di Alessandro Tettamanti
L’AQUILA – Nel giorno del ritorno a scuola per tanti istituti, nella città che registra un forte ritardo nella ricostruzione delle scuole, il Consiglio comunale dell’Aquila si è pronunciato all’unanimità per chiedere una deroga, riguardo la riforma del dimensionamento scolastico, anche per le aree coinvolte dal terremoto 2009, così come richiesto dall’Ordine del giorno presentato dai gruppi di minoranza – prima firma dal Consigliere del Partito Democratico Stefano Albano – e si è impegnato, come ha voluto aggiungere con un emendamento la maggioranza, “ad aprire un’interlocuzione con il tavolo esistente della Regione Abruzzo, al fine di verificare la possibilità, nella riorganizzazione del dimensionamento scolastico, di tener conto delle specificità dei territori interessati dalle aree interne dell’Abruzzo rurali e montane”.
E’ successo durante un Consiglio Comunale straordinario (qui il video integrale) richiesto dalle opposizioni, molto partecipato, che ha visto tra il pubblico la presenza di tanti attori del mondo della scuola tra dirigenti, studenti e sigle sindacali, alcuni dei quali – con l’esclusione degli studenti – sono stati auditi in Consiglio. Partecipazione che sembra il segno di una resistenza del mondo scuola, che guarda alla riforma con preoccupazione ed inquietudine.
DI CHE PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI RIDIMENSIONAMENTO
La legge di bilancio 2023, ovvero la legge n. 197 del 29 dicembre 2022, approvata dal Governo Meloni, prevede in sostanza che, a partire dal 2024/2025, le scuole per essere autonome dovranno iniziare ad avere almeno 900 alunni, rispetto ai 450 previsti oggi.
Così facendo si arriverà al taglio su base regionale di circa 8mila tra dirigenze scolastiche (DS) e posti da direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) e al conseguente accorpamento di più plessi nello stesso Istituto, che colpirà maggiormente il Sud ed il particolare le aree interne, già spopolate, proprio a causa del loro spopolamento.
Così facendo, il servizio scuola si svilirà ancor di più, spingendo le famiglie che vivono nelle aree interne a trasferirsi nelle città, sopratutto se lo si considera insieme al servizio sanità, anche questo sempre meno sufficiente nelle aree interne.
Anche la città dell’Aquila non sarebbe immune, con almeno uno, forse due istituti che rischiano di scomparire.
ALBANO: “IL SINDACO FACCIA VALERE LE RAGIONI DEL NOSTRO TERRITORIO NEI CONFRONTI DEL GOVERNO”
“Riteniamo assurdo tagliare i fondi sulla scuola in una fase in cui non soltanto le risorse da investire non mancano, penso al Pnrr, ma si parla di combattere lo spopolamento dilagante nelle aree interne italiane. Siamo preoccupati infatti che questa riforma della rete scolastica territoriale aggravii il fenomeno dello spopolamento dovuto non soltanto alla scarsità di offerte di lavoro, ma anche dalla bassa qualità dei servizi, istruzione e sanità in primis.” ha rilevato il Consigliere Stefano Albano.
“L’Aquila capitale degli Appennini, come spesso viene enunciata anche dal sindaco Biondi, non deve restare una suggestione bensì deve essere declinato con un ruolo attivo in grado di dare opportunità e futuro alle aree interne, anche per questo crediamo che sia necessario scongiurare il taglio e conseguente accorpamento degli istituti comprensivi nei comuni montani del paese e nella nostra provincia, come invece previsto nel piano del governo sul dimensionamento scolastico”.
“Auspichiamo che il sindaco, così come il presidente Marsilio e i numerosi parlamentari di maggioranza eletti in Abruzzo che non mancano mai di ricordare come la presidente del Consiglio sia stata eletta proprio nel nostro collegio”, conclude Albano, “utilizzino ora il loro canale privilegiato di interlocuzione per far valere le ragioni del nostro territorio”.
IL PUNTO DI VISTA POLITICO: BIONDI NE ESCE INDEBOLITO
Dal punto di vista politico quella di ieri è stata una bella giornata per le opposizioni, che hanno presentato l’ODG parlando in modo conciliante della “preoccupazione larga” presente sulla riforma, ma che di fatto indebolisce, forse come mai finora, il sindaco Biondi, uscito prima della votazione, e quindi Fratelli d’Italia.
Quando già erano iniziate le dichiarazioni di voto infatti, e tutto lasciava presupporre una bocciatura dell’Odg, l’apertura è arrivata inaspettata dal consigliere di L’Aquila Futura, Guglielmo Santella, che ha aperto alla possibilità di un voto favorevole qualora ci fosse stata una ulteriore lavorazione condivisa del testo.
Ad attivarsi per la mediazione tra i capigruppo che ne è conseguita, è sembrato essere poi, in particolare, il Presidente Roberto Santangelo, votato anche dalle minoranze e rientrato da poco in Forza Italia, con il risultato di un emendamento integrativo che contraddice l’intervento di difesa politica del Governo Meloni – a dire il vero sembrato un po’ sbilenco – dell’assessora al ramo Manuela Tursini, eletta nella lista proprio di Santangelo, come d’altronde lo stesso Santella, e che di fatto colpisce Biondi (e FdI), protagonista negativo del precedente consiglio straordinario sulle scuole , nuovamente sconfessato in questa legislatura dopo il consiglio straordinario sulla sanità dello scorso dicembre.
L’Assessore Tursini durante la discussione ha avuto modo di ribadire “che l’intervento di riforma sul dimensionamento della rete scolastica nazionale discende da una stringente indicazione europea, nell’ambito delle misure del PNRR. La riforma contribuirà a mettere il sistema scolastico al centro della crescita del Paese, integrandolo pienamente alla dimensione europea. Esse rappresentano una sfida importante per il sistema scolastico italiano, che richiede un forte impegno da parte di tutti gli attori coinvolti”. L’Assessore inoltre ribadisce che il dimensionato scolastico, soprattutto per la città dell’Aquila, non porterà alcun cambiamento per la scuola, garantendo il diritto allo studio per tutti
“Con la mia proposta è stata trovata un punto d’intesa – ha dichiarato Santella – nell’impegnare il Sindaco e la giunta ad aprire un’interlocuzione con la Regione Abruzzo, al fine di verificare la possibilità di una riorganizzazione del dimensionamento scolastico”.
TUTTI GLI INTERVENUTI IN CONSIGLIO
Sono intervenuti, oltre ai consiglieri comunali, il senatore Michele Fina, i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto, i sindaci di Navelli e Pizzoli, Paolo Federico e Giovannino Anastasio, il vicepresidente della Provincia dell’Aquila, Vincenzo Calvisi, Angelo Mancini, già dirigente scolastico, Luca Barbetta del comitato Scuole Sicure, Miriam Del Biondo della Cgil, Antonio Lattanzi, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Rocca di Mezzo-San Demetrio, Paola Iachini, dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, Luigi Copertino, dell’Ufficio programmazione e attività integrata per l’istruzione della Regione. Erano presenti anche altri dirigenti scolastici.
Fina: “La cosiddetta riforma della destra è un grave danno. Le aree interne ne pagheranno le conseguenze”
Che la cosiddetta riforma sul dimensionamento scolastico, che in realtà altro non è che un gigantesco taglio di un servizio fondamentale, sia profondamente sbagliata, è evidente”: lo dichiara il senatore del Partito Democratico Michele Fina, che ha partecipato alla seduta del Consiglio comunale all’Aquila dedicata al tema.
Fina sottolinea: “Non valgono le minimizzazioni della destra, quando pretendono di spiegarci che si tratta solo di una diminuzione dei dirigenti scolastici e delle segreterie amministrative. Alzando la soglia minima di alunni per costituire gli istituti comprensivi se ne ottiene la diminuzione e l’accorpamento di molti di essi. Ne pagheranno le conseguenze soprattutto le nostre aree interne e le nostre frazioni, i cui istituti perderanno centralità e qualità. Scegliere di non prevedere compensazioni per i territori più deboli è una follia: proprio nel momento in cui tra le missioni principali del Piano nazionale di ripresa e resilienza c’è il rilancio della scuola, è proprio in queste aree del Paese che si dovrebbero innanzitutto prevedere investimenti. Per combattere lo spopolamento non basta qualche piccola prebenda in denaro alle famiglie con i nuovi nati, come quelle disposte dalla Regione Abruzzo, se poi non ci sono le scuole dove si può crescere e formarsi. Lo spopolamento si combatte attraverso il mantenimento e il potenziamento dei servizi. La destra fa esattamente il contrario”.
MIRIAM DEL BIONDO (FP CGIL): DIMENSIONE REGIONALE DEL DIMENSIONAMENTO CI PREOCCUPA PARTICOLARMENTE
Angelo Mancini: “Necessario pensare anche al potenziamento dell’offerta formativa”
PACE (UDS): “INVITATI DALLE MINORANZE POI CI HANNO TRATTATO COME RAGAZZINI E NON CI HANNO FATTO PARLARE”
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