Croci in vetta, Rotellini (LC): “dalla Destra solo strumentalizzazioni. CAI non ha chiesto rimozione”

Croci in vetta, Rotellini (LC): “dalla Destra solo strumentalizzazioni. CAI non ha chiesto rimozione”

Il Consigliere comunale di L’Aquila coraggiosa, Lorenzo Rotellini, prende parola sulla polemica che ha coinvolto il Club Alpino Italiano (CAI), la principale associazione italiana dedicata all’alpinismo e alla montagna, e diversi esponenti politici di destra.

Per  Rotellini c’è un “un grande equivoco” che riguarda le “croci di vetta” presenti su buona parte delle cime delle Alpi e degli Appennini.

“La ministra del Turismo Daniela Santanchè e il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini – scrive il Consigliere aquilano in una nota stampa –  hanno montato una polemica opponendosi all’ipotesi che il CAI rimuovesse le croci dalle cime delle montagne: ipotesi che non solo è falsa, ma era stata anzi chiaramente esclusa dagli interessati. La Santanché, dovrebbe pensare però ai suoi milioni di debiti con il fisco e a pagare i TFR ai suoi dipendenti”.

Il tutto è nato la scorsa settimana quando c’è stato un convegno organizzato all’Università Cattolica di Milano, dove si parlava del libro “Croci di vetta in Appennino” di Ines Millesimi.

Durante l’evento sono stati posti due interrogativi:

-La società attuale si può ancora rispecchiare nel simbolo della croce di vetta?

-Ha ancora senso innalzarne di nuove?

“All’evento – continua Rotellini – hanno partecipato anche esponenti della chiesa, e nessuno ha chiesto la rimozione delle croci già installate sulle vette italiane, simboli che hanno accompagnato gli scalatori da sempre, ma di ragionare sul collocamento di nuove croci”.

L’usanza di erigere le croci sulle montagne con il significato moderno nacque alla fine del Settecento per celebrare e ricordare imprese alpinistiche e al tempo stesso dare una forma concreta a preghiere cattoliche.

“Da decenni tuttavia – considera il giovane Conigliere – c’è un dibattito su queste installazioni: in parte perché la croce non è un simbolo laico e universale, che accomuna chiunque frequenti le montagne, ma solo delle religioni cristiane; e in parte per via della sempre maggiore attenzione al rispetto delle montagne come ambienti naturali, da preservare liberi da nuove infrastrutture e monumenti umani.

“La destra ha deciso di strumentalizzare il dibattito – conclude il Consigliere di L’Aquila Coraggiosa – senza sapere che il CAI si occupa della manutenzione delle croci di vetta che hanno subito danni a causa delle condizioni meteorologiche”.


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