di Alessandro Tettamanti
La chiave della partita sta proprio nella frase pronunciata a fine match dall’allenatore rossoblù, Massimo Epifani: “atteggiamento sbagliato”. Perché tale è stato quello dell’Aquila 1927 oggi allo stadio Gran Sasso, e che ha consentito a un buon Real Monterotondo Scalo, sceso in campo con l’atteggiamento giusto, di conquistare i suoi primi tre punti del campionato e raggiungere così proprio L’Aquila, che invece trova la sua seconda sconfitta consecutiva, la prima tra le mura amiche in questa stagione di Serie D.
I rossoblù hanno nuovamente sbagliato l’approccio alla gara che sin dall’inizio è sembrata esser stata presa sotto gamba dagli uomini di Epifani, di fronte a una formazione laziale giovanissima, e che invece ci ha messo tanto cuore e determinazione, vincendo i contrasti e facendo sue quasi tutte le secondo palle.
Qualcosa in settimana deve esser andato storto sotto il Gran Sasso dal punto di vista mentale.
Una settimana quella seguita la sconfitta di Chieti, in cui le ferite sono state leccate, come detto, ma che oggi sono sembrate esser rimaste comunque ancora aperte, forse anche a causa di una rabbia eccessiva dopo il derby, che non ha agito di certo come ‘disinfettante’ e che tantomeno è stata poi trasformata in voglia agonistica di vincere.
Fatto sta che L’Aquila 1927 ha semplicemente sottovalutato l’avversario, come se la bella prestazione di Chieti – che però ha regalato zero punti – avesse dato delle certezze piuttosto che far porre delle domande sulla sconfitta.
Una di queste è sull’estremo rossoblù Raffaelli, che dopo l’incertezza di domenica scorsa commessa a Chieti, in virtù della quale poi Forgese ha potuto fare il famigerato gol di pugno, oggi non ha certo brillato, regalando più di qualcosa agli avversari. Ma la responsabilità chiaramente non è solo del giovanissimo portiere 2005, che avrà modo di riscattarsi ne siamo certi, ma di tutta la squadra “che non è scesa in campo” come dichiarato sempre dal suo allenatore Epifani a fine match, che si è voluto giustamente prendere tutte le responsabilità della pessima prestazione.
Lascia perplessi in particolare l’incapacità di chiudere la partita ad inizio secondo tempo dopo aver ribaltato il risultato anche con un po’ di fortuna, e l’aver subito invece il contro ribaltamento da parte di un vivace Monterotondo, che uscirà dal Gran Sasso con qualche applauso che pareggia il qualche fischio piovuto sui rossoblù. Ma siamo solo alla terza giornata, certo. E L’Aquila è una gran bella realtà di fronte la quale le altre squadre vogliono fare la prestazione, sono invogliate a farlo dall’ambiente calcistico che si respira al Gran Sasso e che va chiaramente oltre la Serie D.
Solo che adesso le prossime due consecutive trasferte si chiamano Campobasso e Vigor Senigallia, oggi entrambe al comando della classifica con sette punti. Ed è allora lì che un pezzetto di campionato L’Aquila se lo giocherà sul serio, aiutata dal fatto che alla terza giornata non ci sono squadre a punteggio pieno, con Sambenedettese e Campobasso oggi fermate rispettivamente da Avezzano e Atletico Ascoli, mentre il Chieti è andato a vincere sul difficile campo del Roma city.
Unica certezza: sarà “un campionato “terribile” come ha dichiarato ad Abruzzo Sera, già dopo la prima gara, il Co presidente Salvatore Di Giovanni. Terribile e, per fortuna, ancora lungo.
LA CRONACA
L’Aquila che recupera Banegas e conferma tra gli under Lorenzoni terzino al posto di Belardinelli come a Chieti – dopo il minuto di silenzio per la scomparsa del Presidente Giorgio Napolitano – parte lenta di fronte a circa 2mila spettatori, e si ha subito l’impressione che il Real Monterotondo è qualcosa di più di quello che ci si aspettava, perché produce gioco e riesce a non fa giocare più di tanto i rossoblù.
Che però ci provano al 15’ e al 23’ con Angiulli, prima su punizione, parata del portiere, e poi sugli sviluppi di un calcio d’angolo, quando con uno schema la bella esecuzione di prima del play rossoblù si infrange sul muro difensivo laziale.
Al 30’ Lorenzoni scende a destra e trova dalla parte opposta Terracino che appoggia benissimo per Galesio che invece di tirare forte l’appoggia verso il portiere nel tentativo di piazzarla.
Ma il Monterotondo c’è, e al 33′ si rende pericoloso con la punizione di Manca che la butta al centro dove in mischia la palla viene messa in angolo.
E’ il preludio del vantaggio laziale, perché dal corner avviene una doppia transizione fatale per L’Aquila. Dall’angolo i rossoblù infatti recuperano il pallone e partono in contropiede dove però Angiulli sbaglia il passaggio sulla tre quarti e viene fermato, dando al Monterotondo la possibilità di ripartire. Ancora non lo sappiamo, ma questa del doppio ribaltamento sarebbe diventata la chiava della partita. I laziali infatti prendono in contropiede gli aquilani leggermente sbilanciati, ripartendo sulla destra, e dal traversone il numero sette Melandri la butta in rete gelando il Gran Sasso.
L’Aquila però è fortunata perché, senza riuscire a fare un granché, trova il gol all’ultimo secondo della prima frazione grazie ad una parabola avvelenata di Angiulli su punizione, che coglie del tutto impreparato l’estremo Simionato che la lascia entrare.
Ma Simionato si riscatterà, contribuendo a decidere il match , così come contribuirà a deciderlo il suo collega Raffaelli dall’altra parte, ma in negativo.
L’Aquila parte forte nella seconda frazione quando sembra finalmente scendere in campo col piglio giusto.
Così dopo una punizione battuta forte da Angiulli, dopo appena due minuti, arriva il gol di Banegas sempre su punizione con un Simionato ancora una volta non impeccabile.
A quel punto L’Aquila può far sua la gara e per alcuni minuti sembra avere tutta l’intenzione di farlo. A dare i giusti input è Bacio Terracino che in questa fase sale in cattedra e fa valere tutta la sua qualità e velocità riscattando in parte la prestazione sottotono di Chieti.
Così è lui che al 51′ si invola sulla sua fascia sinistra da dove si gira bene dall’altra parte servendo il pallone a destra per Banegas che calcia forte, ma trova Simionato che fa un mezzo miracolo e respinge. Sarà l’azione più bella della partita rossoblù.
Poco dopo ancora Terracino va da solo, seminando il solito panico tra i difensori che lo bloccano solo nel finale.
Al 54′ questa volta è Tavoni da destra a servire Galesio in mezzo, che svetta di testa ma la sua conclusione è debole.
A questo punto L’Aquila però si ferma e al 16’ del secondo tempo, sugli sviluppi di una punizione, Raffaelli smanaccia un pallone non così difficile, ributtandolo in aria di fronte a sé, dove c’è Manca, lesto a fare tapin e il gol del 2-2.
Tutto da rifare dunque, ma a completare l’opera è il Monterotondo. Lo fa al 61’ con la complicità ancora di Raffaelli che invece di intervenire attende il pallone lasciandosi prendere il tempo dal subentrato Scaffidi che da posizione defilata la mette dentro.
Ci si aspetta che L’Aquila reagisca ma non è proprio così.
Al 67’ Epifani fa uscire un insufficiente Del Pinto al posto del quale entra sulla destra Sarritzu, autore di una grande prestazione a Chieti, e passando così dal 4-3-3 al 4-2-3-1 con Banegas che va a fare temporaneamente la seconda punta dietro Galesio.
Al 76’ esce anche Banegas per Alessandro e Terracino per Carbonelli, nonostante Terracino potesse essere un interprete importante nel finale di gara.
Al 32’ Banegas schiaccia di testa al centro dell’area praticamente a colpo sicuro ma Simionato la respinge, ripagando così i suoi debiti. Due errori, per lui, ma anche due grandi parate.
Succede poco fino al 43’ quando Manca prende la traversa direttamente su calcio d’angolo per il Monterotondo.
Ma la beffa per i rossoblù avviene in pieno recupero ,appena oltre il 50’, quando il signor Capoccia di Perugia fa battere l’angolo in extra time, che arriva, dopo lo scambio, sulla testa di Sarritzu che però trova il legno dell’incrocio dei pali e lascia il Gran Sasso in preda all’inquietudine di quattro gol presi nelle ultime due partite, e al sapore amaro della seconda sconfitta consecutiva.
LE PAROLE DEGLI ALLENATORI EPIFANI E POLVERINI
Il primo a scendere in sala stampa è Mister Dario Alberto Polverini, che all’Aquila c’era già venuto, al Fattori, nella stagione 2015-16, quando giocava nel Pisa e a sedere sulla panchina rossoblù c’era Perrone.
“Venire all’Aquila e vincere è tanta roba” ammette Polverini che aggiunge che quella appena giocata è stata “una partita tosta, maschia”.
“Dopo il 2-1 non ci siamo disuniti – fa il punto l’allenatore del Monterotondo – ho chiesto lucidità, di far trascorrere qualche minuto e giocare mantenendo alta la concentrazione”, sembra essere stato il segreto del contro ribaltamento del risultato.
“Il cuore è stato l’elemento con cui abbiamo battuto L’Aquila, abbiamo preso tanti gol nelle scorse giornate e c’era voglia di riscattarsi”, conclude Polverini non prima di aggiungere che “qui si respira calcio, anche per questo i miei giocatori volevano far bene”.
Poco dopo è stato il turno di Mister Epifani
“Faccio il mea culpa” ha esordito il tecnico rossoblù, “ho parlato con la squadra e sono stato molto duro”.
“E’ stata una partita, disputata male, dopo quella col Chieti dove avevamo fatto bene. Il Monterotondo è venuto qui con tanta rabbia e ha vinto tanti contrasti. I due errori del portiere 2005 hanno condizionato la partita. Ora serve testa bassa, perché la squadra che vuole vincere il campionato deve avere l’atteggiamento che ha avuto oggi il Monterotondo”.
“Una Prestazione negativa – secondo Epifani – che però è meglio arrivi alla terza giornata che dopo. Da questo schiaffo pesante possiamo rialzarci e costruire meglio questo campionato”.
“C’è bisogno di maggiore umiltà e più determinazione – ha aggiunto il tecnico -. E’ stata una partita sotto le aspettative , bisogna lavorare sotto l’aspetto motivazionale. Bisogna pareggiare quantomeno la tenacia che ha messo il Monterotodondo”.
“Non abbiamo trasformato la rabbia conclude Epifani – sembravamo come se non fossimo stati pronti a questo tipo di partita, invece le partite sono così. Contro il Campobasso e il Senigallia, dobbiamo cambiare atteggiamento”
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