Migranti a L’Aquila, De Santis: “No ai dormitori improvvisati”. L’Aquila Protagonista: “Servono politiche sociali serie”

Migranti a L’Aquila, De Santis: “No ai dormitori improvvisati”. L’Aquila Protagonista: “Servono politiche sociali serie”
07 Gen 2026

Il dibattito sull’ipotesi di utilizzare la ex Chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi come dormitorio per richiedenti asilo accende il confronto politico a L’Aquila. L’assessore comunale Francesco De Santis respinge l’idea di una struttura improvvisata, rivendicando il rispetto di legalità e competenze istituzionali e chiamando il Partito Democratico alla coerenza, il gruppo consiliare L’Aquila Protagonista invita a superare slogan e contrapposizioni, sottolineando il lavoro già in essere dell’amministrazione comunale nelle politiche sociali e nell’accoglienza programmata.

Di seguito, i comunicati integrali.

Posizione dell’Assessore Francesco De Santis

“Noi già gestiamo minori stranieri, il PD sia coerente aprendo porte sede di partito”

“Basta strumentalizzare la sofferenza. Il Comune dell’Aquila ha una posizione chiara: l’ex chiesa in Piazza D’Armi non ha alcun titolo per diventare un dormitorio e non permetteremo che una struttura destinata alla demolizione venga occupata abusivamente per riempirla di richiedenti asilo. La gestione dell’immigrazione non é di nostra competenza, mentre é nostra responsabilità garantire sicurezza e legalità nella nostra città.

Noi gestiamo già, con non poche difficoltà, le strutture per i minori. Il boccheggiante Partito Democratico, che con un’arroganza degna di miglior causa, si é fatto promotore di nobili proclami e presunte celestiniane intenzioni, é nelle condizioni di essere coerente con quello che propone: apra la propria sede di partito in Via Paganica, in pieno centro storico. Sono oltre 150 mq riscaldati e accoglienti, nei quali potranno ospitare per le prossime notti tutti i richiedenti asilo che vorranno”.

Posizione del gruppo consiliare L’Aquila Protagonista

“Chiesa San Bernardino: stop agli slogan, serietà nelle politiche sociali”

L’AQUILA – “Seguiamo con attenzione la vicenda relativa alle ipotesi di utilizzo della struttura di San Bernardino in Piazza d’Armi emerse nel dibattito pubblico. È opportuno chiarire sin da subito che non esiste alcuna autorizzazione comunale per la realizzazione di un dormitorio all’interno della struttura. Allo stesso tempo, è necessario sottrarre il tema a letture semplificate che rischiano di alimentare divisioni e tensioni senza offrire soluzioni reali. Il disagio sociale non si governa con annunci o contrapposizioni ideologiche, ma con politiche pubbliche serie, continue e misurabili”.

Intervengono così sul dibattito apertosi in città relativo alla realizzazione di un dormitorio nella Chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi i consiglieri comunali Alessandro Maccarone, Laura Cococcetta, Maria Luisa Ianni, Guglielmo Santella, Luigi Faccia e Stefano Flamini, del gruppo consiliare L’Aquila Protagonista.

“Va ricordato che le politiche sociali del Comune dell’Aquila, guidate dall’assessore Manuela Tursini, sono attive e pienamente operative per rispondere alle necessità di competenza comunale. Attraverso una rete di interventi strutturati l’amministrazione garantisce quotidianamente attenzione concreta alle fragilità, con politiche strutturali e non improvvisazioni o soluzioni estemporanee”.

“I senza fissa dimora sono supportati all’interno del progetto ‘Homeless ed Invisibili’, che nasce per la prima volta con questo assessorato ed è una delle più importanti azioni messe in campo dall’amministrazione Biondi, che mira a restituire dignità abitativa e lavorativa ai senza fissa dimora e agli invisibili che vivono ai margini della nostra società, attraverso una presa in carico complessiva, nel rispetto della dignità delle persone e della sicurezza della comunità. Inoltre il SAI – Servizio Accoglienza ed Integrazione, di competenza dell’assessorato alle Politiche Sociali, si conferma un modello d’eccellenza e garantisce interventi multidisciplinari che spaziano dal supporto psicologico e legale ai corsi di lingua e all’inserimento lavorativo, assicurando una reale integrazione socio-economica. È con questo assessorato che il SAI è stato potenziato, aumentando considerevolmente il numero dei beneficiari. Su competenze extra comunali, quali la gestione degli immigrati adulti, siamo pronti alla massima collaborazione istituzionale”.

“L’Aquila ha dimostrato nel tempo di essere una città capace di inclusione, come avvenuto in occasioni difficili e straordinarie, dall’accoglienza dei cittadini afghani fino a quella delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Un’esperienza che richiama chi amministra a tenere insieme legalità, solidarietà e senso delle istituzioni. È proprio questo equilibrio, e non la ricerca del consenso facile, a qualificare l’azione di governo di una comunità locale. Chi ha davvero a cuore la sicurezza della città sa che i problemi complessi non si risolvono con slogan, ma con istituzioni che funzionano e politiche che durano nel tempo”.

“L’ipotesi di un dormitorio improvvisato resta fuori da ogni programmazione nell’indirizzo politico dell’Amministrazione. Su temi che riguardano l’immigrazione, dove strumenti e competenze non sono comunali, l’attenzione resta altissima e continueremo ad affrontare questi temi con percorsi legittimi e condivisi”.

“Sull’accoglienza la risposta non può essere affidata a semplificazioni o forzature, ma alla costruzione di un serio e legittimo percorso con le istituzioni preposte. L’Aquila ha bisogno di politiche che governino i problemi, senza populismi che li amplifichino”, concludono.


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