Riceviamo e pubblichiamo.
“Non è normale che nel 2026, per capire a che punto sia un’opera pubblica, un cittadino debba fare il lavoro di un RUP e ricostruirne la storia attraverso decine di determine, delibere e comunicati”.
È quanto dichiarano in una nota i Consiglieri comunali della Federazione “Il Passo Possibile” – Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia – Americo Di Benedetto e il Presidente dell’associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.
A partire dal 1° settembre, gli abitanti del civico 29 di via Fontesecco dovrebbero poter fare ritorno nelle proprie abitazioni, a seguito delle operazioni volte a ripristinare lo stato dei luoghi, delle parti comuni e di tutte le superfici sulle quali siano rimasti residui e materiali delle lavorazioni.
Se confermata, questa sarebbe certamente una buona notizia, ma anche quest’ultimo passaggio racconta la complessità e i ritardi di una vicenda che si trascina da anni. Il 23 ottobre 2023, con la posa della prima pietra del nuovo Ponte Belvedere, venivano annunciati circa 200 giorni di lavoro per la riconsegna dell’opera. Da allora, però, di giorni ne sono passati oltre mille e, nel frattempo, diverse scadenze sono state superate, il cronoprogramma è cambiato e i costi sono aumentati.
Il problema delle tempistiche e dei costi, quali parametri spesso incerti, non riguarda solo il Ponte. Proprio in questi giorni, un articolo di stampa ha richiamato l’attenzione su due importanti opere per la città: il secondo lotto della scuola secondaria Dante Alighieri di Paganica, del valore di circa 5,8 milioni di euro, e la ristrutturazione dell’Hotel Cristallo a Fonte Cerreto, per circa 850 mila euro, per le quali le procedure di gara sembrerebbero essere in una fase di stallo.
Tre opere diverse, tre situazioni diverse, ma un’esigenza comune: poter seguire pubblicamente e in modo semplice il percorso che porta dalla programmazione alla realizzazione.
Per questo motivo riteniamo che L’Aquila debba fare un passo in avanti.
Riteniamo che queste vicende sollevino una questione politica molto più ampia: quanto è complesso per un cittadino capire davvero a che punto sia un’opera pubblica?
“Trasparenza” non significa limitarsi a pubblicare una determina o una delibera, ma anche poter ricostruire con immediatezza la storia di un’opera pubblica: quanto era previsto che costasse, quando sarebbe dovuta essere conclusa, quali i cambiamenti in corso d’opera e per quali ragioni. E, soprattutto, significa che le informazioni pubblicate devono essere aggiornate.
Il Comune dell’Aquila, peraltro, aveva già compreso l’importanza di mettere a disposizione dei cittadini informazioni sullo stato di avanzamento delle opere. Infatti, tra i meandri del Portale Amministrazione Trasparente è disponibile una “Consultazione pubblica procedimenti del Settore Ricostruzione Pubblica – Disability Manager”, realizzata con l’obiettivo di fornire informazioni sullo stato di avanzamento dei procedimenti relativi alla ricostruzione pubblica.
Il problema è che l’ultimo aggiornamento risale al 20 maggio 2021. Nella stessa mappa, ad esempio, Palazzo Margherita risulta ancora indicato come “lavori in corso”, nonostante l’edificio sia stato inaugurato nel dicembre 2023. Esempio concreto di una criticità che non può essere ignorata.
Non è necessario creare l’ennesimo contenitore; sarebbe opportuno mettere a sistema ciò che già esiste, integrando le diverse fonti e costruendo un vero e proprio cruscotto pubblico delle opere della città, direttamente accessibile dalla home page del sito istituzionale del Comune.
Uno strumento che consenta di visualizzare, per ogni opera strategica (non solo quelle legate al filone della ricostruzione pubblica), i tempi previsti e quelli effettivi, i costi preventivati in sede di gara, le varianti, le sospensioni e gli scostamenti economici.
Se un’opera doveva essere completata entro una determinata data e tale data viene posticipata, il cittadino deve poter vedere entrambe le date, insieme alle motivazioni che hanno determinato il cambiamento e agli eventuali maggiori costi che la comunità dovrà sostenere.
L’Aquila, peraltro, parte da una condizione particolarmente favorevole: ha già una significativa esperienza locale in materia di open data e il Comune ha già collaborato con l’Università degli Studi dell’Aquila, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e gli Uffici Speciali per la Ricostruzione per la realizzazione di “Open Data L’Aquila”, un progetto di ricerca del Gran Sasso Science Institute nato con l’obiettivo di rendere i dati pubblici accessibili, leggibili e utilizzabili.
Manca, a nostro avviso, il passaggio dalla semplice disponibilità dei dati alla loro effettiva utilizzabilità da parte dei cittadini.
Per questo motivo, presenteremo una mozione in Consiglio comunale affinché l’Amministrazione valuti la possibilità di realizzare un sistema pubblico e aggiornato per il monitoraggio delle principali opere della città, verificando anche la possibilità di integrarlo con le esperienze e le banche dati già disponibili, inclusa la piattaforma “Open Data L’Aquila” e rendendolo direttamente accessibile dal portale istituzionale del Comune.
Il Ponte Belvedere, la scuola Dante Alighieri, l’Hotel Cristallo, e tutte le altre opere pubbliche non sono semplici procedimenti amministrativi, ma risorse pubbliche, cantieri che incidono sulla vita quotidiana e impegni assunti nei confronti della città.
Un’opera pubblica, non appartiene a chi la inaugura, ma ai cittadini che la finanziano, che l’aspettano e che hanno il diritto di sapere quando sarà pronta.
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