Pescara. Ascensore fuori servizio, persone con disabilità bloccate in casa

Pescara. Ascensore fuori servizio, persone con disabilità bloccate in casa
13 Gen 2026

La gestione dell’ennesimo guasto all’ascensore di un edificio di edilizia residenziale pubblica a Pescara solleva gravi interrogativi sull’operato dell’assessore comunale alle Politiche abitative Alfredo Cremonese e sulla reale capacità dell’Amministrazione di affrontare un problema che non può più essere derubricato a semplice disservizio.

Ancora una volta l’impianto è fuori uso e, ancora una volta, gli inquilini con disabilità restano di fatto sequestrati nelle proprie abitazioni. In alcuni casi, le persone non sono nemmeno riuscite a rientrare a casa. Una situazione intollerabile che configura una grave violazione dei diritti fondamentali, a partire dalla libertà personale.

A denunciarlo con forza è Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, consigliere nazionale della FISH – Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e componente dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
Secondo Ferrante, “qui non siamo davanti a una polemica politica, ma a persone con disabilità discriminate, private della possibilità di uscire, muoversi, vivere. Di fatto costrette agli arresti domiciliari per responsabilità riconducibili alla pubblica amministrazione”.

Di fronte a fatti così gravi, l’assessore Cremonese ha scelto di rifugiarsi in dichiarazioni demagogiche e prive di risposte concrete. “Invece di restare chiuso nella ‘stanza dei bottoni’ – sottolinea Ferrante – avrebbe dovuto recarsi immediatamente sul posto, incontrare le famiglie e lavorare con loro per individuare soluzioni praticabili”. Proporre, come è stato fatto, di abbandonare le abitazioni per trasferirsi altrove dimostra una totale mancanza di consapevolezza della gravità del problema e delle sue ricadute umane e sociali.

Il malfunzionamento della centralina tecnica dell’ascensore, infatti, non è un fatto episodico. Si tratta di un problema ricorrente, noto da tempo, che avrebbe richiesto un intervento strutturale. Nulla è stato fatto e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Senza una soluzione definitiva, la situazione è destinata a ripetersi, condannando ciclicamente le stesse persone a restare prigioniere nelle proprie case.

L’ascensore ha circa 25 anni e con ogni probabilità avrebbe dovuto essere sostituito da tempo con un impianto moderno e sicuro. Nel frattempo, il Comune di Pescara ha investito 715 mila euro nel progetto “Dopo di noi”, destinato a tre abitazioni, una delle quali situata proprio ai piani superiori di via Nenni. “Sarebbe stato logico – osserva Ferrante – garantire prima il funzionamento dell’ascensore, considerato che molte persone con disabilità devono necessariamente utilizzarlo per accedere a quei servizi”.

Non è certo sufficiente affiggere un cartello con gli orari degli uffici comunali, peraltro accompagnato da numeri telefonici a cui nessuno risponde. Sarebbe stato doveroso garantire la presenza di un assistente sul posto, predisporre un servoscala mobile con personale tecnico e assicurare almeno la gestione delle urgenze delle famiglie coinvolte.

“Se ci fosse stata una reale volontà di risolvere il problema – conclude Ferrante – sarebbe stato possibile accelerare l’arrivo del pezzo di ricambio. Oggi i sistemi di trasporto merci consentono consegne rapide anche dall’estero. Qui, invece, si è scelta l’inerzia”.

Per il presidente di Carrozzine Determinate, questa vicenda rappresenta “l’ennesima occasione persa” e l’ennesima dimostrazione di una politica che troppo spesso dimentica di uscire dai propri uffici per confrontarsi con chi i problemi li vive ogni giorno. “Le soluzioni reali – afferma – nascono solo dall’ascolto e dalla presenza”.

Ora, almeno, un atto appare doveroso: chiedere scusa e indicare con chiarezza quando l’ascensore tornerà a funzionare, affinché questi cittadini possano tornare liberi e non più prigionieri dell’incompetenza di chi avrebbe il dovere di tutelarli.


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