Metamorfosi, Sinistra Aquilana: «Salvare il Tribunale di Sulmona»

Metamorfosi, Sinistra Aquilana: «Salvare il Tribunale di Sulmona»
06 Nov 2026

Dopo l’operazione antimafia in Valle Peligna, La Sinistra Aquilana chiede di rafforzare i presidi dello Stato e investire in giustizia, sicurezza e prevenzione.

L’operazione antimafia “Metamorfosi”, condotta a Sulmona e in Valle Peligna, impone una riflessione che va oltre la cronaca giudiziaria e chiama in causa il ruolo dello Stato, la tenuta delle istituzioni e le politiche di prevenzione della criminalità organizzata. A intervenire è La Sinistra Aquilana, che richiama la necessità di salvaguardare il Tribunale e la Procura della Repubblica di Sulmona, rafforzare gli organici delle forze dell’ordine e investire nel sistema penitenziario e nei servizi territoriali.

Il Tribunale di Sulmona come presidio di legalità

Il primo punto sollevato da La Sinistra Aquilana riguarda la difesa del Tribunale di Sulmona. Un ufficio giudiziario, sottolinea il gruppo, non rappresenta soltanto un servizio per i cittadini, ma costituisce un presidio fondamentale di legalità, soprattutto in un territorio caratterizzato da fragilità economiche e sociali.

Per questo, continuare a ipotizzarne la soppressione in nome di una presunta razionalizzazione della spesa pubblica significherebbe non considerare adeguatamente le esigenze della comunità.

Sulmona ospita inoltre uno degli istituti penitenziari più complessi del Paese, con circa 650 detenuti e una significativa presenza di esponenti della criminalità organizzata. Una realtà che, secondo La Sinistra Aquilana, richiederebbe risorse straordinarie e che invece deve fare i conti con gravi carenze di personale: dalla Polizia penitenziaria alle figure educative, fino agli operatori del supporto psicologico e sociale.

Alle criticità del carcere si aggiungono quelle relative agli organici delle forze dell’ordine sul territorio, già denunciate dalle organizzazioni sindacali. Non è possibile, sostiene il gruppo, concentrare in un’area così circoscritta una struttura penitenziaria di tale complessità senza garantire un adeguato rafforzamento dei presidi di sicurezza, giustizia e prevenzione.

Operazione Metamorfosi, il tema del reinserimento

La Sinistra Aquilana richiama anche un passaggio dell’inchiesta: secondo le ipotesi investigative, uno dei presunti protagonisti dell’organizzazione criminale sarebbe un soggetto già condannato per associazione mafiosa, stabilitosi a Sulmona dopo aver scontato la propria pena.

Ferma restando la presunzione di innocenza, questa circostanza pone, secondo il gruppo, una questione legata alla necessità di garantire percorsi effettivi di reinserimento sociale e un’attenta attività di prevenzione, per evitare che possano ricostituirsi reti e relazioni criminali.

La Valle Peligna è un territorio segnato da impoverimento economico, spopolamento e progressivo indebolimento dei servizi pubblici. Condizioni che possono favorire l’insediamento delle organizzazioni criminali, capaci di sfruttare le fragilità sociali ed economiche e di inserirsi negli spazi lasciati scoperti dalle istituzioni.

Le richieste al Governo: giustizia, sicurezza e investimenti

Nel suo intervento, La Sinistra Aquilana evidenzia quella che considera una contraddizione nelle politiche sulla sicurezza: da una parte, il tema viene spesso utilizzato come bandiera propagandistica; dall’altra, non vengono garantite risorse adeguate alla giustizia, alle forze dell’ordine, al sistema penitenziario e ai servizi territoriali.

La criminalità organizzata, si sottolinea, non si combatte soltanto aumentando le pene o intervenendo quando le organizzazioni sono ormai strutturate. Servono anche prevenzione, lavoro, coesione sociale e una presenza quotidiana dello Stato.

Da qui l’appello al Governo e al Parlamento affinché si assumano la responsabilità di garantire, attraverso un intervento legislativo definitivo, la salvaguardia del Tribunale e della Procura della Repubblica di Sulmona, superando la logica delle continue proroghe.

La richiesta comprende inoltre il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, investimenti adeguati nel sistema penitenziario e politiche concrete di sviluppo economico e sociale per la Valle Peligna.

La cultura della legalità parte dalla vita quotidiana

La riflessione di La Sinistra Aquilana si allarga oltre le responsabilità della magistratura e delle forze dell’ordine, chiamando in causa la politica, le istituzioni e l’intera società.

La lotta alla criminalità organizzata, secondo il gruppo, deve partire anche dalle scuole, attraverso l’educazione al rispetto delle regole, dei diritti e delle persone. È necessario trasmettere alle nuove generazioni il valore e il coraggio di saper dire no quando qualcuno pretende di aggirare le regole, ottenere privilegi indebiti o affermare i propri interessi a discapito dei diritti altrui.

La legalità si costruisce anche attraverso la trasparenza della pubblica amministrazione, il contrasto alle commistioni tra politica e affari e il rifiuto di ogni forma di clientelismo. Una cultura nella quale i diritti non vengano trasformati in favori e le istituzioni non diventino strumenti di gestione del potere.

Un ruolo centrale spetta anche a chi esercita una funzione pubblica, chiamato a mantenere comportamenti improntati alla correttezza, all’imparzialità e al rispetto delle regole. La credibilità delle istituzioni, infatti, dipende anche dalla condotta di chi le rappresenta.

Per La Sinistra Aquilana, esiste un terreno culturale sul quale l’illegalità può trovare spazio molto prima che si manifestino fenomeni di criminalità organizzata: quello in cui la raccomandazione viene considerata normale, il privilegio tollerabile, il favore personale inevitabile e l’utilizzo di una posizione di potere per ottenere ciò che non spetta diventa una pratica accettata.

È proprio sottraendo legittimità a questi comportamenti e costruendo una cultura diffusa della responsabilità che si può togliere spazio a chi vive di malaffare, sopraffazione e criminalità.

Il messaggio conclusivo è chiaro: la lotta alle mafie comincia molto prima delle indagini e degli arresti. Parte dalla qualità della democrazia, dalla trasparenza delle istituzioni e dalla capacità di una comunità di riconoscere e rifiutare ogni forma di illegalità, anche quando appare piccola, conveniente o socialmente accettata.

Perché, conclude La Sinistra Aquilana, non può esistere una lotta credibile alla criminalità organizzata senza una cultura della legalità praticata quotidianamente, a partire da chi ha maggiori responsabilità pubbliche.


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