Finalmente L’Aquila. Finalmente una grande prestazione casalinga, la migliore della stagione, maturata con un ingresso in campo fatto di grande determinazione, il giusto atteggiamento agonistico, la ricercata grinta, tanta corsa e buona gamba, con le scelte di Mister Cappellacci espressamente fatte per dare quantità e fisicità alla squadra, con Mantini e del Pinto confermati a centrocampo senza Angiulli, a cui ha dato una grossa mano nel reparto – che oggi si è dimostrato fondamentale – il ritorno di Ouali, mentre Carbonelli, messo alto a sinistra, è stato il migliore in campo.
Una cornice di pubblico straordinaria di 4.600 spettatori (con 500 provenienti dalla Marsica), che questa volta non è rimasta delusa dal risultato di un derby importantissimo, e ha supportato alla grande la squadra che non ha perso quasi nessuna seconda palla, ha vinto contrasti e duelli, senza mai rischiare molto.
Unico limite l’inefficacia davanti la porta, con il gol del vantaggio arrivato al 65’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Banegas e toccato fortuitamente dal difensore avezzanese Pertosa che in caduta, nel tentativo di anticipare, l’ha messa dentro.
Ma L’Aquila ha avuto almeno altre quattro occasione da rete , in particolare quella con Sarritzu al 93’ che ha battuto a rete imbeccato da Angiulli, mandandola di poco al lato.
Una vittoria che adesso permette all’Aquila di raggiungere l’Avezzano a quota 21 e ridurre a 5 i punti dalla capolista Sambenedettese, prossimo avversario, che oggi ha pareggiato a Chieti.
Sopratutto è incoraggiante quella che è sembrata oggi una giusta risposta della squadra alle richieste del nuovo Tecnico, che ha vinto la partita a centrocampo, rimettendo Del Pinto al centro del villaggio e preferendo la forza e la fisicità del reparto con Mantini in gran forma e un Ouali sempre pronto. Da quando siede in panchina Cappellacci, in tre partite, L’Aquila non ha preso un gol.
In sala stampa Cappellacci parlerà di una risposta , a livello di prestazione, “sopra le righe”, che neanche lui si aspettava dunque, maturata probabilmente anche dalla “tensione nervosa data dal derby”, segno però di quella “forza mentale e fisica” di cui il Mister parla da quando è arrivato, in base alla quale ha determinato le sue scelte come la “dolorosa” esclusione di Angiulli
LA CRONACA
L’Aquila inizia alla grandissima con una pressione costante nei primi 10 minuti.
Al 6’ Galesio di tacco la filtra per Banegas che tira, il portiere devia in calcio d angolo.
Dall’angolo battuto da Banegas la palla arriva a Carbonelli, appostato sul secondo palo, che controlla e tira in diagonale, riesce a deviarla il portiere avezzanese Cultraro, autore di un ottima prestazione.
Al 17’ L’Aquila bella e pericolosa L’Aquila con Del Pinto che va a vincere un contrasto e la da a Banegas che ha campo e la serve a sinistra per Carbonelli, che la mette al centro dove prova a girarla Galesio, ma il suo tiro è debole e centrale.
Al 29’ Banegas imbeccato ancora da Del Pinto si gira e tira ma c’è la parata del portiere.
L’Aquila preme fino all’ultimo e al 40’ Galesio batte una punizione dallo spigolo sinistro del limite dell’area di rigore e impegna severamente il portiere che la devia in calcio d angolo.
Nel secondo tempo L’Aquila continua a premere, con l’Avezzano che riesce spesso a murare le avanzate rossoblù .
Al 65’ al termine di un triangolo Carbonelli sta per tirare a due passi dal portiere, ma viene anticipato. Dal calcio d’angolo che ne scaturisce, Banegas va alla battuta, la palla e insidiosissima finisce in mezzo al mucchio dove la colpisce Pertosa che, per anticipare, la tocca in caduta, e la manda nella sua porta determinando il vantaggio aquilano.
Le prime sostituzioni dell’Aquila arrivano dieci minuti dopo il gol, al 75’, quando escono Mantini e Carbonelli per Angiulli e Sarritzu. Cambi che denotano una buona panchina.
Nei minuti finali poi Cappellacci si difende e fa entrare il difensore centrale Cassese al posto dell’attaccante centrale Galesio e varando così una difesa a 5 in fase non offensiva.
L’Aquila finirà in attacco però con l’ingresso in campo anche di Terracino e l’occasione capitata sui piedi di Sarritzu servito proprio da Angiulli che si divora il gol mandandola di poco oltre il palo.
CAPPELLACCI FRENA: “INUTILE FARE FESTA PER UNA RONDINE, ASPETTIAMO SIA PRIMAVERA”
Cappellacci in sala stampa nel post gara, dopo aver comunque riconosciuto la prestazione della squadra, torna a voler volare basso: “dobbiamo dare continuità non dobbiamo osannare una prestazione. Non posso ancora dire che siamo squadra da alta classifica, perché ci vuole ancora per capirlo”
Sulle scelte: comprendo il dolore di non giocare di un Cassese o di un Angiulli ma abbiamo bisogno anche di loro e sono certo me lo dimostreranno. Angiulli in particolare non so se posso tenerlo fuori anche a Sambenedetto dove è un ex, ma Mantini e in gran forma, quindi non so” chiosa il tecnico di Tororeto a cui evidentemente piace tenere i suoi giocatori sulle spine.
“Non guardo la classifica – conclude un Cappellacci comunque felice per la vittoria e ispirato – dobbiamo pensare prima ad essere squadra noi, ma è inutile fare festa con una rondine, aspettiamo che sia primavera”.
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