Teatro San Filippo, Pezzopane (PD): la rinascita dei luoghi della cultura deve rispettarne la memoria

Teatro San Filippo, Pezzopane (PD): la rinascita dei luoghi della cultura deve rispettarne la memoria
05 Mar 2026
“La riapertura del Teatro San Filippo è una buona notizia per la città. Una notizia attesa, più volte annunciata negli anni, e che finalmente sembra arrivare al traguardo. Per questo va accolta con soddisfazione: perché ogni luogo della cultura che torna a vivere nel centro storico dell’Aquila rappresenta un pezzo di città che si ricompone”, dichiara la Consigliera comunale Stefania Pezzopane.

“Il San Filippo, prima del 6 aprile 2009, era uno spazio vivo, aperto, frequentato. Un luogo in cui si incontravano linguaggi artistici diversi e pubblici diversi. Sarebbe bello che tornasse ad essere esattamente questo: uno spazio per tutti, capace di coinvolgere associazioni, compagnie, artisti, scuole e cittadini, proprio come accadeva prima del terremoto.
Ricordo bene quei giorni. Il 5 aprile 2009 al San Filippo si teneva la selezione finale del Premio Nazionale Scenario 2009, dedicato ai nuovi linguaggi della ricerca teatrale e dell’impegno civile. Dal primo aprile dello stesso anno la compagnia L’Uovo aveva ospitato ben 26 compagnie nazionali di teatro contemporaneo. E il 6 aprile alle ore 10.30 era programmato uno spettacolo per una scuola media superiore.
Il pomeriggio del 5 aprile L’Aquila pullulava di iniziative culturali. Il Teatro Comunale, il San Filippo, Sant’Agostino, la Sala Giovanni Paolo II, il Ridotto, il Cinema Massimo. Solo per citare alcuni dei luoghi del centro storico che, poche ore prima del sisma,  erano pieni di vita, di pubblico e di iniziative”.

E continua: “Per questo la riapertura del San Filippo ha un valore che va ben oltre la semplice inaugurazione di uno spazio restaurato. Quando parliamo di L’Aquila Capitale della Cultura dobbiamo ricordare che capitale significa storia, identità, memoria collettiva. Riaprire quei luoghi non è un’operazione legata a un anno simbolico, ma è la restituzione rinnovata di ciò che il terremoto ci ha tolto.
Ed è proprio per questo che, insieme alla soddisfazione per la riapertura, è necessario raccontare tutta la storia di quel teatro.
Il San Filippo non nasce oggi. Per oltre vent’anni è stato animato da una realtà straordinaria come L’Uovo – Teatro Stabile di Innovazione, che dal 1986 al 2009 ha gestito e programmato quello spazio, trasformando una chiesa sconsacrata in un luogo vivo di produzione culturale riconosciuto a livello nazionale.
È giusto ricordarlo e dirlo con chiarezza. Perché quella esperienza ha rappresentato una stagione culturale straordinaria per la città.
Onore quindi al “Teatro L’Uovo”, ad Antonio Massena, a Maria Cristina Giambruno, a Totò Centofanti e alle tante persone che negli anni si sono avvicendate nella guida di quella istituzione culturale. Furono loro a inventare di sana pianta quello spazio e a gestirlo per la compagnia ma anche a disposizione della città, delle scuole, delle associazioni e del teatro italiano.
Sono certa che la città ricorda. Lo ricordano anche quei bambini che la domenica pomeriggio andavano “a teatro con mamma e papà” e che oggi sono diventati adulti”.

“In quel luogo si sono avvicendati il meglio del teatro satirico e di ricerca, concerti, incontri e convegni di alto profilo. E non va dimenticato nemmeno il lavoro fatto dopo il terremoto, quando proprio da quella esperienza e dall’impegno di Antonio Massena si continuò a seguire con determinazione il percorso per il recupero del complesso di San Filippo, affinché fosse inserito dal Ministero  tra i monumenti da restaurare.
Come ha ricordato in questi giorni anche Carlo Di Stanislao, cancellare o ignorare il lavoro e la visione di chi ha costruito e animato quel teatro per oltre vent’anni significa compiere una rimozione storica che non fa bene alla città.
La riapertura del teatro è una festa. Ma deve essere anche l’occasione per raccontare questi sedici anni difficili, il lungo percorso di ricostruzione e soprattutto per rendere omaggio a chi quello spazio lo ha inventato e fatto vivere.
Purtroppo, devo registrare una nota amara. Nel video che il sindaco ha recentemente pubblicato sui suoi social per annunciare la riapertura del Teatro San Filippo non c’è stata nemmeno una parola su chi ha contribuito a fare la storia di quel luogo. Una omissione che ha creato indignazione diffusa tra tanti cittadini e operatori culturali”.

“Per questo all’inaugurazione ci aspettiamo presenza, visibilità e riconoscimento per i protagonisti di questa storia.
Il San Filippo ha una storia importante come luogo di cultura e di spettacolo, e quella storia ha nomi e cognomi: Antonio Massena, Maria Cristina Giambruno, Totò Centofanti e tutta quella meravigliosa realtà che era L’Uovo.
Antonio Massena in particolare, prima e dopo il 6 aprile, ha dato l’anima per quel teatro straordinario. Ne sono testimone diretta. Tra il 2010 e il 2013 ho ricoperto il ruolo di assessore alla cultura e ho visto con i miei occhi cosa era accaduto in quel teatro distrutto dal sisma e quanto impegno, passione e determinazione Antonio abbia messo in tutti questi anni per non far spegnere quella storia.
Non ringraziarlo, non citarlo, cancellare quella storia bella significa compiere una forma di cancellazione verso la città che quel luogo lo ha vissuto e frequentato per anni.
Non possiamo permettere l’azzeramento di storie e identità così importanti. La rinascita dei luoghi della cultura deve sempre andare insieme al rispetto della loro memoria e delle persone che li hanno resi vivi. Solo così la riapertura del Teatro San Filippo potrà essere davvero una festa di tutta la città”, conclude la Pezzopane.

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