Santa Croce, il Comitato attacca il Comune: “Serve trasparenza, non scaricabarile”

Santa Croce, il Comitato attacca il Comune: “Serve trasparenza, non scaricabarile”
02 Mag 2026

Il Comitato Tutela Canistro torna a intervenire sulla vicenda Santa Croce, dopo le recenti dichiarazioni dell’Amministrazione comunale, con l’obiettivo dichiarato di riportare il confronto su un piano di chiarezza, responsabilità e trasparenza.

Al centro della presa di posizione non c’è soltanto il merito delle singole questioni, ma un’impostazione più ampia che, secondo il Comitato, caratterizzerebbe la gestione delle principali vicende amministrative del territorio. Un metodo che, nel tempo, sembrerebbe riproporsi con dinamiche ricorrenti: iniziale ridimensionamento delle criticità, successiva attribuzione delle responsabilità a gestioni precedenti e, infine, la conclusione secondo cui non vi sarebbero state alternative operative.

Una lettura che, nelle parole del Comitato, non riguarderebbe esclusivamente Santa Croce. Analoghe dinamiche vengono infatti richiamate anche nella gestione del servizio idrico, dove questioni sollevate in precedenza sarebbero state inizialmente ridimensionate per poi riemergere in una fase successiva, fino alla riattivazione di procedimenti sulle stesse tematiche.

Un percorso simile viene individuato anche nella vicenda della sala polivalente, prima utilizzata per eventi e successivamente oggetto di limitazioni, con criticità che, secondo il Comitato, avrebbero trovato riscontro nelle valutazioni tecniche emerse in un secondo momento.

Lo stesso schema, viene sostenuto, si sarebbe ripresentato anche su altre questioni locali, come quella dell’antenna, accomunate da una fase iniziale di minimizzazione seguita da una ridefinizione delle responsabilità.

Vicende diverse, dunque, ma che per il Comitato evidenzierebbero un approccio comune. Un tema che, viene sottolineato, non può essere ricondotto esclusivamente alla complessità dei vincoli normativi e procedurali entro cui si muove l’azione amministrativa.

«Governare – osserva il Comitato – non può significare prendere atto dei problemi quando gli effetti sono già consolidati, ma implica la capacità di programmare, scegliere e intervenire nei tempi utili a tutelare l’interesse pubblico».

Da qui la questione posta: nelle fasi iniziali delle diverse vicende, è stato fatto tutto il possibile per salvaguardare gli interessi della comunità?

Nel dibattito pubblico, inoltre, alcune scelte dell’Amministrazione vengono oggi ricondotte a una presunta “battaglia” per la tutela di un bene primario. Una narrazione che, secondo il Comitato, meriterebbe maggiore chiarezza, a partire dalla definizione stessa dell’interesse richiamato e dalla coerenza tra dichiarazioni e azione amministrativa.

«Una battaglia – viene evidenziato – si misura non solo nelle parole, ma nelle decisioni e nei tempi in cui vengono assunte».

Su questi aspetti, conclude il Comitato, i cittadini hanno diritto a risposte chiare, documentate e verificabili. Da qui la richiesta di un confronto trasparente e fondato sui fatti, affinché le questioni aperte possano essere affrontate con la necessaria serietà e nel pieno rispetto della comunità.


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