Affissi i primi manifesti di convocazione: “Tutti presenti al Parco della Scienza”. Malumore per i cantieri senza fine, il caro-parcheggi e l’assenza di risposte concrete
TERAMO. La pazienza dei cittadini e degli operatori economici del centro storico sembra arrivata al limite. Dopo l’ennesima commissione comunale considerata inconcludente, è partita la chiamata alla mobilitazione in vista del prossimo Consiglio Comunale straordinario previsto per il 15 maggio al Parco della Scienza – qualora si riesca effettivamente a convocarlo.
Un appello alla partecipazione lanciato in maniera forte e chiara attraverso manifesti affissi in città, con l’obiettivo di riunire residenti, commercianti e rappresentanti del mondo economico. Il messaggio è uno: “esserci tutti”, per far sentire la voce di un centro storico che si sente abbandonato.
Al centro della contestazione ci sono diversi nodi irrisolti: il caro-parcheggi, l’avvio di cantieri simultanei e privi di coordinamento, molte aree transennate ma inattive, e una percezione crescente di degrado e insicurezza.
Durante l’incontro in commissione svoltosi appena ieri, i partecipanti hanno espresso amarezza per l’ennesima occasione mancata. Il confronto avrebbe dovuto servire a chiarire le responsabilità e a trovare soluzioni, ma si è risolto – secondo molti presenti – in un nulla di fatto.
“Le nostre attività sono allo stremo – ha affermato un commerciante presente – i lavori paralizzano il traffico, scoraggiano i clienti e non si vede un piano organico. Intanto, i costi per i parcheggi continuano a salire.”
Nonostante l’annuncio dell’incontro del 15 maggio, è emerso che potrebbero servire almeno altre due sedute per valutare le richieste dei gestori dei parcheggi e le eventuali contromisure. Questo potrebbe compromettere la stessa convocazione del Consiglio, che rischia di slittare ancora, alimentando ulteriore sfiducia tra cittadini e attività commerciali.
Il clima, insomma, è teso. E se non dovessero arrivare risposte chiare e immediate, la protesta potrebbe assumere forme più incisive. I promotori dell’appello parlano già di “presidio pacifico ma determinato”, e assicurano che la mobilitazione non si fermerà fino a quando il centro storico non tornerà al centro delle scelte politiche della città.
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