Di Nunzia Masci
L’AQUILA – Un netto no alle dinamiche di speculazione edilizia e un forte appello per rimettere al centro della pianificazione urbana l’interesse pubblico, la tutela del verde e la qualità della vita dei cittadini. È questo il cuore delle proposte elaborate in modo congiunto dal Comitatus Aquilanus, dal SUNIA e dalla sezione locale di Conalpa ETS in risposta al bando per il Piano Urbanistico Comunale (PUC) promosso dal Comune dell’Aquila. I dettagli del documento sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede del Comitatus Aquilanus, dove il presidente Antonio Perrotti ha espresso forte preoccupazione per i criteri di partecipazione prescelti dall’amministrazione. “Chi può concorrere al bando e partecipare sono i proprietari di terreno muniti di posta certificata. Altri cittadini, le associazioni, Legambiente, WWF, i partiti, i sindacati non sono ammessi. Quindi c’è una grande esclusione della parte pubblica, dell’interesse pubblico, che invece il piano ha il compito primario di perseguire, perché la pianificazione serve ad evitare caos negli interventi e a programmare una città che nel futuro abbia un ruolo, la capacità di concorrenza e qualità della vita urbana per i cittadini”, ha denunciato Perrotti.
La visione alternativa avanzata dalle associazioni parte dalla valorizzazione dell’ambiente e dalla riqualificazione dei quartieri. “Noi ripartiamo dal Parco Fluviale del Aterno che va dalla Necropoli di Fossa ad Amiternum, che viene riconnesso addirittura con Roio e con il Parco del pomerio urbano. Poi c’è tutta la riproposizione degli standard del vecchio piano, dove il verde e i parcheggi andrebbero triplicati, invece c’è il rischio che siano oggetto di operazioni immobiliari e di addensamento edilizio”, ha spiegato il presidente del Comitatus Aquilanus. Tra gli interventi puntuali delineati figurano il completamento di Piazza d’Armi con la realizzazione di “un bosco urbano per i bambini, per la città, per tutta la conurbazione di Pettino Sant’Anza” e il recupero di Valle Pretara, dove al posto dei soliti maquillage si propone “un centro sociale, sportivo, ricreativo e una sala polifunzionale al servizio del quartiere”. Altro tema cruciale sollevato riguarda la gestione delle emergenze abitative post-sisma e l’impatto sul suolo. “Chiediamo da un anno al comune un piano organico per l’utilizzo, il recupero e la dismissione del piano casa e dei MAP, ai quali bisogna aggiungere le 3.500 casette a tempo di cui nessuno parla e che occupano circa 200 ettari. Quando lo cominciamo a fare un ragionamento trasparente e organico che i cittadini capiscano?”, ha concluso Perrotti, prospettando un modello di città ad alta qualità urbana fondato sul rispetto dei confini, del verde e degli standard ambientali.
A sostenere con convinzione la linea definita da Antonio Perrotti è la sezione aquilana di Conalpa ETS. La presidente della sezione locale e segretaria nazionale del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, Katia Romano, ha ribadito l’importanza fondamentale di garantire i criteri di tutela tracciati nella proposta. “Riteniamo fondamentale preservare il patrimonio verde, elemento essenziale per la qualità della vita, l’equilibrio ambientale e la valorizzazione del paesaggio aquilano. La conservazione del verde non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma un impegno concreto verso le generazioni presenti e future e verso la salvaguardia dell’identità del nostro territorio”, ha dichiarato Romano a margine della presentazione.
Al termine della conferenza stampa, i rappresentanti delle associazioni si sono recati insieme negli uffici preposti del Comune dell’Aquila per completare la procedura formale e depositare ufficialmente il loro documento di proposte nei tempi richiesti dal bando.
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