Italia-Albania, è scontro fra Governo e Magistratura

Italia-Albania, è scontro fra Governo e Magistratura
01 Lug 2025

di AP

 

Nuove tensioni in Italia tra Governo e Magistratura.

L’Ufficio del Massimario della Cassazione ha analizzato, in 129 pagine, il decreto Sicurezza, rilevando il mancato rispetto dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza, norme troppo eterogenee, prive di unitarietà, misure penali sproporzionate e utilizzo dello strumento del decreto-legge in modo improprio, come scorciatoia politica. Ora la Cassazione ha sollevato altre evidenze circa l’accordo tra Italia e Albania riguardante la gestione dei migranti.

La Suprema Corte ha evidenziato possibili incompatibilità del protocollo con la Costituzione italiana e il diritto internazionale e lo ha fatto con una relazione che, differentemente da quella sul decreto sicurezza, è stata redatta dal servizio civile, non dal penale, ed è datata 18 giugno.

Un’analisi giuridica di tutte le problematiche connesse ai centri di Shengjin e Gjader. Il documento, di 48 pagine, prende le mosse dalla legge di conversione del decreto che, alla fine di marzo, ha ampliato l’utilizzo di queste strutture – inizialmente destinate solo ai richiedenti asilo mai entrati in Italia – anche ai migranti “irregolari” già presenti nel Paese. L’analisi esamina inoltre le criticità insite nella stessa legge di ratifica del protocollo.

L’ordinanza, accogliendo l’eccezione presentata dai legali di un cittadino tunisino, mette in discussione in primo luogo il trasferimento forzato di individui verso un Paese terzo, esterno all’Unione Europea, nell’ambito di procedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sulla libertà personale. Secondo i giudici, tale prassi contrasta con l’articolo 13 della Costituzione e non assicura le garanzie fondamentali stabilite dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ma non è tutto. La Corte di Cassazione evidenzia anche che il diritto d’asilo, sancito dall’articolo 10 della Costituzione, non può essere svuotato di contenuto attraverso il ricorso all’esternalizzazione delle procedure. Chi presenta richiesta di protezione in Italia deve poter usufruire pienamente di tutte le tutele procedurali e sostanziali garantite dall’ordinamento giuridico italiano.

In pratica, l’Albania secondo i magistrati non garantirebbe gli stessi standard giuridici previsti dall’ordinamento italiano ed europeo, né è sottoposta ai medesimi vincoli normativi, pur essendo un Paese candidato all’ingresso in Unione Europea.

Nel mentre, il centrodestra è al lavoro su ulteriori misure legate alla sicurezza. La Lega ha annunciato la possibilità di ampliare il decreto sicurezza, introducendo disposizioni a tutela delle forze dell’ordine. L’obiettivo, secondo fonti parlamentari, è evitare che agenti vengano indagati in casi in cui l’estraneità ai fatti risulti chiara fin da subito, senza però introdurre meccanismi di impunità.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso dubbi sull’analisi della Cassazione, mentre il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato di una posizione “ideologica” da parte della magistratura. L’Associazione nazionale magistrati ha replicato ricordando che è compito del Massimario analizzare le nuove norme e segnalarne eventuali criticità, sottolineando l’importanza del rispetto tra istituzioni.

Il confronto si è ulteriormente irrigidito con le dichiarazioni del ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, il quale, pur ribadendo che che l’esecutivo proseguirà nella lotta all’immigrazione irregolare, indicando il modello italiano come esempio anche per altri Paesi europei, ha però denunciato un atteggiamento ostile da parte di “alcuni organi giurisdizionali”, accusati di ostacolare l’azione dell’esecutivo in tema di immigrazione. “A chi giovi questa opposizione è evidente”, ha affermato, ribadendo che il governo non intende fare marcia indietro.

In tutto ciò proprio oggi il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare un nuovo decreto flussi, che autorizza 500.000 ingressi regolari nel periodo 2026-2028.


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