Riforma idrica Abruzzo, Mariani e Pepe: “Dubbi sulla legge”

abruzzo
27 Mag 2026

I consiglieri regionali Sandro Mariani, Dino Pepe e il capogruppo di Abruzzo Insieme Giovanni Cavallari prendono posizione contro la riforma del Servizio Idrico Integrato approvata dal Consiglio regionale d’Abruzzo, spiegando di non aver partecipato al voto finale sulla legge.

“In merito a un tema così delicato, che riguarda il futuro di tutti gli abruzzesi, la mediazione proposta non ci soddisfa e lascia molte perplessità”, dichiarano i tre esponenti politici dopo il lungo confronto in aula.

Secondo Mariani, Pepe e Cavallari, le modifiche richieste dal centrosinistra avrebbero garantito un maggiore coinvolgimento dei territori e delle Assemblee dei Sindaci per il Servizio Idrico Integrato (ASSI). Tra le proposte avanzate vi era quella di riportare in Commissione il parere definitivo dell’ERSI sulla suddivisione dei sub-ambiti, oltre alla possibilità per le ASSI di eleggere il presidente ed esprimere pareri vincolanti sugli indirizzi del servizio idrico regionale.

“Si è scelto invece di ricentralizzare le decisioni, sottraendo competenze ai Comuni e agli enti locali, che sono i veri proprietari delle società che gestiscono il servizio idrico”, sottolineano i consiglieri.

Al centro delle critiche anche la mancanza di chiarezza sulle future aggregazioni tra i vari ambiti territoriali e sulle modalità operative della riforma. “Non contestiamo la necessità di razionalizzare e migliorare il servizio – spiegano – ma ancora una volta è mancata una reale concertazione tra le parti e si è proceduto senza un confronto approfondito con i territori”.

Particolare attenzione viene riservata alla situazione della Ruzzo Reti, indicata come esempio virtuoso nel panorama regionale. “In questi anni la società ha rimesso in ordine i conti ed è diventata un punto di riferimento per qualità del servizio. Merita di essere valorizzata e non smantellata sull’altare dell’accentramento voluto dalla maggioranza di centrodestra”, conclude la nota.

I tre esponenti politici annunciano infine che seguiranno con attenzione le prossime fasi della riforma, in particolare lo studio che dovrà essere predisposto dall’ERSI sulla suddivisione dei sub-ambiti territoriali.


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