“Nella città che aveva investito sulla cultura e l’alta formazione per il suo rilancio, che aveva fatto del sapere uno degli asset strategici su cui scommettere per ricostruire un tessuto economico solido e sostenibile, assistere alla festosa riapertura di un Istituto penale minorile laddove, fino a qualche mese fa, c’era la sede universitaria di Economia è una sconfitta, per l’intera comunità. È una sconfitta vedere trasformate aule universitarie, animate fino a qualche settimana fa da ragazze e ragazzi che stavano costruendo il loro futuro, in celle.”
Con queste parole inizia la nota del PD L’Aquila sulla riapertura Istituto penale minorile all’Aquila.
“Carcere minorile che, anche in questa città come altrove, è divenuto ieri puro strumento di propaganda per la destra, una sorta di feticcio ideologico della loro idea di cultura della repressione, in cui rinchiudere più giovani possibile, come testimoniano purtroppo i numeri conseguenti il carcerocentrico ‘decreto Caivano’ che ha fatto sì venisse battuto ogni record di affollamento degli Istituti penali minorili.”
“Non poteva mancare dunque alla celebrazione di ieri il sottosegretario Del Mastro, che non molto tempo fa ha asserito di provare “gioia nel non far respirare detenuti su auto della polizia”. Proprio lui ha lanciato la macabra idea di intitolare l’istituto a san Francesco d’Assisi, una proposta che ci riesce difficile anche solo commentare per quanto assurda, ma che non possiamo derubricare alla sola categoria di un triste folklore poiché segnale evidente di una pericolosa, quanto perversa, propaganda ideologica.”
“Come Partito Democratico – prosegue la nota – vigileremo affinché questo Istituto abbia davvero tutti i mezzi e le risorse per svolgere al meglio la sua funzione primaria, quella rieducativa, visto che nonostante le autocelebrazioni della destra il personale addetto, nonostante si tratti di vincitori di concorso, ha già avuto bisogno di corsi aggiuntivi in ambito pedagogico. E vigileremo affinché si eviti il ventilato ampliamento dell’istituto, tanto più che ad oggi è del tutto sprovvisto di personale carcerario, e chissà se settembre sarà la reale data di riapertura. Ciò su cui bisogna investire, e non ci stancheremo mai di ribadirlo, è la prevenzione e non la repressione. L’educazione e non la reclusione. La riabilitazione e non la punizione.”
“Il sindaco della città, mistificando a suo modo la realtà con i soliti video di propaganda in cui rivendica questo “straordinario” risultato, non ha trovato di meglio che accusare il Partito democratico di aver chiuso il carcere minorile. Non è vero, ovviamente: a chiuderlo, già prima del terremoto del 2009, era stata l’amministrazione penitenziaria che aveva deciso di aprire una sezione minorile nel carcere degli adulti. A seguito del sisma, e su forte sollecitazione del senato accademico dell’Università, il nostro partito – con l’allora classe dirigente nazionale e locale – si è fortemente impegnato invece, e lo rivendichiamo con forza, a trasformare quel luogo di coercizione in uno spazio aperto al futuro, affidato all’Università dell’Aquila per dedicarlo ai corsi di Economia.”
“Ad aprile 2012, l’allora amministrazione di centrosinistra sottoscrisse un accordo tra Istituzioni, col Governo e i ministeri competenti, per trasformare e riqualificare quella importante area della città, alle porte del centro storico, realizzando una cittadella della cultura, con l’Università nei locali dell’ex minorile ed un polo scolastico nell’ex Caserma Rossi, riordinando la viabilità e le strutture provvisorie dei Vigili del Fuoco.”
“Una decisione che stava dentro un preciso piano strategico che aveva individuato nell’alta formazione una delle chiavi di rilancio della città, col potenziamento dell’Università, l’intuizione di portare all’Aquila il GSSI, la tessitura di una relazione con le altre strutture di ricerca e formazione.
Tutto cancellato dalla destra al governo della città che, in 8 anni, non è stata in grado di restituire una vocazione a quell’area, per poi rispondere con straordinaria solerzia, da un giorno all’altro, ai diktat del governo, buttando fuori l’Università da Collesapone – con tutti i pesanti disagi che ne sono conseguiti, con i danni incalcolabili causati alle studentesse e agli studenti oltre che ai docenti e al personale tecnico amministrativo a servizio dei corsi di Economia, e con i riflessi che ciò avrà nei prossimi mesi – per riaprire il carcere minorile mentre poco più in là, tra i ruderi della ex Caserma Rossi senza destinazione, si sta realizzando un parcheggio, col taglio indiscriminato di alberi sani, in un’area che avrebbe potuto rappresentare un campus scolastico nel verde a servizio del centro storico.
Un fallimento politico, sociale e culturale oltre che economico. Possibile non ci fossero davvero altre soluzioni? Davvero non poteva realizzarsi un Istituto altrove? D’altra parte, viene da chiedersi come mai i lavori a Collesapone siano proceduti così speditamente, a fronte dei ritardi insostenibili nel dare una svolta alla ricostruzione delle scuole cittadine e della disattenzione delle Istituzioni per le altre strutture universitarie ancora in attesa di vedere l’avvio dei lavori.”
“Evidentemente, le priorità sono altre e raccontano due diverse idee di città, di futuro: da un lato, chi ha lavorato negli anni per rendere L’Aquila una città accogliente, culturalmente viva, vocata all’alta formazione, alla cura, all’inclusione e al sostegno ai più fragili; dall’altro, chi sta sfasciando la città chiudendola su se stessa, costruendo celle dove c’erano aule universitarie, lasciando oltre 4 mila bambini in moduli scolastici provvisori mentre si investono milioni su palchi, feste e pavimentazioni, cementificando dove c’erano alberi, imponendo una deriva securitaria e repressiva invece di alimentare un tessuto capace di educare, formare e sostenere le giovani generazioni nella costruzione del loro futuro.”
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
L’Aquila, Campagna a 1927: "C’è fame, corriamo per la maglia. Col Teramo ci faremo sentire"
Il pareggio conquistato al 94’ ad Ancona, la costruzione di un gruppo quasi completamente nuovo e, soprattutto, il derby d’alta […]
Tetto agli alunni stranieri nelle classi, FLC CGIL: «Misura ideologica e inapplicabile»
Lattanzi: «La scuola non ha bisogno di percentuali o gabbie etniche, ma di risorse e investimenti concreti»
Addio a Rivelo Campagna, morto a 100 anni l’ultimo combattente della Brigata Maiella
Addio a Rivelo Campagna, morto a 100 anni l’ultimo combattente della Brigata Maiella. Una vita dedicata alla libertà e alla memoria della Resistenza.







