Riceviamo dalla consigliera comunale Simona Giannangeli del gruppo L’Aquila Coraggiosa il comunicato stampa che segue.
Ho depositato un ordine del giorno, a firma anche della consigliera Pezzopane, avente ad oggetto “sostegno alla Global Sumud Flotilla e richiesta di azioni a tutela della sicurezza dei connazionali e dell’accesso umanitario a Gaza. Condanna di Netanyahu e del governo israeliano per gli attacchi di terra nella Striscia di Gaza, avviati dal 15 settembre 2025 con l’accerchiamento di Gaza City. Richiesta al governo italiano di interruzione di ogni relazione politica ed economica con Israele. Riconoscimento dello Stato di Palestina”.
Lunedì 22 settembre 2025, nel corso della seduta del Consiglio comunale dell’Aquila, chiederò che sia iscritto alla discussione.
La maggioranza ha bocciato finora tutti gli ordini del giorno che ho presentato relativi al genocidio in corso nella Striscia di Gaza.
In sintesi, nell’ordine del giorno si sottolinea che la Global Sumud Flotilla, alla quale partecipano numerose e numerosi esponenti italiani (anche parlamentari), intende rompere l’assedio economico imposto nella Striscia di Gaza dal governo israeliano e consegnare aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza, stremata da quasi tre anni di bombardamenti indiscriminati, uccisa dalla fame e dalla sete, annichilita per la perdita di circa 65.000,00 vite umane.
Bambine e bambini, popolazione anziana, giornaliste e giornalisti, mediche e medici, operatrici ed operatori umanitari.
Un genocidio che non si ferma.
Nel richiamare i principi della Costituzione e delle principali normative nazionali e internazionali sul tema degli aiuti umanitari, è evidente che la comunità internazionale e l’Italia, nello specifico, devono garantire la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale umanitario e la sicurezza di quante e quanti si trovano a bordo delle imbarcazioni che raggiungeranno la Striscia di Gaza.
Nella notte tra il 15 ed il 16 settembre 2025 è iniziato il pesantissimo attacco di terra da parte dell’IDF a Gaza City, in cui sono penetrati tank con colpi di artiglieria, droni e bombe, con almeno 78 persone uccise e 350 mila evacuati fino al momento in cui si scrive. Fonti militari riportano come l’Idf controlli già il 40% della città.
Il ministro degli esteri israeliano Katz ha dichiarato con esultanza “Gaza brucia”, Netanyahu ha affermato “Operazione significativa”, 78 morti, 350 mila evacuati.
“Crediamo che si debba arrivare ad un cessate il fuoco e debba finire questa carneficina a Gaza. Israele deve arrivare a un cessate il fuoco. Serve un percorso che deve portare a due Stati in questo territorio, Israele e lo Stato Palestinese, che si riconoscano e possano vivere in pace. Per fare tutto questo, naturalmente, poi serve riunificare Gaza con la Cisgiordania”. Parole del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Nell’ordine del giorno chiedo che Sindaco e Giunta si impegnino a condannare l’azione di genocidio del popolo palestinese in corso nella Striscia di Gaza ed il massiccio attacco di terra sferrato dalle forze militari israeliane a partire dalla notte tra il 15 ed il 16 settembre 2025.
A fare pressione sul governo nazionale, affinchè lo stesso esprima la ferma condanna dell’azione di Netanyahu nella Striscia di Gaza e nei territori occupati ed interrompa i rapporti politici ed economici con Israele. A fare pressione sul governo nazionale, affinchè sia riconosciuto lo Stato di Palestina.
A sollecitare il governo nazionale, affinchè assuma ogni iniziativa utile a garantire il libero afflusso di aiuti umanitari e la tutela dei diritti fondamentali della popolazione civile.
A vigilare, per quanto di competenza e attraverso le comunicazioni con la Prefettura e le autorità competenti, sulla sicurezza delle cittadine e dei cittadini italiani e non che partecipano alle iniziative umanitarie legate alla Global Sumud Flotilla.
A sollecitare il governo nazionale ad adoperarsi in tutte le sedi diplomatiche e internazionali per garantire la sicurezza dei connazionali e non partecipanti e per assicurare che gli aiuti umanitari raggiungano effettivamente la popolazione civile di Gaza.
A chiedere al Governo di sostenere, nel rispetto del diritto internazionale, ogni iniziativa volta ad interrompere l’assedio di Gaza e a garantire un corridoio umanitario sicuro e stabile.
A trasmettere il presente ordine del giorno, una volta approvato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alla Prefettura dell’Aquila e all’ANCI.
Lunedì 22 settembre sarà anche il giorno dello sciopero indetto dai sindacati di base per rompere il silenzio sul genocidio in corso, bloccando l’economia di un paese complice come l’Italia, per dichiarare il sostegno alla Global Sumud Flotilla, per chiedere la tutela delle donne e degli uomini a bordo delle navi che viaggiano verso Gaza, per rompere il blocco e portare aiuti alla popolazione gazawa.
Lo sciopero proclamato è fondamentale per rompere il silenzio complice e omertoso del governo italiano, completamente suddito del governo di Netanyahu e si chiederà con forza di sostenere azioni contro Israele, laddove il governo è impegnato a ad alzare al 5% del Pil le spese militari.
Auspico che lo sciopero indetto per il 22 settembre sia un momento in cui il paese si fermerà, con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori; auspico che ci sia una partecipazione forte e significativa del mondo della scuola, perché dai luoghi del sapere e della conoscenza arrivi il segnale forte di denuncia del genocidio del popolo palestinese.
Dalla scuola pubblica può e deve venire un messaggio efficace e degno, per educare le generazioni ai principi di giustizia e di solidarietà internazionale, non già alla normalizzazione delle azioni genocidarie di Israele, per ricordare che nella Striscia di Gaza il diritto ad essere bambine e bambini è stato ucciso.
Le famiglie, le madri e i padri, le bambine e i bambini, trucidati in questo vergognoso genocidio, sono le stesse e gli stessi accolte ogni giorno nelle nostre classi, hanno gli stessi diritti e necessitano delle stesse tutele.
Sono tantissime le docenti e i docenti che in Italia e, in particolare nella nostra città, che hanno già dichiarato apertamente la loro adesione allo sciopero del 22 settembre e auspico se ne aggiungano sempre di più, affinché la voce di una scuola che deve educare al valore della pace si alzi forte, ricordando che l’insegnamento più grande resta quello che la nostra Costituzione dichiara in modo preciso e inequivocabile: l’Italia ripudia la guerra.
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