La maggioranza di centrodestra continua a eludere la questione delle società partecipate. È questa l’accusa mossa dalle opposizioni dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale sono stati respinti tutti gli emendamenti presentati con l’obiettivo – spiegano i consiglieri – di dare un contributo costruttivo alla gestione delle difficoltà che attraversano le aziende municipalizzate.
Dal bilancio consolidato approvato in aula emerge un quadro a doppia velocità: da una parte l’intensificarsi di eventi e manifestazioni, dall’altra servizi essenziali sempre più in sofferenza. La fotografia più preoccupante riguarda ASM spa, alle prese con una crisi definita dagli esponenti di minoranza “ad un passo dall’essere irrecuperabile”.
Già da domani, infatti, 14 lavoratori interinali resteranno senza contratto a causa dei debiti che l’azienda ha nei confronti della società interinale. Una riduzione di personale che si traduce in meno servizi e in nuovi posti di lavoro persi. Rimane irrisolta, inoltre, la vicenda del concorso bandito nel 2022 per l’assunzione di operatori ecologici: dopo la prima prova del 2023 tutto si è fermato, lasciando nel limbo decine di candidati.
Secondo i consiglieri di opposizione, ASM “non vive, ma sopravvive”: i numeri parlano di perdite per 170mila euro e di un indebitamento complessivo vicino ai 9 milioni, di cui 7 milioni verso fornitori. Una situazione che rischia di degenerare in messe in mora, pignoramenti e interruzione di servizi vitali come raccolta rifiuti, spazzamento stradale e gestione dei cimiteri.
“Il tempo è scaduto – hanno dichiarato Paolo Romano (L’Aquila Nuova), Lorenzo Rotellini (Avs), Elia Serpetti e Massimo Scimia (Il Passo Possibile) –. Servono subito misure strutturali: adeguamento del contratto di servizio, ricapitalizzazione della società, un vero piano industriale, riduzione dei costi di esercizio e contributi straordinari per garantire la continuità”.
Ma i rilievi delle opposizioni non riguardano solo ASM. Sul bilancio consolidato, se da una parte la maggioranza rivendica un patrimonio netto oltre il miliardo, dall’altra vengono evidenziate criticità pesanti: gran parte dell’avanzo deriva da entrate straordinarie e l’indebitamento complessivo supera 1,1 miliardi, quasi interamente verso fornitori.
Restano aperti due interrogativi politici: quali strategie intende adottare la Giunta per ridurre i tempi di pagamento e contenere l’esposizione debitoria? E, soprattutto, quale modello di gestione dei servizi pubblici locali si vuole perseguire: società in house sempre più in affanno o una riorganizzazione orientata a efficienza, qualità e sostenibilità?
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