L’AQUILA – «La sostenibilità è un valore quando tutela realmente l’ambiente senza impoverire cittadini, famiglie e imprese». È quanto afferma Daniele D’Angelo, Gruppo Misto – Futuro Nazionale, intervenendo nel dibattito sulle politiche ambientali e replicando alle posizioni espresse dal capogruppo di Azione, Fabio Frullo.
Secondo D’Angelo, la sostenibilità rischia di diventare un problema «quando si trasforma in un’ideologia che impone dall’alto obiettivi e vincoli dettati da Bruxelles, spesso scollegati dalle esigenze dei territori».
Il rappresentante di Futuro Nazionale individua una netta distanza politica rispetto alla posizione di Azione e del partito guidato da Carlo Calenda, definita «fortemente europeista» e favorevole all’impostazione del Green Deal e della transizione ecologica promossa dalle istituzioni europee.
«È una posizione legittima – osserva D’Angelo – ma profondamente diversa da quella di Futuro Nazionale».
Per D’Angelo, le priorità di un’amministrazione comunale devono essere innanzitutto sicurezza, servizi efficienti, sostegno alle famiglie, valorizzazione delle imprese locali e tutela del potere d’acquisto.
«La sostenibilità non può essere misurata esclusivamente attraverso tonnellate di CO₂ o percentuali di elettrificazione. Deve essere anche sostenibilità economica e sociale», sottolinea, sostenendo che ogni scelta amministrativa debba essere valutata anche sulla base dei costi sostenuti dai cittadini e dei benefici concreti prodotti per il territorio.
Nel mirino di Futuro Nazionale c’è in particolare il Green Deal europeo. Secondo D’Angelo, diverse politiche comunitarie degli ultimi anni avrebbero fissato obiettivi «spesso irrealistici», con il rischio di penalizzare il sistema produttivo italiano, l’agricoltura, l’automotive e le piccole e medie imprese.
Da qui la richiesta di una «profonda revisione» di queste politiche, affinché la protezione dell’ambiente proceda parallelamente alla tutela del lavoro, della competitività e dell’interesse nazionale.
Sul piano locale, Futuro Nazionale propone un approccio improntato al pragmatismo: riduzione degli sprechi energetici, efficientamento degli edifici pubblici, valorizzazione del patrimonio naturale, manutenzioni e prevenzione del dissesto idrogeologico, purché gli interventi producano vantaggi concreti per la comunità e per le casse pubbliche.
«La vera modernità – afferma D’Angelo – non consiste nel recepire acriticamente le direttive europee, ma nel saper scegliere ciò che è realmente vantaggioso per il territorio, respingendo ciò che rischia di trasformarsi nell’ennesimo costo per famiglie e imprese».
Per L’Aquila, secondo il consigliere, occorre dunque concentrare l’azione amministrativa sui problemi più immediati: lavoro, infrastrutture, sicurezza, sanità, servizi e sviluppo economico, senza trascurare la valorizzazione delle eccellenze locali.
D’Angelo sintetizza infine così la distanza tra le due proposte politiche: «Loro mettono al centro le priorità dell’agenda europea; noi mettiamo al centro gli interessi degli italiani e degli aquilani».
Sulla posizione espressa interviene anche Simone Angelosante, già sindaco di Ovindoli e consigliere regionale, recentemente approdato a Futuro Nazionale, che condivide l’impostazione fondata sulla centralità del territorio e sulla necessità di conciliare protezione ambientale e sostenibilità economica e sociale.
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