Si è svolta ieri sera a L’Aquila una partecipata manifestazione di solidarietà a sostegno del Movimento Celestiniano, promossa in risposta alle recenti vicende che hanno coinvolto l’associazione. Cittadini, rappresentanti del mondo culturale e realtà associative si sono ritrovati per esprimere vicinanza ai migranti e ribadire il valore del percorso portato avanti dal Movimento, ispirato ai principi di accoglienza, dialogo e spiritualità legati alla figura di Celestino V.
Segue il comunicato stampa del PD L’Aquila.
C’è una parte di città che non si arrende alla cattiveria, che non cede all’egoismo, che sa praticare l’accoglienza e la solidarietà.
Se la scorsa notte trenta ragazzi hanno potuto dormire al caldo, su una brandina, e non per strada, al gelo dell’inverno, sotto un cartone, è per l’intervento di una rete solidale estesa, fatta di centinaia e centinaia di cittadine e cittadini che dal basso, con una mobilitazione commovente e per certi versi sorprendente, hanno voluto offrire sostegno, energie e risorse al Movimento celestiniano della Fraterna Tau che, sebbene sotto attacco dell’amministrazione comunale, ha coraggiosamente aperto le sue porte ai giovanissimi ragazzi venuti dall’Afghanistan e dal Pakistan in cerca di un futuro, di una possibilità.
Cittadine e cittadini si sono ritrovati spontaneamente per rispondere all’appello di Pierino Giorgi portando coperte, piumoni, giubbotti, cappelli, scarpe, intimo, sacchi a pelo e cibo a chi ne aveva bisogno.
C’eravamo anche noi, e ne siamo profondamente orgogliosi: il Partito democratico dell’Aquila è a disposizione, in qualsiasi modo sarà ritenuto utile, fuori e dentro il Consiglio comunale, per sostenere questa straordinaria rete di solidarietà e per dare il massimo supporto al Movimento celestiniano e alle sue attività.
Contro ogni strumentale minaccia, vogliamo ribadire che il complesso celestiniano di San Bernardino è un bene essenziale per la città, che offre un letto, un cibo caldo, una parola di conforto a chiunque ne abbia bisogno. Un bene pubblico che va difeso, in ogni modo e in ogni sede.
La mobilitazione di ieri sera è la migliore risposta possibile ai deliri di una destra che sta mostrando il suo volto nero ovunque nel modo, dagli scenari internazionali fino alla città di Celestino, che dovrebbe parlare di solidarietà e accoglienza: il volto della crudeltà che non si nasconde ma si ostenta, come fatto dall’assessore leghista De Santis, pensando (in parte a ragione, purtroppo) di ottenere così consenso.
Ricordiamo a De Santis, agli assessori comunali silenti e al sindaco Biondi che, dinanzi a giovani che dormono al ghiaccio prova a far finta di niente, parlando di altro, che la gestione dell’immigrazione è una diretta competenza del Governo che la esercita tramite le Prefetture: cosa sarebbe successo, ci chiediamo, se al Governo del paese ci fosse un esecutivo di centrosinistra e non la destra di Giorgia Meloni che, fino a qualche tempo fa, prometteva di inseguire gli scafisti “in tutto il blocco terracqueo” e dimostra oggi, al contrario, di non avere alcuna capacità di gestire i flussi migratori?
Conosciamo la risposta: si sarebbe parlato di invasione, di sostituzione etnica, si sarebbe alimentato un clima di odio e di paura strumentalizzando politicamente la vicenda, a fini elettorali e di consenso.
Al contrario, oggi la destra da un lato approva il Decreto flussi più imponente della storia per dare risposta alle esigenze di manodopera delle imprese, dall’altro, incapace di offrire percorsi di accoglienza virtuosi avendo smantellato il sistema Sprar che consentiva una redistribuzione dei migranti sui territori, abbandona coloro che arrivano in Italia per strada, privi di prospettive, per poi rovesciare su di loro odio e disprezzo, provando così a trarre comunque consenso politico.
Sciacallaggio politico.
Succede anche a L’Aquila, capitale italiana della cultura, dove l’amministrazione, invece di rispondere alla richiesta di una accoglienza in emergenza nel mentre la Prefettura si occupa di attivare i percorsi CAS per i richiedenti, minaccia chiunque si mobiliti per non lasciare al gelo dei ragazzi giovanissimi e spaesati, intimando di lasciarli al freddo, per strada.
Si guardi a ciò che, proprio in queste ore, è accaduto a Trento, dove il sindaco, dinanzi a 24 migranti in difficoltà, ha immediatamente aperto un ricovero pubblico gestito dalle associazioni di settore; si guardi a Pescara o a Giulianova, città governate dalla destra, dove esistono dormitori pubblici per gestire le emergenze.
Chiediamo da anni che ne venga aperto uno anche all’Aquila, purtroppo inascoltati. Si preferisce giocare a fare gli sceriffi sulla pelle dei più bisognosi.
Una vergogna.
Nella città di Celestino, si lasciano consapevolmente degli esseri umani, di cui si ha piena contezza in quanto registrati in Prefettura, al freddo e al gelo. Potrebbe configurarsi l’omissione di soccorso, considerate le temperature di questi giorni. Ed è ingiusto che l’onere dell’assistenza venga demandato alle associazioni; servirebbe una cooperazione virtuosa tra associazionismo e istituzioni.
Di certo, fino a quando l’amministrazione Biondi continuerà a mostrare cattiveria e disumanità, noi continueremo ad aiutarci ed aiutare il prossimo, perché è così che si ricostruisce una comunità, tanto più se è stata colpita, come la nostra, da una catastrofe che ci ha fatto conoscere il dolore e la sofferenza di non avere più all’improvviso alcuna certezza, e in primis un tetto sotto il quale dormire.
Politicamente non lasceremo un centimetro alla politica della crudeltà che dobbiamo contrastare in ogni modo, a partire dalla terza commissione che abbiamo già richiesto sul tema dell’accoglienza. E’ inaccettabile che 30 ragazzi vengano raccontati come un problema di sicurezza e ordine pubblico, che si neghi loro dignità nell’assistenza e nell’accoglienza, mentre si spendono oltre 500mila euro per una cerimonia inaugurale di qualche ora della Capitale italiana della cultura.
E’ inaccettabile e vergognoso.
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