Referendum, SI-AVS L’Aquila: “Vogliono piegare la magistratura per trasformare il potere in arbitrio”

Referendum, SI-AVS L’Aquila: “Vogliono piegare la magistratura per trasformare il potere in arbitrio”
19 Mar 2026
“Siamo arrivati alla fine di questa campagna referendaria e una cosa è ormai evidente: la posta in gioco è enorme. Non è solo un voto tecnico su un aspetto specifico: è una battaglia democratica. Noi diciamo con forza, pur capendo alcune ragioni del sì, NO a questa riforma. NO a una magistratura resa più debole e più ricattabile; NO a un potere esecutivo che tenta di allungare le mani sulla giustizia; NO a un CSM trasformato in una lotteria che cancella competenze e indipendenza, negando ai giudici la capacità dell’autogoverno, della scelta; NO a chi continua a raccontare favole sui tempi della giustizia (che sicuramente non miglioreranno) per nascondere un disegno pericolosissimo. Questi mesi di confronto ci hanno dato un segnale diversi segnali: il primo è che la partecipazione è cresciuta, nonostante tutto e nonostante una brutta campagna referendaria”. Così dichiarano Pierluigi Iannarelli e Fabrizio Giustizieri (Sinistra Italiana L’Aquila-AVS)

“A dimostrarlo c’è un dato clamoroso: oltre 11.000 fuorisede hanno scelto di votare al referendum come rappresentanti di lista per Alleanza Verdi Sinistra. Un numero incredibile, senza precedenti. E questo ci dice due cose importanti. La prima: c’è una voglia enorme di partecipare, di metterci la faccia, di prendere posizione. Questa spinta arriva soprattutto dai più giovani, smentendo clamorosamente quei commentatori che continuano a dipingerli come disillusi o indifferenti. La seconda: questa mobilitazione è anche una risposta politica chiarissima a una scelta profondamente iniqua del governo, che ha negato il diritto di voto a 5 milioni di fuorisede, costringendo la maggior parte di loro a rinunciare a un diritto costituzionale o a spendere cifre assurde per poter votare. E allora sì: questa prova di partecipazione e democrazia dovrebbe essere una lezione, soprattutto per la destra. Perché mentre loro restringono i diritti, migliaia di persone li difendono.”

“Mentre loro chiudono porte, cittadini comuni le riaprono con la loro presenza, il loro impegno, la loro voce. La verità è che questa riforma non serve ai cittadini, serve solo a chi vuole decidere senza ostacoli, senza controlli, senza contrappesi. Vogliono piegare la magistratura per trasformare il potere in arbitrio. Vogliono i pieni poteri. Noi NO! Noi siamo contrari ai pieni poteri anche quando saremo noi a vincere le elezioni. Questo referendum è solo un tassello di un progetto più ampio: scardinare l’equilibrio costituzionale a colpi di propaganda. Lo abbiamo visto con i decreti Sicurezza, con gli attacchi alla libertà di espressione, con il premierato che punta a consegnare tutto, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, garanzie e contrappesi, nelle mani di una sola maggioranza. Stanno colpendo il cuore della nostra democrazia: il principio del limite, dell’equilibrio, del controllo reciproco tra i poteri. Noi diciamo NO, con la forza delle idee, con la passione civile, con il coraggio di chi non accetta che il Paese venga spinto verso un modello autoritario (e vediamo oltreoceano certe derive dove stanno portando…)”, concludono Iannarelli e Giustizieri.

Il 22 e il 23 marzo possiamo dare un segnale netto: l’Italia non si piega alle derive dei pieni poteri.

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