolineano i firmatari, merita maggiore attenzione e risposte concrete.

La mobilitazione, concludono Marrelli, Di Natale, Sacchetta e Bussolotti, riguarda tutte e tutti: nessuno può chiamarsi fuori.

Se non ora, quando?


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