Era il 1990 e per le amministrative del Capoluogo abruzzese, un PCI in piena crisi d’identità dopo la caduta del muro di Berlino, decide con il suo segretario locale, Edoardo Caroccia, di non correre con il proprio simbolo, ma con quello del fiore della genziana.
Un primo tentativo, da sinistra, di allargare ed innovare mettendo insieme giovani di estrema sinistra come Giulio Petrilli, fino a moderati come Luciano Fabbiani e che poi elesse sette consiglieri tra cui Stefania Pezzopane e Massimo Cialente.
Una lista che da L’Aquila, anticipava di qualche mese la svolta della Bolognina di Occhetto e di qualche anno l’Ulivo.
“La genziana non fu un unione di partiti ma una convergenza di intelligenze singole, più una collettiva che era quella del PCI”, afferma nell’intervista ad Abruzzo Sera lo storico Walter Cavallieri che dopo 35 anni ha deciso di dedicargli un libro presentato ieri insieme al giornalista Alessandro De Angelis, alla presenza di molte e molti che di quella vicenda politica furono protagonisti.
Nel video le interviste e le immagini della presentazione a cura di Alessandro Tettamanti.
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