di Alessandra Prospero
Le elezioni comunali 2026 ridisegnano il quadro amministrativo abruzzese e consegnano alla Marsica un ruolo centrale negli equilibri politici regionali. Se a livello regionale l’attenzione resta puntata sul ballottaggio di Chieti, è infatti il territorio marsicano a emergere come uno dei veri protagonisti della tornata elettorale, tra riconferme nette, nuove leadership e un dato politico sempre più evidente: la capacità dei grandi comuni della Marsica di incidere sugli assetti provinciali e regionali.
Il risultato simbolicamente più forte arriva da Avezzano, dove Giovanni Di Pangrazio conquista una larghissima riconferma al primo turno con oltre il 61% dei voti, staccando nettamente tutti gli avversari. Un successo che consolida ulteriormente il peso politico dell’attuale sindaco nel panorama abruzzese e che conferma la solidità della sua rete civica e trasversale.
Dietro Di Pangrazio si piazza Alessio Cesareo, sostenuto dal centrodestra, fermo attorno al 20%, mentre Roberto Verdecchia, candidato del centrosinistra, si arresta sotto il 10%. Più distanti Loreta Ruscio e Gianluca Ranieri. Il dato definitivo fotografa un consenso amplissimo per l’amministrazione uscente e una frammentazione delle opposizioni.
Ad Avezzano, inoltre, si registra un’affluenza superiore al 70%, tra le più alte dell’intera provincia aquilana, segnale di una partecipazione ancora molto forte nei grandi centri marsicani.
Altro dato politico rilevantissimo arriva da Celano, dove Settimio Santilli viene riconfermato sindaco con una vittoria schiacciante: il primo cittadino uscente ottiene infatti il 78,72% dei voti, consolidando ulteriormente il proprio consenso e confermando Celano come uno dei principali fortini del centrodestra marsicano.
Lo sfidante Ermanno Natalini, sostenuto dall’area progressista con la lista “Celano Progressista”, si è fermato al 21,28%. Un divario molto ampio che rafforza la leadership politica di Santilli non solo in città ma nell’intero comprensorio marsicano.
Anche a Luco dei Marsi il voto amministrativo conferma la centralità delle dinamiche civiche territoriali. Giorgio Giovannone conquista la guida del Comune sostenuto dalla lista “Insieme con Luco nel Cuore”, raccogliendo l’eredità politica dell’esperienza amministrativa degli ultimi anni e confermando il forte radicamento civico del territorio.
A Magliano de’ Marsi il voto amministrativo conferma invece una linea di piena continuità. Pasqualino Di Cristofano è stato riconfermato sindaco con il 100% dei voti validi, sostenuto dalla lista civica “Benvenuto Futuro”, in una consultazione caratterizzata dalla presenza di un solo candidato.
Tra i risultati più significativi della Marsica emerge anche quello di Collarmele, dove Sara D’Agostino viene eletta sindaca, imponendosi come una delle nuove figure amministrative del territorio marsicano.
A Pescina è Luigi Soricone a conquistare la fascia tricolore, al termine di una delle sfide più seguite della Marsica orientale. La vittoria di Soricone assume un peso politico significativo in un comune simbolicamente centrale per il territorio marsicano, patria di Ignazio Silone e storicamente molto attento alle dinamiche civiche e amministrative locali.
A Rocca di Botte viene invece confermato Elvino Marzolini, che mantiene la guida del piccolo comune al confine tra Abruzzo e Lazio, consolidando un’esperienza amministrativa fortemente radicata sul territorio.
Ad Aielli arriva la riconferma di Enzo Di Natale, figura ormai simbolo della trasformazione culturale e turistica del borgo marsicano. Negli ultimi anni Aielli è diventato un caso nazionale grazie ai murales, agli eventi culturali e ai progetti di valorizzazione territoriale che hanno profondamente cambiato l’immagine del paese. La vittoria di Di Natale rappresenta quindi anche la continuità di un modello amministrativo che ha fatto della cultura uno strumento di rilancio delle aree interne.
A Cappadocia, invece, Fabio De Angelis conquista la fascia tricolore, rafforzando il quadro di rinnovamento amministrativo che in alcuni centri montani della Marsica sta portando all’emersione di nuove leadership civiche locali.
Tra le figure politiche che escono rafforzate da questa tornata amministrativa c’è anche Lorenzo Berardinetti, storico amministratore marsicano ed ex consigliere regionale, considerato ancora oggi uno dei riferimenti politici più influenti del territorio e rieletto sindaco di Sante Marie. Diversi risultati emersi nei comuni della Marsica vengono infatti letti dagli osservatori anche alla luce delle reti civiche e amministrative costruite negli anni attorno alla sua area politica, confermando quanto il peso delle relazioni territoriali continui a incidere profondamente sugli equilibri locali.
Il quadro complessivo che emerge dalla Marsica è quello di un territorio politicamente molto dinamico, ma al tempo stesso caratterizzato da una forte stabilità amministrativa nei comuni dove il rapporto diretto tra sindaco e comunità continua a rappresentare l’elemento decisivo del consenso.
La Marsica, del resto, si conferma ancora una volta uno dei baricentri politici dell’Abruzzo interno. Un territorio composto da 37 comuni e circa 125 mila abitanti, con Avezzano come principale polo urbano ed economico dell’area.
Anche negli altri comuni marsicani chiamati al voto il quadro appare orientato verso la continuità amministrativa e la forza delle coalizioni civiche territoriali. A Collelongo viene eletta sindaca Rosanna Salucci, mentre in altri centri della Marsica si registrano affermazioni che consolidano amministrazioni già radicate sul territorio.
Sul piano regionale, intanto, il dato più politico resta quello di Chieti, dove il centrosinistra guidato da Giovanni Legnini appare in vantaggio ma senza superare la soglia necessaria per evitare il ballottaggio. Il confronto teatino diventa così il principale test politico regionale tra centrosinistra e centrodestra, mentre nella Marsica il voto sembra aver premiato soprattutto amministrazioni fortemente territoriali e civiche.
In totale sono stati 60 i comuni abruzzesi chiamati alle urne, di cui ben 48 nella provincia dell’Aquila, confermando ancora una volta il peso decisivo delle aree interne e della Marsica nel determinare gli equilibri politici della regione.
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