Crisi Valle Peligna, i sindacati uniti: “Servono soluzioni certe e concrete. Subito un tavolo di crisi”

Crisi Valle Peligna, i sindacati uniti: “Servono soluzioni certe e concrete. Subito un tavolo di crisi”
31 Dic 2025

Si è svolta oggi a Sulmona la manifestazione promossa dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL per denunciare la grave crisi che da anni colpisce la Valle Peligna. Un territorio segnato da un progressivo declino economico, da una forte carenza di lavoro e di servizi e dalla chiusura di numerose attività produttive che, nel tempo, hanno alimentato lo spopolamento e un diffuso impoverimento sociale, economico e culturale.

I sindacati hanno ricordato come già quasi vent’anni fa lavoratori e lavoratrici della Valle Peligna fossero scesi in piazza per contrastare chiusure e delocalizzazioni industriali e lo smantellamento dei servizi pubblici, ottenendo allora la firma di un Protocollo d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico che riconosceva l’area come “Area di crisi industriale complessa”. Tuttavia, a distanza di anni, quel Protocollo non ha trovato piena attuazione e nel 2017 cittadini e cittadine furono nuovamente costretti a mobilitarsi per chiedere soluzioni concrete e innovative capaci di arrestare il declino socio-economico del territorio.

Alla luce di questi trascorsi, sottolineano le organizzazioni sindacali, non è più possibile perdere tempo. La manifestazione del 31 dicembre 2025 non è stata solo un momento di denuncia, ma soprattutto un’occasione di confronto collettivo e partecipato che ha coinvolto cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici, pensionati, studenti, amministratori locali della Valle Peligna, della Valle Subequana e dell’Alto Sangro, consiglieri regionali, rappresentanti della Giunta regionale, associazioni di categoria, forze politiche e movimenti.

Lo spopolamento delle aree interne rappresenta un problema che riguarda l’intera collettività: dal 2005 al 2025 la Valle Peligna ha perso il 13,56% della popolazione, pari a 6.810 residenti. Una dinamica che, secondo i sindacati, impone uno sforzo condiviso e il superamento di individualismi e particolarismi, poiché i piccoli comuni e le aree rurali sono fondamentali per il benessere complessivo del Paese.

Al termine della manifestazione, CGIL, CISL, UIL e UGL hanno ribadito la necessità urgente di avviare un tavolo di crisi dedicato alla Valle Peligna e di portare la vertenza all’attenzione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un passaggio ritenuto indispensabile per affrontare la desertificazione industriale che ha colpito il territorio dopo la fase di sviluppo avviata dagli anni Sessanta e mai sostituita da un modello alternativo di crescita.

I sindacati chiedono investimenti pubblici e privati per incentivare nuovi insediamenti produttivi, ma anche per tutelare e rafforzare le realtà industriali esistenti, diversificando il tessuto economico e salvaguardando ogni posto di lavoro. Accanto a ciò, viene ritenuto fondamentale investire nei servizi alle persone, nella sanità, nell’istruzione e nella formazione, nonché nelle infrastrutture materiali e immateriali – dai collegamenti stradali e ferroviari alle reti digitali e idriche – accompagnando il tutto con una fiscalità di vantaggio che renda il territorio più attrattivo e riduca il divario delle aree interne.

A firmare il documento sono i segretari Francesco Marrelli (CGIL), Pietro Di Natale (CISL), Maurizio Sacchetta (UIL) e Roberto Bussolotti (UGL), che hanno annunciato il proseguimento delle mobilitazioni e la verifica puntuale degli impegni assunti dalle istituzioni, ribadendo un principio non negoziabile: mai più un posto di lavoro in meno.


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