FONTECCHIO – “Basta falsità sul nostro operato. I fatti e i numeri raccontano un’altra storia”. È la replica dell’ex sindaca di Fontecchio Sabrina Ciancone e della lista “Fontecchio Libera” alle dichiarazioni dell’attuale amministrazione comunale, con l’obiettivo di difendere il percorso amministrativo portato avanti negli ultimi sedici anni.
Ciancone contesta le accuse relative a presunti rallentamenti nei lavori pubblici e alla gestione della ricostruzione, definendo “false” le ricostruzioni diffuse. “Sostenere che i lavori pubblici siano fermi e che per la ricostruzione pubblica non sia stato fatto nulla – afferma – è smentito da dati e documenti ufficiali che abbiamo condiviso con la cittadinanza attraverso un dossier di 28 pagine”.
Al centro della replica anche le contestazioni sulla gestione del Municipio e della sala consiliare. L’ex sindaca chiarisce che non ci sarebbe stato alcuno smantellamento degli spazi istituzionali: “Dopo gli interventi di adeguamento sismico dell’edificio si è scelto di non ricollocare un tavolo ingombrante, trasformando la sala in uno spazio polifunzionale utilizzato per biblioteca, coworking, riunioni ed eventi”.
Ciancone respinge inoltre le accuse di violazione delle regole amministrative, sottolineando che “se fossero state infrante norme dello Stato sarebbero intervenuti Ministero dell’Interno e Prefettura”. Secondo l’ex amministratrice, i simboli istituzionali sarebbero sempre rimasti presenti e il Municipio sarebbe stato valorizzato come “Casa della Comunità”.
Nella replica trova spazio anche la questione della fascia istituzionale utilizzata dall’ex sindaca, oggetto di critiche nei giorni scorsi. Ciancone rivendica il valore simbolico dell’opera realizzata dall’artigiana abruzzese Assunta Perilli, definendola un elemento legato alla tradizione e all’identità del territorio.
Ampio spazio è dedicato al tema della rigenerazione culturale e sociale di Fontecchio. Secondo l’ex sindaca, i progetti realizzati grazie ai fondi Restart e ad altre iniziative avrebbero contribuito a contrastare lo spopolamento, favorendo l’arrivo di nuovi residenti anche dall’estero.
“Non si tratta di un paese abitato solo da artisti – sottolinea Ciancone – ma da cittadini che vivono Fontecchio, lavorano, mandano i figli a scuola, partecipano alla vita sociale e contribuiscono all’economia locale”.
L’ex amministrazione rivendica quindi un modello basato sulla cultura come strumento di sviluppo e inclusione: “La cultura non è stata organizzazione di eventi sporadici, ma un mezzo per creare dialogo, apertura e conoscenza”.
In conclusione, Ciancone e i componenti di Fontecchio Libera auspicano che il confronto politico futuro sia basato su “verità, comunicazione leale e correttezza istituzionale”, nell’interesse della comunità.
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